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Divisare - Projects Latest Updates

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    “Dividere per moltiplicare. Spezzare il pane”è il tema che trova rappresentazione tridimensionale nell’edicola con cui Caritasè presente in Expo. IL CONCEPT Piuarch progetta il padiglione Caritas per Expo 2015, dando dimensione fisica ad un tema filosofico: la divisione come ricchezza. Il concept architettonico della struttura è infatti incentrato sull’idea della divisione come opportunità.

    Piuarch — Padiglione Caritas EXPO 2015

    Piuarch-Edicola Caritas EXPO 2015 - Vista dell'esterno

    MATERIALI E STRUTTURA L’edicola, questo il nome del piccolo padiglione, si presenta come un cubo spezzato che declina anche architettonicamente l’idea della condivisione come ricchezza. La struttura è stata progettata tenendo la semplicità come elemento centrale nella composizione dei volumi e nell’essenzialità delle forme. Il volume si suddivide in 5 altri volumi simili tra loro ma non uguali per dimensioni, che si configurano in base alle funzioni differenti che ospitano, gli ambienti si dispongono sul terreno mantenendosi uniti da un vertice, richiamando la pianta quadrata da cui nasce l’edicola. L’uniformità dell’insieme è data dal profilo strutturale, che mantiene le stesse dimensioni esterne, il colore e il materiale unitario. L’edicola, nella sua essenzialità costruttiva è realmente ecosostenibile. Il rivestimento esterno è realizzato in rete in PVC pre tesata che consente il passaggio dell’aria senza necessità di condizionamento, favorendo la naturale luminosità degli ambienti per ridurre al minimo l’impiego di energia. Il lotto occupato da Caritas si compone di diversi elementi: una parte esterna pavimentata di 200 mq che accoglie i visitatori, una parte coperta di 150 mq dove sono dislocate le diverse aree, una parte a verde di 550 mq. Non un solo luogo, ma 5 momenti, 5 esperienze per entrare in relazione con il tema dividere per moltiplicare e con il mondo di Caritas.

    Piuarch — Padiglione Caritas EXPO 2015

    Il Concept

    UNO SPAZIO ESPERIENZIALE Dividere per moltiplicare è un concetto che – oltre al cibo – si applica alle idee, ai luoghi, alle situazioni, alle conoscenze. Il tema e la filosofia della condivisione si manifesta in Expo in un luogo pensato per favorire l’incontro e lo scambio di esperienze. L’Edicola sarà infatti fulcro di un palinsesto culturale sul tema “Dividere per moltiplicare. Spezzare il pane”, inspirato al noto episodio evangelico. I visitatori, varcata la soglia, non saranno semplici spettatori, ma protagonisti di un’esperienza multimediale. Il percorso si svilupperà lungo diversi ambienti, ognuno dedicato ad un’esperienza specifica. Al centro di questo itinerario è stata immaginata l’esposizione di un’opera d’arte: l’installazione Energia, realizzata nel 1973 dall’artista tedesco Wolf Vostell. L’opera proveniente dal museo voluto dallo stesso artista a Malpartida nella regione dell’Estremadura in Spagna è costituita da un’automobile Cadillac cinta da forme di pane. L’accostamento irriverente tra uno status symbol e il bene di prima necessità per antonomasia rappresenta una denuncia contro la società consumista.

    Piuarch — Padiglione Caritas EXPO 2015

    “Divide to multiply. Breaking the bread” is the theme represented in three dimensions in the pavilion with which Caritas takes part in the Expo. THE CONCEPT Piuarch has designed the Caritas pavilion for Expo 2015, giving a physical dimension to a philosophical theme: creating wealth by dividing. Indeed, the architectural concept centres around the idea of sharing as an opportunity.

    Piuarch — Padiglione Caritas EXPO 2015

    THE MATERIALS AND THE STRUCTURE The Edicola, this is the name of the small pavilion, has the appearance of a fragmented cube that translates into architectural terms the idea of creating wealth by sharing. The structure has been designed keeping simplicity at the core of its composition and the unadorned nature of its appearance. The structure is divided into 5 structures that are similar to each other but of different sizes and designed for different purposes. They are positioned on the ground and joined by vertices, a reference to the Edicola’s typical square floor plan. The uniformity of the construction is provided by its structural profile characterized by the same external dimensions, colour and materials. Thanks to its extremely simple structure, the Edicola is truly eco-sustainable. Externally, it is made of plastic pretensioned mesh that lets the air flow through without any need for air conditioning and lets in natural light which helps keep energy use to a minimum. The plot occupied by Caritas presents a number of different features: a 200 sqm. outdoor paved area that greets visitors, a 150 sqm. covered area divided into different rooms, and a 550 sqm. green area. It is not just a place but 5 situations, 5 experiences that help visitors relate to the theme divide to multiply and the Caritas world.

    Piuarch — Padiglione Caritas EXPO 2015

    AN EXPERIENTIAL SPACE Divide to multiply is a concept that – aside from food – can apply to ideas, places, situations and knowledge. The theme and philosophy of sharing are expressed at the Expo in a place conceived to encourage people to meet and exchange experiences. Indeed, the Edicola will be at the heart of a cultural programme of events on the theme “Divide to multiply. Breaking the bread” that takes its inspiration from the well-known episode in the Gospel. Upon entering the structure, visitors will cease to be spectators and will become active participants in a multimedia experience. The itinerary will take visitors through the different rooms, each dedicated to a specific experience, and will exhibit, at its heart, a work of art: the installation Energy, made in 1973 by German artist Wolf Vostell. The work comes from the artist’s own museum in Malpartida in the Estremadura region in Spain and it presents a Cadillac car wrapped in bread loaves. By irreverently placing side by side a status symbol and the basic necessity par excellence, it expresses a critique of consumer society.

    Piuarch — Padiglione Caritas EXPO 2015

    L'opera Energia di Wolf Vostell

    Piuarch — Padiglione Caritas EXPO 2015


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    I silos sono le ciminiere delle campagne.I contenitori di riferimento nelle distese orizzontali delle campagne.

