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Divisare - Projects Latest Updates

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    Il progetto si trova all’interno del tessuto storico di Cagliari, nel quartiere di Castello. L’area, che confina a nord di piazza Palazzo, è un vuoto urbano a cui dare una nuova funzione. Si è deciso di costruire una Casa dello Studente per garantire dei servizi nei pressi della facoltà di architettura. Il progetto ha una forte relazione sia con il tessuto storico della città che con la Cattedrale di Santa Maria, situata a sud di piazza Palazzo. L’edificio si allinea ai profili delle preesistenze storiche e rispetta i volumi originari.

    Nicholas Canargiu, Sara Montis, Alice Floris — Casa dello studente

    Il concetto si basa sulla costruzione di un grande blocco parallelepipedo che viene idealmente scavato definendo due blocchi, ben distinti: il primo blocco contiene le camere per gli studenti, il secondo blocco si affaccia sulla piazza e contiene la biblioteca. Tra i due blocchi, al piano terra, si crea un vuoto, che genera la soglia di ingresso.

    Nicholas Canargiu, Sara Montis, Alice Floris — Casa dello studente

    Entrando nel primo blocco, al piano terra troviamo i servizi annessi alla casa dello studente e i sistemi di risalita verticale per accedere alle camere. Nei successivi tre piani troviamo le camere, organizzate per cellule, con la zona notte, un’area studio e un piccolo servizio privato. Nel secondo blocco, al piano terra, è presente un punto di ristoro, nei successivi due piani si trova la biblioteca a doppia altezza, e all’ultimo piano una terrazza dove gli studenti possono rilassarsi e vedere il panorama. I due blocchi, idealmente divisi, sono collegati tra loro su ogni livello, per consentire una buona circolazione.

    Nicholas Canargiu, Sara Montis, Alice Floris — Casa dello studente

    La struttura dell’edificio viene realizzata mediante dei pilastri portanti in calcestruzzo armato, seguendo una maglia che si adatta alla forma del lotto e al tessuto storico. Il blocco delle camere si apre con delle grandi vetrate verso la corte interna, in questo modo la luce può penetrare negli spazi di circolazione dell’intero edificio. Nel lato delle camere la luce passa attraverso delle finestre che aiutano a dare un ritmo al prospetto.

    Nicholas Canargiu, Sara Montis, Alice Floris — Casa dello studente

    Il blocco della biblioteca è formato da due parti. La parte bassa è una scatola tettonica, trasparente, che si poggia leggera sul piano orizzontale. Le grandi vetrate, rientrate rispetto alla struttura portante, permettono alla luce di penetrare all’interno. Questo spazio contiene il punto ristoro, un luogo pubblico in diretta relazione con il contesto e la città. La parte alta è una scatola stereotomica, massiva, che si poggia sulla scatola di vetro del piano terra e sembra fluttuare sopra di essa. Lo spazio interno contiene una biblioteca a doppia altezza. La struttura di questo blocco è composta da uno scheletro in calcestruzzo puramente tettonico. La parte alta dimostra di essere massiva attraverso il rivestimento costituito da una parete ventilata formata da lastre lapidee, disposte con i giunti allineati. Una grande apertura, centrale e simmetrica, consente la vista verso la Cattedrale di Santa Maria. L’ingresso della luce viene distribuito in maniera uniforme nello spazio della biblioteca attraverso i frangisole, costituiti da delle lame orizzontali, in questo modo si crea un atmosfera ideale per lo studio dove il tempo viene idealmente sospeso. Un’altra apertura è rivolta verso la corte interna, questa non è schermata perchè la luce non entra in modo diretto all’interno dello spazio.

    Nicholas Canargiu, Sara Montis, Alice Floris — Casa dello studente

    All’interno la struttura è intonacata di bianco, in modo da catturare e diffondere la luce del sole negli spazi. All’esterno è presente una parete ventilata formata da lastre lapidee disposte in orizzontale. Questa protegge l’edificio e conferisce un aspetto materico, inserendosi perfettamente nel tessuto storico del quartiere di castello a Cagliari.

    Nicholas Canargiu, Sara Montis, Alice Floris — Casa dello studente

    Nicholas Canargiu, Sara Montis, Alice Floris — Casa dello studente


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    Il progetto prende in considerazione il bivacco non solo come rifugio momentaneo dalle intemperie, ma anche come luogo di raccoglimento e contemplazione. La forza umile dello scalatore, che si affida alle proprie gambe e alle proprie mani per arrivare alla vetta, ci ha ispirato. La mano arricciata sulla roccia, lo sforzo supremo di una parte così piccola che sorregge tutto il peso del corpo è stata lo spunto concettuale su cui indagare compositivamente. Il bivacco da noi proposto si compone di un volume (”mano”) e di una leggera piattaforma metallica su cui esso si appoggia. La piattaforma conduce all’ingresso, orientato verso valle, che permette di far fronte anche a nevicate ingenti (2m) mantenendolo protetto dall’accumulo di neve. Il piccolo tragitto dalla roccia all’ingresso è sospeso sul canalone che traguarda verso Auronzo di Cadore e permette un momento di riflessione e contemplazione sull’instabilità, la leggerezza e la forza dell’uomo al cospetto con la montagna.