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — The four silos

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — The four silos

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — The four silos

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — The four silos

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — The four silos

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — The four silos


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    CARATTERISTICHE URBANE DEL SITO L’area di progetto, ad eccezione di alcune tracce architettoniche più antiche, è stata edificata nella seconda metà del secolo scorso. Risulta interessante osservare il disegno planimetrico dei corpi edilizi, sia a valle che a monte, poiché, in modo spontaneo, essi ripercorrono il principio urbano medievale che caratterizza la città di Castelbuono sin dalla sua origine. I fabbricati della città antica si attestano sulle vie adagiate lungo le curve di livello, quest’ultime configurano il monte su cui si edifica il tessuto edilizio, stabilendo un rapporto visivo privilegiato con il paesaggio circostante. L’architettura della città, quindi, tende a collegare la parte alta con quella bassa e, nel contempo, interseca le vie che lambiscono orizzontalmente gli isolati. In questi passaggi, orizzontali e verticali, si mostra la vera bellezza della città antica, dove si fa fatica ad individuare spazi ad uso esclusivamente privato. Questi passaggi in successione si tramutano in vicoli e vicoletti, corti e cortili, sottopassaggi e giardini murati, piazze e piazzette, rivelando il concatenamento degli spazi urbani che non solo danno qualità architettonica alla città, ma sono anche spazi ad uso collettivo in diretto rapporto con le abitazioni private. L’architettura dell’edificio e l’architettura della città, rappresentano le due facce di una stessa medaglia, sono luoghi in cui si rappresenta il corso della vita quotidiana degli uomini e per questo motivo la forma del singolo edificio è strettamente legata alla forma urbana e viceversa: la città può essere considerata una grande casa e la casa una piccola città. Detto ciò, l’area di progetto, nonostante sia stata edificata nella seconda metà del secolo scorso [periodo storico in cui, sia in ambito nazionale che internazionale, si realizzano complessi edilizi in contrapposizione agli spazi della città antica], mantiene i principi urbani propri di Castelbuono, con la differenza che gli spazi di collegamento tra la parte bassa e quella alta, non possiedono le stesse caratteristiche qualitative dell’antica città. Il corpo edilizio a valle si attesta su via Geraci, così come l’isolato a monte su via Vetriera, quest’ultima connessa direttamente con gli ambiti urbani più antichi. Queste due parti urbane attualmente risultano collegate da una zona verde, non tanto curata, ed una scala rampa di cemento, in pessime condizioni, poco utilizzata dagli abitanti di questa pezzo di città. Proseguendo la via Vetriera verso nord, si interseca l’omonimo vicolo, il quale, lambendo edifici e zone a verde, collega con una scala rampa di cemento, anche questa in pessime condizioni, la parte alta con la sottostante via Geraci. IDENTIFICAZIONE DEGLI ELEMENTI ARCHITETTONICI LATENTI DI PARTICOLARE QUALITÀ Analizzando più approfonditamente l’area di progetto, emergono resti di architettura del passato, che hanno resistito alle trasformazioni urbane. Una ciminiera in mattoni, di epoca sicuramente successiva alla rivoluzione industriale della seconda metà del 1800 ed un complesso edilizio più antico, che alcuni storici locali identificano come luogo in cui si svolgeva l’arte della fabbricazione del vetro. Questi resti, che si possono definire latenti, fanno scoprire il grande potere dell’architettura, in quanto, nonostante la mancanza di vincoli specifici che ne tutelino l’integrità, i cittadini che hanno edificato negli anni questa parte di città, non hanno mai dubitato del loro valore architettonico. In particolare, l’edificio adiacente alla ciminiera ottocentesca, è stato realizzato con particolare sensibilità per essa, in modo da non intaccarne le sue caratteristiche architettoniche. IL PROGETTO Risvegliare gli elementi latenti del luogo per inserirli in una nuova identità architettonica, ha originato la presente attività progettuale. Questi resti, che si possono definire dormienti e resistenti al tempo, possono riemergere con l’obiettivo di fornire nuovi orientamenti per il riordino urbano e per la riconversione funzionale dell’area. La piazza ed il giardino a gradoni in adiacenza alla ciminiera ottocentesca Collegare la parte bassa di via Geraci con la parte alta di via Vetriera e dare un ruolo urbano di primaria importanza alla ciminiera, inducono a generare il progetto di una piazzetta su cui si attesta un giardino a gradoni che collega le due parti di città. La piazzetta di progetto si prevede rivestita con la stessa pietra utilizzata per le strade di Castelbuono, alternata da fasce orizzontali di Billiemi grigio bocciardato, che ne ricama un disegno originale tendente ad accompagnare il visitatore in modo naturale da via Geraci verso la piazzetta interna. Rievocare un antico corso d’acqua nelle vicinanze, indicato dagli storici come “le fonti di Camar”, è stato il pretesto per progettare una fontana a cascata in travertino, che accompagna la scala di collegamento in Billiemi grigio, che dalla via Vetriera, in alto, culmina in uno specchio d’acqua, in basso. Sui terrazzamenti sono state previste panche in travertino per la sosta e per l’utilizzo diretto degli spazi verdi, il tutto rivestito in legno teak per integrare al meglio con la natura le opere terrazzate. La sala di quartiere per attività di gruppo all’interno dell’antico complesso su vicolo Vetriera L’idea di progetto è di non cambiare l’identità architettonica del vecchio complesso architettonico su vicolo Vetriera, oramai consolidata nella cultura della gente e, al tempo stesso, dare uno nuovo spazio ad uso pubblico a questa parte di città. Il recupero di una porzione del complesso prevede il consolidamento della struttura muraria della parte dell’edificio senza tetto e l’inserimento di una struttura prefabbricata in legno al suo interno, che contiene i servizi utili alla gente del quartiere. Le aperture esistenti, lungo l’antica facciata perimetrale, corrispondono agli ingressi del nuovo edificio in legno, che contiene una sala per attività di gruppo, a doppia altezza con un grande lucernaio in copertura, un Internet Point ed alcuni locali di servizio. Sul fronte principale a valle, si è progettata una terrazza panoramica in ferro e legno, per ottenere uno spazio di dimensioni idonee antistante l’ingresso principale. Si è scelto il sistema della costruzione in legno, poiché, permette di realizzare oggi delle architetture che si distinguono per la loro stabilità, la buona coibentazione e la resistenza alle intemperie, con consumo energetico passivo. Inoltre esistono sul mercato delle aziende affermate che, rispettando sempre la tradizione culturale del passato, propongono sistemi costruttivi che offrono un grande spazio di libertà progettuale.

    Salvatore Curcio  — PREMIO “Castelbuono Progetto Architettura”, Premio idea progettuale - Anno 2014

    Salvatore Curcio  — PREMIO “Castelbuono Progetto Architettura”, Premio idea progettuale - Anno 2014

    Salvatore Curcio  — PREMIO “Castelbuono Progetto Architettura”, Premio idea progettuale - Anno 2014

    Salvatore Curcio  — PREMIO “Castelbuono Progetto Architettura”, Premio idea progettuale - Anno 2014

    Salvatore Curcio  — PREMIO “Castelbuono Progetto Architettura”, Premio idea progettuale - Anno 2014

    Salvatore Curcio  — PREMIO “Castelbuono Progetto Architettura”, Premio idea progettuale - Anno 2014

    Salvatore Curcio  — PREMIO “Castelbuono Progetto Architettura”, Premio idea progettuale - Anno 2014

    Salvatore Curcio  — PREMIO “Castelbuono Progetto Architettura”, Premio idea progettuale - Anno 2014

    Salvatore Curcio  — PREMIO “Castelbuono Progetto Architettura”, Premio idea progettuale - Anno 2014

    Salvatore Curcio  — PREMIO “Castelbuono Progetto Architettura”, Premio idea progettuale - Anno 2014

    Salvatore Curcio  — PREMIO “Castelbuono Progetto Architettura”, Premio idea progettuale - Anno 2014

    Salvatore Curcio  — PREMIO “Castelbuono Progetto Architettura”, Premio idea progettuale - Anno 2014

    Salvatore Curcio  — PREMIO “Castelbuono Progetto Architettura”, Premio idea progettuale - Anno 2014

    Salvatore Curcio  — PREMIO “Castelbuono Progetto Architettura”, Premio idea progettuale - Anno 2014

    Salvatore Curcio  — PREMIO “Castelbuono Progetto Architettura”, Premio idea progettuale - Anno 2014

    Salvatore Curcio  — PREMIO “Castelbuono Progetto Architettura”, Premio idea progettuale - Anno 2014

    Salvatore Curcio  — PREMIO “Castelbuono Progetto Architettura”, Premio idea progettuale - Anno 2014

    Salvatore Curcio  — PREMIO “Castelbuono Progetto Architettura”, Premio idea progettuale - Anno 2014


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  • 04/28/15--10:25: Barra House - Flavio Castro
  • The appropriation of 900 square feet available for deployment of the house happens so straightforward. A rectangular prism perpendicular to the alignment of the street shelters the functions of the house upstairs and bottom, occupying only half the land and releasing the other half for leisure and landscaping. The higher volume seems to float over the ground floor, which makes clear the architectural party: one bar. The metal structure works as a succession of frames that structure the house and serve as edges for volumetry of the academy, in the house coverage. From this space, formed by a roof garden and a fence cobogós blue, has a spectacular view of the Pedra da Gávea and surroundings. By intense insolation Rio, the west facade was covered with adjustable brises in order to have the correct solar incidence in the house. Thus, a dynamic facade makes the house fits into the surroundings and provide adequate thermal comfort for residents. The aggregate values such as the chromatic materials, texture, and transparency were chosen because of its intentions pursueds in each space. The materials are sincere. The concrete, glass and steel are shown in its essence, without intermediaries. The house was conceived as a urban house for the coexistence of a couple with 02 daughters and enhances the relationship with the environment as it establishes a direct relationship on the ground floor and rooftop visual relationship

    Flavio Castro — Barra House

    Flavio Castro — Barra House

    Flavio Castro — Barra House

    Flavio Castro — Barra House

    Flavio Castro — Barra House

    Flavio Castro — Barra House

    Flavio Castro — Barra House


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  • 04/28/15--10:33: Souzas House - Flavio Castro
  • FCstudio´s project for a residence in the contryside of the state of São Paulo. This house was projected to be a huge belvedere for the beautiful view which the terrain offers on its back. The spaces are integrated and divided into 3 floors. This floors separates functions and allows simultaneous occupations. The structure is composed of four pillars strategically placed and flat slabs.

    Flavio Castro — Souzas House

    Flavio Castro — Souzas House

    Flavio Castro — Souzas House

    Flavio Castro — Souzas House


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    Helsinki is a multicultural, diverse, enigmatic and charming city, considered one of the best cities in the world in all aspects, also known as the “Pearl of the Baltic”. It is a cultural, urban and sustainable worldwide reference. Recently were revealed architectural competition finalists conducted for the design and possible construction of a new Guggenheim Museum franchise in that city, this has caused a stir because most citizens and many architects and urban planning experts consider unnecessary the presence of a production of this nature. Expecting the same “Bilbao effect” this time in Helsinki, voices are heard that the Guggenheim Foundation, Guggenheim look more benefit from the landmark Helsinki, that Helsinki Guggenheim mark; since the city has its own light and does not need foreign trademarks to shine on the international stage. In the social sphere there are concerns of the citizens of Helsinki with the evolution in your city because the vast majority are unwilling to pay heavy taxes to finance the construction of a foreign museum and its maintenance, displaced local artists feel about these facts since an internationally renowned museum in which they would have no place, It will capture the attention and greatly overshadow Finnish art and culture. With an integral urban and architectural proposal for an alternative solution arises not only the development of the Guggenheim Museum but also a master plan governing South Harbour and integrated with the historical center and the rest of the city, not intended to replace only the museum, but to integrate the port to the urban, cultural and social life in Helsinki. The development plan creates an imaginary input for the “pearl of the Baltic”. The master plan is divided into three phases, each phase has an area of development, the first phase focuses on the cultural and artistic, the second phase in the commercial and recreational, and the third phase in the technological, natural and research development.

    Miguel Arias — The Baltic gate plan

    General plan

    DEVELOPMENT PLAN “THE BALTIC GATE”

    FIRST PHASE The plan has three main stages to develop, the first phase covers the west side of the harbor include “Olympia terminal”, “Makasiini” terminal and the “Tähtitorninvuoren puisto”, this site is the potential development for the proposed Guggenheim. This phase includes the detonating alternative proposal for the museum, a new maritime terminal and a new mixed use building. The first component is a cultural center located exactly at the place proposed for the Guggenheim Museum, this will shelter galleries, shopping areas, administrative areas, auditorium, community halls, a theater outdoors into the sea and will be the new headquarters for the center of Finnish architecture and design which has long time without adequate facilities for their exhibitions and activities, also have a plaza enabled for local freelance artists which as a bazaar can show their works to the public. The cultural center will act as convergent of artistic, cultural and theatrical activities Helsinki where local artists and entrepreneurs have an opportunity to jump into stardom. A new terminal with more capacity and a mixed building with hotel, offices and shopping areas are articulated through comprehensive functional public spaces in all seasons comprise the first phase of the master “The Baltic gate” plan.

    Miguel Arias — The Baltic gate plan

    stage 1 scheme

    SECOND PHASE This phase takes place at the center of Port South Harbour, the traditional center of Helsinki where their famous markets, as a sign of respect for the tradition and history of the city shall be kept intact, however will be organized into quadrants for easy accessibilities and provide the Plaza for better movement and better stays to both seller ,consumers and visitors, In winter the market stalls provide themselves with decks and elements to ensure sufficient heating and for activities during this period are not affected. The existing parking area will be deleted and will be endowed with public space, a spa and a Finnish saunas, these are proposed together with a circuit alternative bicycle and pedestrian mobility articulate whole plan, tram use be optimized. There will be no reasons to use vehicles in South Harbour.

    Miguel Arias — The Baltic gate plan

    stage 1 plan

    THIRD PHASE This phase is carried out on the eastern side of South Harbour where is now the “Kanava terminal” and “Katajanokan terminal”, on Kanava terminal as it is not useful now, a technology research center given that Helsinki is a pioneer in the field will be implemented, on its educational classrooms, shopping areas, administrative offices and research laboratories were endowed to encourage people to learn and further developed in technology. A new building for learning and research of endemic flora and fauna of Finland will also be introduced. The third phase as such is an educational and research corridor and enjoys opening a channel to integrate urban areas adjacent to the marine and coastal life.

    Miguel Arias — The Baltic gate plan

    sections

    Miguel Arias — The Baltic gate plan

    sections

    Miguel Arias — The Baltic gate plan

    stage 1 view

    Miguel Arias — The Baltic gate plan

    Cultural center, summer

    Miguel Arias — The Baltic gate plan

    cultural center, winter

    Miguel Arias — The Baltic gate plan

    Terminal view

    Miguel Arias — The Baltic gate plan

    stage 2 scheme

    Miguel Arias — The Baltic gate plan

    stage 2 plan

    Miguel Arias — The Baltic gate plan

    sections

    Miguel Arias — The Baltic gate plan

    market summer/winter

    Miguel Arias — The Baltic gate plan

    Balneary summer time / ice rink winter time

    Miguel Arias — The Baltic gate plan

    Stage 3 scheme

    Miguel Arias — The Baltic gate plan

    Stage 3 plan

    Miguel Arias — The Baltic gate plan

    Sections

    Missing image

    natural center


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    Forte Col Roncone è parte del sistema fortificato del Tagliamento costruito alla vigilia della Grande Guerra per la difesa del confine orientale italiano. La filosofia seguita nell’intervento ha previsto la conservazione del forte quale documento storico nella forma pervenutaci, con le trasformazioni e i segni del trascorrere del tempo, con le lacune e le impronte lasciate sulle superfici architettoniche dallo spoglio degli arredi, delle artiglierie e degli impianti originari. Il programma di riuso ha comportato la necessità di realizzare collegamenti e chiusure orizzontali e verticali per i quali sono state adottate scelte architettoniche tali da consentire il loro armonico inserimento nel contesto e allo stesso tempo di distinguere il nuovo dall’antico lasciando intatte le strutture. L’iter seguito non è stato la ricostruzione filologica ma la progettazione con un linguaggio moderno che reinterpreta i caratteri storico-architettonici della costruzione e ne ripropone i materiali in forme diverse. Al piano terra sono state allestite due salette conferenze e una mostra permanente sull’architettura fortificata della Grande Guerra in Friuli mentre il primo piano è destinato a esposizioni temporanee.

    Roberta Cuttini — Recupero e valorizzazione Forte Col Roncone

    Roberta Cuttini — Recupero e valorizzazione Forte Col Roncone

    La configurazione originaria delle cupole corazzate, rimosse durante il conflitto, è stata evocata in una struttura che, sollevata appena dalla copertura del forte, permette al visitatore di orientare lo sguardo a 360° secondo il raggio di tiro dei cannoni.

    Roberta Cuttini — Recupero e valorizzazione Forte Col Roncone

    Roberta Cuttini — Recupero e valorizzazione Forte Col Roncone

    Roberta Cuttini — Recupero e valorizzazione Forte Col Roncone

    Per conservare la memoria dei crolli nel solaio di copertura del corridoio inferiore, in luogo del tamponamento sono state posizionate nei moduli mancanti lastre di vetro stratificato. Ne risulta un effetto di chiaroscuro particolarmente suggestivo e una migliore fruibilità dello spazio museale.

    Roberta Cuttini — Recupero e valorizzazione Forte Col Roncone


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  • 04/28/15--12:40: F+M House - Flavio Castro
  • Year: 2015 | Location: Socorro,SP,Brazil | Build area: 215m² | Site area: 450m²

    Flavio Castro — F+M House

    Flavio Castro — F+M House

    Flavio Castro — F+M House


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    L’opera verrà realizzata in bronzo e acciaio corten, come da progetto di De Paoli, e avrà un ingombro di base di circa m 1,70 x 1,40 di profondità e un altezza di 2,50. La parte centrale rappresentante la figura umana insieme all’elemento in torsione è autoportante ed è realizzata in bronzo con la tecnica a “cera persa” a grandezza naturale h m 2,90 all’estremità delle dita h 130 con una base di m 0,70×0,20. La figura e l’elemento tortile a elica, fusi in un pezzo unico, sono uniti e saldati alla struttura in parabola aerea mediante 3 spine d’acciaio, nelle estremità della composizione: due nel vertice dell’elica, una nel palmo della mano destra della figura. La parabola, che raccorda idealmente la sorgente al resto del complesso scultoreo, è stata realizzata in acciaio corten. La struttura a pezzo unico è bi frontale, sagomata, cesellata, con lo sviluppo di circa m 3,50 con una larghezza media di m 0,50. La parte montata in corrispondenza della sorgente verrà tassellata nella roccia mediante barre d’acciaio autofilettanti, mentre il suo punto centrale e l’estremità superiore, come è stato già descritto, saranno saldate al complesso bronzeo portante. L’opera con le sue parti e reciproche spinte e controspinte è stata pensata per garantire la massima stabilità e sicurezza. Per la patina delle parti in bronzo è stata scelta l’ossidazione per raggiungere colore “fegatato” come da bozzetto mentre la struttura lavorata in acciaio corten di tonalità ramata manterrà nel tempo la sua colorazione nonostante l’esposizione agli agenti atmosferici. Il punto di montaggio (vedi tav.1 allegata) è situato nell’unica parte pianeggiante della roccia a circa m 1,20 dall’arco in muratura. Occorrerà sagomare le due basi della struttura bronzea in modo da aderire alla superficie della rocca . La scultura in fase di montaggio, aderendo alla morfologia naturale della pietra, verrà tassellata in profondità mediante quattro barre autofilettanti in acciaio di diametro cm 2×50. I fori nella roccia prima dell’avvitamento definitivo verranno colmate con la resina Lokset-SIS prodotto da Minova CarboTech.

    Antonio Luigi De Paoli — "ETEREA SORGENTE"

    ...dalla sorgente al volo di aquiloni dall'acqua al trionfo della vita dall'energia alla realizzazione dei sogni...

    Antonio Luigi De Paoli — "ETEREA SORGENTE"


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    L’area di progetto va dal Mercato del Pesce di piazza Cavour sino alla Fiera del Mare nel quartiere della Foce. A Nord, ben delimitata dal nastro infrastrutturale di corso Maurizio Quadrio, corso Aurelio Saffi e dalla sopraelevata che divide la città dal porto, abbiamo quel che resta del quartiere di via Madre di Dio. Quest’area, compresa tra la collina di Sarzano e il quartiere di Carignano, è stata demolita negli anni 70 per far spazio ad un centro direzionale e infrastrutture stradali. Questi interventi hanno prodotto spazi e luoghi ambigui non vissuti; progetti sbagliati per scala e strategia rispetto alla città. A sud abbiamo invece: il bacino delle Grazie con le riparazioni navali e i cinque bacini di carenaggio, quattro dei quali insieme al Porticciolo Duca degli Abruzzi, la sede dello Yacht Club Italiano e del Rowing Club Genovese, sono beni immobili dichiarati di particolare interesse culturale, già schedati dall’ Ente proprietario e già sottoposti a Decreto del Direttore Regionale per i Beni Culturali.

    Luciano Mazzone — Genova: nuovo Waterfront tra foce e Porto Antico

    Masterplan

    La riqualificazione dell’area parte dal presupposto di rispettare il sedime originale, perché quattro dei cinque bacini di carenaggio, il porticciolo Duca degli Abruzzi e la sede del Rowingclub e Royal Yacht club italiano, sono beni immobili dichiarati di particolare interesse culturale, già schedati dall’ Ente proprietario e già sottoposti a Decreto del Direttore Regionale per i Beni Culturali. Quindi il progetto si adatta all’esistente integrandolo con interventi atti a migliorarne la fruizione per la nuova destinazione d’uso. Tenta di ricostruire un rapporto tra città e mare, tra acqua e terra, dando particolare importanza al verde pubblico come legante tra l’ entroterra e il mare.

    Luciano Mazzone — Genova: nuovo Waterfront tra foce e Porto Antico

    Area di progetto

    Il parco urbano “lineare” viene ricavato dal riempimento dello specchio d’acqua tra il terzo il quarto bacino di carenaggio. Si tratta di un parco pubblico composto da 2 percorsi principali: uno esterno che lo delimita e uno interno. Entrambi culminano nella piazza galleggiante e nella gradinata verde, che funziona come un piccolo anfiteatro sull’acqua. Il parco parte a quota molo e sale fi no ad un’altezza di 3 metri, raggiunta nel centro del parco, (con una pendenza del 2%), in prossimità“dell’isola del pensatore”. Si tratta di un luogo più intimo dedicato al raccoglimento, allo studio o semplicemente al relax. Da qui il parco mantiene la stessa quota fi no alla gradinata verde che scende verso il mare, diventando una tribuna per la piazza galleggiante che in questo modo può essere utilizzata come anfiteatro per eventi culturali. Il parco è alternato da parterre verde e luoghi più specifici, come gli orti urbani e il giardino dei fi ori, che stanno ai lati del percorso interno, coperto da un lungo pergolato. Tutti gli elementi che compongono il parco, i “corridoi” e le “stanze” ai lati che non interrompono il percorso, sono studiati come un “organismo architettonico”. Il parco sull’acqua utilizza il quinto bacino di carenaggio ed è stato concepito come un elemento composto da moduli galleggianti. Si ha quindi la possibilità di creare diverse configurazioni, raggiungendo la massima compenetrazione tra acqua e verde, trasparente ed opaco.

    Luciano Mazzone — Genova: nuovo Waterfront tra foce e Porto Antico

    Residenza e parco lineare

    La parte residenziale consta di sette blocchi di edifici plurifamiliari, tipologicamente identificati come a corte aperta. Gli affacci principali sono rivolti da un lato sul parco e dall’altro sull’acqua, verso la città e formano una cortina lungo la strada, ma intervallati da vuoti che permettono di percepire ciò che sta oltre. La facciata nord presenta della linee più severe quasi a voler richiamare, se pur idealmente, le antiche mura della Grazie. Nella parte centrale il ritmo è scandito dalle aperture verticali e dal gioco di “luce e ombra” garantito dalle parti aggettanti, mentre agli angoli il ritmo viene interrotto dal corpo sporgente loggiato. Il prospetto opposto, al contrario, si apre per accogliere il mare e il verde antistante. L’altezza non supera i 16 metri, questo per favorire la vista del mare e del verde, ai quartieri retrostanti. La superficie della corte viene sistemata a verde privato, delimitata da un pergolato per differenziarla dal verde pubblico; favorendo la compenetrazione tra l’architettura e verde, tra il verde e l’acqua. Il piano terra è occupato da cantine e posti auto. Ogni edificio è composto da 24 appartamenti. Ne esistono di tre diverse metrature: tipo A, tipo B e tipo C. Tutti gli appartamenti hanno le logge e tutti, tranne gli appartamenti di tipo A, si affacciano sul Parco Urbano.

    Luciano Mazzone — Genova: nuovo Waterfront tra foce e Porto Antico

    parco lineare

    L’edificio polifunzionale è composto da cinque edifici, aventi funzione diverse, uniti da un lungo porticato che ne unifica i fronti e detta il ritmo per la facciata. L’elemento predominante è costituito da una tessitura a “croce” di lesene e paraste che danno movimento al prospetto. Le funzioni ospitate sono: centro benessere con hotel, ristorante, centro espositivo, centro commerciale e palazzo per uffici . Il centro benessere si articola su tre livelli, occupando una superfice complessiva di 2000 mq. Il centro è collegato all’ hotel da un grande atrio che fa da contenitore per la piscina tropicale, che divide in due parti l’edificio: da un lato il centro benessere e dall’altra l’hotel con ristorante annesso. L’acqua, diventa l’elemento che maggiormente caratterizza la planimetria, penetrando all’interno dell’ edificio. Il primo livello è dedicato all’accoglienza degli ospiti, agli spogliatoi, alle stanze relax con sedute riscaldate. Il percorso del calore, Calidairum, Tepidarium e Frigidarium, occupa il blocco centrale. Il secondo livello è dedicato ai vari tipi di sauna: la sauna finlandese (“sauna secca”), il bagno turco (“sauna umida”), la biosauna, la sauna a raggi infrarossi o infrasauna, la grotta di neve, i bagni di fango e le stanze per fare i massaggi. Tutti questi ambienti si affacciano sul mare, mentre l’elemento centrale è occupato dal percorso emozionale. Il terzo livello è dedicato al fitness, al solarium e al Beauty per la cura e la bellezza del corpo. L’hotel si sviluppa su tre livelli e dispone di 80 stanze. Nel primo livello si trova la grande hall con la reception e il bar. Il blocco centrale è occupato dai servizi igienici, dalla segreteria e dall’ufficio del direttore. Nel secondo e terzo livello, trovano spazio le camere, che si sviluppano anche nell’edificio attiguo, occupato nel livello sottostante, dal ristorante. Quest’ultimo si compone di due grandi sale che possono ospitare rispettivamente 120 e 160 persone, con al centro le cucine e i servizi igienici. Il Ristorante è collegato direttamente con l’hotel e dispone di ingresso indipendente. Il centro espositivo si sviluppa su due livelli, di cui il secondo è a ballatoio. In questo modo si ha la possibilità di avere adibito ai servizi; una “piazza” interna, che funziona come elemento distributivo per i negozi, che si affacciano tutti verso l’esterno. Il palazzo per uffici è simmetrico all’ edificio che ospita l’ hotel e il centro benessere. L’elemento centrale è caratterizzato da un giardino d’inverno che separa due aree: da un lato il centro conferenze lo spazio centrale a doppia altezza. E’ stato pensato principalmente per esposizioni temporanee. Il centro commerciale si sviluppa su tre livelli e occupa una superficie totale di circa 2000 mq. Si articola in cinque spazi adibiti alla vendita, (due dei quali hanno una superficie di 165 mq, uno 120 mq e altri due da 65mq); uno spazio e dall’altra gli uffici. Il centro conferenze si articola su tre livelli e occupa una superficie di circa 2000mq. Il piano tipo è costituito da un ambiente dedicato all’accoglienza, da un guardaroba, da una piccola biblioteca e da tre sale riunioni con una superficie di 60 mq cadauna e da una sala conferenze di circa 180 mq, che può ospitare fino a 90 persone. La parte dedicata agli uffici, si articola anch’essa su tre livelli. Al primo livello trova spazio un punto ristoro e una zona relax; i livelli successivi sono occupati dagli uffici che si articolano secondo diverse configurazioni. Ancora una volta acqua e terra, si fondono in un insieme armonico.

    Luciano Mazzone — Genova: nuovo Waterfront tra foce e Porto Antico

    Residenza tipo

    Lo Stadio dell’ Acqua coperto occupa una superficie di circa 1400mq. Si tratta di uno spazio concepito sia per ospitare eventi sportivi, in quanto dispone di una piscina olimpionica (25×50 m), di un trampolino per i tuffi e di una piscina più piccola per il riscaldamento e per l’allenamento dei più piccoli e sia per essere utilizzata quotidianamente come centro natatorio. Al primo livello si trova lo spogliatoio per il pubblico con ingresso dedicato e biglietteria. Sono presenti due percorsi differenti, che distinguono il passaggio con o senza scarpe. E’ presente inoltre uno spogliatoio per atleti, arbitri e istruttori, con ingresso dedicato. Il terzo ingresso nel quale si trova un’ulteriore biglietteria, viene utilizzato per l’ingresso al Palazzetto in occasione dei grandi eventi sportivi. Piscine per attività sportive all’aperto occupano il bacino di carenaggio n°4. Si tratta di una struttura galleggiante , dotata di tribune. Ulteriori piscine occupano i bacini di carenaggio 1/2/3 e sono pensate per la balneazione e i giochi acquatici.

    Luciano Mazzone — Genova: nuovo Waterfront tra foce e Porto Antico

    didascalia masterplan

    Luciano Mazzone — Genova: nuovo Waterfront tra foce e Porto Antico

    prospetto

    Luciano Mazzone — Genova: nuovo Waterfront tra foce e Porto Antico

    prospetto

    Luciano Mazzone — Genova: nuovo Waterfront tra foce e Porto Antico

    edificio polifunzionale

    Luciano Mazzone — Genova: nuovo Waterfront tra foce e Porto Antico

    vista

    Luciano Mazzone — Genova: nuovo Waterfront tra foce e Porto Antico

    vista

    Luciano Mazzone — Genova: nuovo Waterfront tra foce e Porto Antico

    vista del parco

    Luciano Mazzone — Genova: nuovo Waterfront tra foce e Porto Antico

    Piscina Centro benessere

    Luciano Mazzone — Genova: nuovo Waterfront tra foce e Porto Antico

    vista dal parco

    Luciano Mazzone — Genova: nuovo Waterfront tra foce e Porto Antico

    vista dal parco

    Luciano Mazzone — Genova: nuovo Waterfront tra foce e Porto Antico

    vista dal parco

    Luciano Mazzone — Genova: nuovo Waterfront tra foce e Porto Antico

    edifici per lo sport

    Luciano Mazzone — Genova: nuovo Waterfront tra foce e Porto Antico

    Dettaglio edificio polifunzionale

    Luciano Mazzone — Genova: nuovo Waterfront tra foce e Porto Antico

    dettaglio dell'edificio residenziale

    Luciano Mazzone — Genova: nuovo Waterfront tra foce e Porto Antico

    dettaglio dell'edificio per lo sport

    Luciano Mazzone — Genova: nuovo Waterfront tra foce e Porto Antico

    Luciano Mazzone — Genova: nuovo Waterfront tra foce e Porto Antico

    Modellino


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    This Zou ma lou is a typical Chinese Huizhou courtyard house sitting near a dock ,the client want to turn this old vernacular residence into a reception hall equipped with a gallery bar.

    Atelier Archmixing — Fuchun Kosa Zou Ma Lou

    The two-story house is of modest size, while the enclosed courtyard is rather spacious and decent, surrounded with richly carved wood beams. To make best use of this spatial and decoration feature, a fantastic transparent umbrella structure is employed to shelter the center yard, where people cannow relax on sofas without worrying about the changing weather. This is an independent bamboo structure covered with Polyurethane films, part of which can be opened to receive the sunlight and fresh air.This technical intervention successfully solved all challenges including air conditioning, rain collecting, daylighting and ventilation.

    Atelier Archmixing — Fuchun Kosa Zou Ma Lou

    Through this project, we highlight our design philosophy that historical buildings should be put into everyday use instead of being adored as a shrine. Only in this way, they can achieve their full value with building emotional connections with the contemporary users.

    Atelier Archmixing — Fuchun Kosa Zou Ma Lou

    Atelier Archmixing — Fuchun Kosa Zou Ma Lou

    Atelier Archmixing — Fuchun Kosa Zou Ma Lou

    Exploded diagram

    Atelier Archmixing — Fuchun Kosa Zou Ma Lou

    Exploded diagram


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    International Architecture Awards, Architecture Podium Stati Uniti – Sezione Office Building

    Giuseppe Scannella  — International Architecture Stati Uniti | Menzione d'Onore

    Giuseppe Scannella  — International Architecture Stati Uniti | Menzione d'Onore

    Giuseppe Scannella  — International Architecture Stati Uniti | Menzione d'Onore

    Giuseppe Scannella  — International Architecture Stati Uniti | Menzione d'Onore

    Giuseppe Scannella  — International Architecture Stati Uniti | Menzione d'Onore

    Giuseppe Scannella  — International Architecture Stati Uniti | Menzione d'Onore


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    L’intervento si inserisce in un contesto disomogeneo nel quale coesistono diverse ed estese aree falle quali si accostano zone residenziali, aree artigianali, commerciali e terziarie dislocate a poca distanza tra loro.

    Erika Allegra, Vincenzo Vallone, Chiara Fugazzotto — Riqualificazione e Valorizzazione area sita nella frazione Vena denominata “Lagogorno”. Ionadi

    Il progetto ha l’intento di uniformare le diverse realtà, dando così alla località di “Lagogorno” un unico e caratterizzante linguaggio paesaggistico/architettonico e un sistema di servizi attualmente inesistente. Esso si sviluppa attraverso un disegno unitario di fasce sinuose, che indicano la volontà di espansione del tessuto urbano tramite le forme morbide della natura.

    Erika Allegra, Vincenzo Vallone, Chiara Fugazzotto — Riqualificazione e Valorizzazione area sita nella frazione Vena denominata “Lagogorno”. Ionadi

    La Chiesa di Gesù Salvatore e la piazza vengono pensate come il baricentro originario di un sistema, perfettamente integrato nel contesto, che funge da polo di aggregazione sociale della cittadina; la Chiesa, tramite il nuovo “cardo”, è collegata spazialmente e concettualmente ad un ulteriore importante fulcro: il centro dirigenziale, nuovo punto di riferimento civico per la popolazione locale. Lungo il “cardo” si diramano le diverse aree funzionali che, assieme all’alberatura, le sedute ombreggiate, le illuminazioni e le moderne architetture, contribuiscono a celebrare il nuovo assetto urbano della vasta area.

    Erika Allegra, Vincenzo Vallone, Chiara Fugazzotto — Riqualificazione e Valorizzazione area sita nella frazione Vena denominata “Lagogorno”. Ionadi

    Area centrale: Gli edifici si coniugano in maniera omogenea con il sistema di spazi verdi creando una continuità fisica e visiva.

    Gli obiettivi prefissati sono: • lo sviluppo di una nuova centralità• la promozione di nuove relazioni, attività e realtà• la progettazione di percorsi di qualità• il miglioramento dell’accessibilità giungendo, così, a diverse soluzioni fortemente connesse tra loro, rispondenti ad un linguaggio unitario ed ecosostenibile.

    Erika Allegra, Vincenzo Vallone, Chiara Fugazzotto — Riqualificazione e Valorizzazione area sita nella frazione Vena denominata “Lagogorno”. Ionadi

    Area commerc iale: I percorsi tra le strutture commerciali fungono da connettori e vengono schermati da sistemi di brise-soleil posti in copertura.

    L’assenza di punti di aggregazione ha stimolato l’idea di “piazze tematiche”, finalizzate all’interrelazione e allo scambio economico-culturale: l’intervento, infatti, fornisce alla popolazione di Vena una vasta area pavimentata adibita a mercato rionale e arricchita di postazioni multifunzionali sostenibili al di sotto di un caratterizzante sistema di coperture.

    Erika Allegra, Vincenzo Vallone, Chiara Fugazzotto — Riqualificazione e Valorizzazione area sita nella frazione Vena denominata “Lagogorno”. Ionadi

    : Area mercato: L’area è contraddistinta da un sistema di coperture colorate che scandiscono la parte centrale del progetto.

    LE AREE TEMATICHE: 1_Il parco giochi per bambini e l’anfiteatro adagiato sulle naturali pendenze del terreno. 2_La cittadella dello sport, in grado di ospitare vari eventi sportivi; 3_Un sistema di attività commerciali lungo il “cardo”; 4_Le scuole, organizzate lungo l’asse principale; 5_Un polo di edifici direzionali a nord-est del cardo. Il tutto scandito da un sinuoso percorso ciclabile, capolinea del quale è la stazione per biciclette.

    Erika Allegra, Vincenzo Vallone, Chiara Fugazzotto — Riqualificazione e Valorizzazione area sita nella frazione Vena denominata “Lagogorno”. Ionadi

    : Pista ciclabile e piazza: Inserimento di una pista ciclabile all’interno dell’area con un itinerario integrato con il parco.

    Gli uffici fungono da schermo ai parchi biologici retrostanti, uno dei quali è segnato da un sentiero pedonale per il trekking. L’intera ossatura progettuale è caratterizzata dall’uso attento di tecnologie e materiali ecologici con il minor impatto ambientale possibile, come l’utilizzo del legno, di isolanti termici capaci di dimezzare il consumo energetico, l’orientamento degli edifici, l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, il limitato uso del suolo,brise-soleil, pareti ventilate e tetti-giardino, garantendo benessere e promovendo un’architettura “green”.

    Erika Allegra, Vincenzo Vallone, Chiara Fugazzotto — Riqualificazione e Valorizzazione area sita nella frazione Vena denominata “Lagogorno”. Ionadi

    Centro dirigenziale: La sede dirigenziale rappresenta il nuovo punto di riferimento civico della popolazione di Vena di Ionadi.

    Erika Allegra, Vincenzo Vallone, Chiara Fugazzotto — Riqualificazione e Valorizzazione area sita nella frazione Vena denominata “Lagogorno”. Ionadi


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    Tracing the origin of cultures peculiar to Japanese by reinterpreting the culture of tea ceremony.

    Japanese conception of nature is often characterized by its distinctive spacial perception involves the sensory realization of the surrounding atmosphere through what may be described as signs of energies or aura. Such way of sensual appreciation of nature’s intrinsic and beauties can be recognized in Japanese tea ceremony practice.
    This project originates in the architecture plan of the Transparent Japanese House, first presented in 2002. The idea has been developed into a transparent teahouse, an architectural project incorporating a symbolic Japanese cultural image. The design of the project was presented at Glasstress 2011, the collateral event of the 54th La Biennale di Venezia.
    In the spring 2015, after 5years from the presentation of the design, “KOU-AN-Glass Teahouse is finally unveiled at the stage of Seiryu-den which is in a precinct of Tendai Sect Shoren-in Temple designated as one of National treasures in Japan. This will be the first time that the completed full-scale work of “KOU-AN” is exhibited in the world.
    Originally, the culture of Tea Ceremony was generated in the closed microcosmic space. This “KOU-AN Glass Tea House” is not just a modernized teahouse that was evolved from traditional style teahouse but a project that traces origin of the culture which is peculiar to Japan.
    “KOU – AN” does not have a scroll nor flowers that all the traditional tea houses have. However, glitters that reminds of ripples on surface of water spreads out on the floor. Also, at some point in the afternoon, there will be a rainbow light that is sunlight coming through a prism glass on the roof and it seems like a flower of light.
    Tokujin came up with the idea of tracing the origin of Japanese culture that exists in our unconscious sensation by perceiving the time that is created along with nature from the teahouse which is microcosmic space and by being released by superficial designs integrating with nature.

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    In A.D.794, A Japanese emperor at the time visited Shogunzuka and he was convinced that Kyoto would be a right place to be a capital of Japan and started constructing the capital. Thus, Shogunzuka in a precinct of Shoren-in temple in Kyoto is a place where the city of Kyoto which symbolizes Japanese cultures.
    From Kyoto to all over the world, Tokujin is hoping to provide people new experiences through the project and by producing works that make us think of the origin of Japanese culture.

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House

    Tokujin Yoshioka — KOU-AN Glass-Tea House


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    Al Zorah pavilion in Ajman is a landmark; it is the first project to be implemented on site as part of the city’s redevelopment. The structure is a 4500 square meter multifunctional center dedicated to Administration, Culture and Entertainment overlooking the mangrove of Ajman.

    Annabel Karim Kassar — Al Zorah pavilion

    The pavilion is designed with a very sensitive approach to the site in symbiosis with the landscape. It is conceived as a simple geometric form standing in the desert as a landscape within another.

    Annabel Karim Kassar — Al Zorah pavilion

    The pavilion rests under a canopy, a folded roof reminiscent of the existing topographical strata leading down to the water.

    Annabel Karim Kassar — Al Zorah pavilion

    Facing south, the roof is all clad with zinc shingles protecting the pavilion from strong sunlight and simultaneously blocking the noise from the nearby highway. The dark tinted glass façade is oriented north towards the mangroves, providing transparency into the interior and unobstructed views to the natural landscape. The roof catches sunlight and shines by daytime; it’s lit up with LED projectors by night.

    Annabel Karim Kassar — Al Zorah pavilion

    The flooring at ground level is in triangular tiles of black nero assoluto granite. The pavilion houses an internal auditorium of 150 seats extending to the exterior for outdoor events, an exhibition space, a café with a terrace, a guest house at the roof top level and an administrative floor. The car parking is underground, sheltered with a green layer.

    Annabel Karim Kassar — Al Zorah pavilion

    Spaces open up from under a folded crossed cut slab: the slope of the folded roof starts from the entrance and reaches up to the highest point of the structure through an open air staircase which leads to terraced belvedere spaces looking out to the sea; it beckons visitors to climb it to survey the rooftop views. The entrance is at the cut between the roofscape and has a well-framed view out towards the natural mangrove.

    Annabel Karim Kassar — Al Zorah pavilion

    The pavilion extends with a walkway that takes visitors on a stroll into the landscape; the building is a “balcony” looking out towards Al Zorah’s mangroves.

    Annabel Karim Kassar — Al Zorah pavilion

    Photo by Tony Elieh © Annabel Karim Kassar

    Annabel Karim Kassar — Al Zorah pavilion

    Photo by Tony Elieh © Annabel Karim Kassar

    Annabel Karim Kassar — Al Zorah pavilion

    Photo by Tony Elieh © Annabel Karim Kassar

    Annabel Karim Kassar — Al Zorah pavilion

    Annabel Karim Kassar — Al Zorah pavilion

    Annabel Karim Kassar — Al Zorah pavilion

    Annabel Karim Kassar — Al Zorah pavilion

    Annabel Karim Kassar — Al Zorah pavilion

    Annabel Karim Kassar — Al Zorah pavilion

    Annabel Karim Kassar — Al Zorah pavilion


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    Convention Centre Sustainability also means re-using and recycling; here we will focus on the re-use of a previous rural structure which now stands in an almost urban context where an ancient manor structure becomes a conference and meeting centre, after a careful restoration combined with a reinterpretation of its key features and with the responsible use of materials and technologies. Masterplan and urban planning – Restoration of the historic building Our studio focused on the restoration, the re-use of historic buildings and provided the coordination and the Master Plan of the entire settlement. Several operations were taken into account, aiming at the realization of a private botanical garden. The task was to harmonize the interventions in terms of aesthetic and functional fittings and of urban planning feasibility. By a formal point of view it was necessary to ensure the link between the various parts, each one assigned to a different studio. The outside was aimed at identifying a system of relationships, resulting in an inner “landscape”, able to provide different and coordinated atmospheres and sensations. Regarding the restoration of the historic building (end 19th, beginning 20th century), the new destination posed the question of the relationship between the new functions and the maintenance of its peculiarities, considered “values”. Through a critical analysis of structural and decorative elements, the project outlined the original elements re-interpreting and re-using them in a contemporary way, like the railing of the new staircase and the sailing connection between the different parts of the building. The oldest part, hosting the winery and the cellar, was restored preserving the original elements (such us the decantation tanks and the piping system) highlighted by sheets of glass, which make the functional system visible. The outdoor courtyard has a gravel and washed concrete paving enclosed in large boxes with Comiso stone slabs framework. The paving is highlighted by the lighting system. The original access was maintained and for the two new ones two corten-steel gates were made constituted by using a double metal sheet, which was laser cut according to a pattern of “branches” intertwined together.

    Giuseppe Scannella  — International Architecture New Delhi | Secondo Posto

    Giuseppe Scannella  — International Architecture New Delhi | Secondo Posto

    Giuseppe Scannella  — International Architecture New Delhi | Secondo Posto

    Giuseppe Scannella  — International Architecture New Delhi | Secondo Posto

    Giuseppe Scannella  — International Architecture New Delhi | Secondo Posto


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  • 04/29/15--03:45: UAIG sede - Luca Grammauta
  • Progetto di ristrutturazione della nuova sede dello studio.

    Luca Grammauta — UAIG sede

    Uno spazio contenuto e raccolto costituito da ambienti di lavoro aperti e legati dal volume in legno del servizio. Questo celato e accessibile tramite porta filo-parete integrata al rivestimento in rovere con la particolare lavorazione che ha permesso di posare inclinata la venatura del legno, così da definire un nuovo pattern. Il servizio è definito in maniera minimalista con lastre di grès laminato, lavabo da appoggio su top sempre in rovere grigio.

    Luca Grammauta — UAIG sede

    Luca Grammauta — UAIG sede

    Luca Grammauta — UAIG sede

    Luca Grammauta — UAIG sede

    Luca Grammauta — UAIG sede

    Luca Grammauta — UAIG sede

    Luca Grammauta — UAIG sede


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    International Architecture RTF Sustainability Awards “Winery” Sezione Commercial Concept

    Giuseppe Scannella  — international Architecture New Delhi | Menzione D'onore

    Giuseppe Scannella  — international Architecture New Delhi | Menzione D'onore

    Giuseppe Scannella  — international Architecture New Delhi | Menzione D'onore

    Giuseppe Scannella  — international Architecture New Delhi | Menzione D'onore

    Giuseppe Scannella  — international Architecture New Delhi | Menzione D'onore


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    Tokujin Yoshioka_Crystallize
    Exhibition at Museum of Contemporary Art, Tokyo

    The Rosaire Chapel designed by Henri Matisse was polished throughout his last years. I visited this chapel located in Vance in my early 20’s, and had a mysterious experience of being filled with overwhelming light and vibrant colors. A dream to build architecture like this chapel came up to me strongly. As one of the important elements in the architecture project “Rainbow Church”, the stained glass composed of 500 crystal prisms converts natural rays into rainbow color so that “miraculous light” appears in the space.

    Tokujin Yoshioka — Rainbow Church

    Tokujin Yoshioka — Rainbow Church

    Tokujin Yoshioka — Rainbow Church

    Tokujin Yoshioka — Rainbow Church

    Tokujin Yoshioka — Rainbow Church

    Tokujin Yoshioka — Rainbow Church

    Tokujin Yoshioka — Rainbow Church

    Tokujin Yoshioka — Rainbow Church

    Tokujin Yoshioka — Rainbow Church

    Tokujin Yoshioka — Rainbow Church

    Tokujin Yoshioka — Rainbow Church

    Tokujin Yoshioka — Rainbow Church

    Tokujin Yoshioka — Rainbow Church

    Tokujin Yoshioka — Rainbow Church

    Tokujin Yoshioka — Rainbow Church

    Tokujin Yoshioka — Rainbow Church

    Tokujin Yoshioka — Rainbow Church

    Tokujin Yoshioka — Rainbow Church


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    Venice was built on the water and the process of the human action over the lagoon created one of the most amazing landscapes in the world. A simple and clear shape embraces the island of Poveglia and hosts the new residential neighborhood, taking care of this incredible natural scenario. The residential project results in a three storeys circular building. The water level floor works as the entrance and also as a private boat parking spot. The first floor is carachterized by a free space that could be used as atelier for artists, storage for fishermen or even playground for families. The second floor hosts flats of different typologies. All of the floors are linked by a spiral staircase, that ends on the rooftop. This space becames a tool for the connection of the whole structure, with its linear park that creates a green belt made of grass and trees. The whole roof can be crossed by walk or by electric bikes. When the building touches the soil becames empty in order to host the main entrance and create a mirador from where it is possible to contemplate Venice and the entire lagoon. The water courtyard fenced by the ring building works as a playground with different tools, such as football yards, water-culture and greenhouses. The island becomes a productive and public space, divided into differents areas. On the northern island we localized agricultural fields surrounded by a forest. On the Poveglia island, acting on the redevelopment of what already exists, in relation with the idea of maintaining the original buildings; all of them are refurbished, in order to create farmers markets, spaces for the fish manufacturing, cultural and exhibition spaces and services such as kindergardens and eldery centers. These elements are linked by a path and a system of squares and green spaces. Thus the Ottagono embodies the idea of the classical italian square and becames the ideal centre of this system.

    andrea siciliani, Mathias Lefebvre, Filippo Brutto, André Freire — New Ways to Live Venice

    andrea siciliani, Mathias Lefebvre, Filippo Brutto, André Freire — New Ways to Live Venice

    andrea siciliani, Mathias Lefebvre, Filippo Brutto, André Freire — New Ways to Live Venice

    andrea siciliani, Mathias Lefebvre, Filippo Brutto, André Freire — New Ways to Live Venice

    andrea siciliani, Mathias Lefebvre, Filippo Brutto, André Freire — New Ways to Live Venice

    andrea siciliani, Mathias Lefebvre, Filippo Brutto, André Freire — New Ways to Live Venice

    andrea siciliani, Mathias Lefebvre, Filippo Brutto, André Freire — New Ways to Live Venice

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