    Francesco Iuretig, Davide Pavone, Raffaele Baldini — Nuovo Bivacco Fratelli Fanton sulle Marmarole

    Logo - Nuovo Bivacco Fanton - Marmarole

    Francesco Iuretig, Davide Pavone, Raffaele Baldini — Nuovo Bivacco Fratelli Fanton sulle Marmarole

    Prospetto sud - Nuovo Bivacco Fanton - Marmarole

    Francesco Iuretig, Davide Pavone, Raffaele Baldini — Nuovo Bivacco Fratelli Fanton sulle Marmarole

    Prospetto est - Nuovo Bivacco Fanton - Marmarole

    Francesco Iuretig, Davide Pavone, Raffaele Baldini — Nuovo Bivacco Fratelli Fanton sulle Marmarole

    Prospetto nord - Nuovo Bivacco Fanton - Marmarole

    Francesco Iuretig, Davide Pavone, Raffaele Baldini — Nuovo Bivacco Fratelli Fanton sulle Marmarole

    Prospetto ovest - Nuovo Bivacco Fanton - Marmarole

    Francesco Iuretig, Davide Pavone, Raffaele Baldini — Nuovo Bivacco Fratelli Fanton sulle Marmarole

    Inquadramento territoriale

    Francesco Iuretig, Davide Pavone, Raffaele Baldini — Nuovo Bivacco Fratelli Fanton sulle Marmarole

    Fotoinserimento

    Francesco Iuretig, Davide Pavone, Raffaele Baldini — Nuovo Bivacco Fratelli Fanton sulle Marmarole

    Vista assonometrica della disposizione interna

    Francesco Iuretig, Davide Pavone, Raffaele Baldini — Nuovo Bivacco Fratelli Fanton sulle Marmarole

    Tavola di concorso

    Francesco Iuretig, Davide Pavone, Raffaele Baldini — Nuovo Bivacco Fratelli Fanton sulle Marmarole

    Tavola di concorso


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  • 05/02/15--08:21: Casa S - Fabio Salatiello
  • Progetto di ristrutturazione

    Fabio Salatiello — Casa S

    Fabio Salatiello — Casa S

    Fabio Salatiello — Casa S

    Fabio Salatiello — Casa S


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    secondo esempio di abitazione bifamiliare rivestita integralmente in corten

    lanfranco pollini — BIFAMILIARE IN CORTEN

    lanfranco pollini — BIFAMILIARE IN CORTEN

    lanfranco pollini — BIFAMILIARE IN CORTEN

    lanfranco pollini — BIFAMILIARE IN CORTEN

    lanfranco pollini — BIFAMILIARE IN CORTEN

    lanfranco pollini — BIFAMILIARE IN CORTEN

    lanfranco pollini — BIFAMILIARE IN CORTEN

    lanfranco pollini — BIFAMILIARE IN CORTEN

    lanfranco pollini — BIFAMILIARE IN CORTEN

    lanfranco pollini — BIFAMILIARE IN CORTEN

    lanfranco pollini — BIFAMILIARE IN CORTEN

    lanfranco pollini — BIFAMILIARE IN CORTEN

    lanfranco pollini — BIFAMILIARE IN CORTEN

    lanfranco pollini — BIFAMILIARE IN CORTEN

    lanfranco pollini — BIFAMILIARE IN CORTEN

    lanfranco pollini — BIFAMILIARE IN CORTEN


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    Il progetto del Centro Congressi dell’Hotel Raito rientra nella seconda fase dei lavori di riqualificazione della struttura turistico – ricettiva di Vietri sul Mare. Dislocato in un corpo indipendente rispetto all’edificio principale dell’Hotel , questo edificio era, prima della ristrutturazione , adibito a sala da ballo night club, ma nell’ottica di una riorganizzazione funzionale complessiva emerge l’esigenza di offrire alla clientela della struttura un polo congressuale che offra diverse soluzioni in termini di capienza delle sale . Così nasce il progetto del Centro Congressi dell’Hotel Raito che offre 5 sale polifunzionali da 20 a 100 posti, tutte dotate di luce giorno e dei più avanzati supporti hi-tech. Le sale riunioni ospitano annesse terrazze panoramiche, ideali per welcome cocktail, Coffee break o per una semplice pausa durante gli incontri di lavoro. La splendida posizione panoramica sulla costiera amalfitana rende unico questo luogo capace di offrire funzionalità e confort integrandosi perfettamente all’ambiente e al paesaggio.

    Gennaro Ottaviano — Centro Congressi Raito

    SALA RIUNIONI

    Gennaro Ottaviano — Centro Congressi Raito

    SALA MEETING

    Gennaro Ottaviano — Centro Congressi Raito

    SALA CONGRESSI

    Gennaro Ottaviano — Centro Congressi Raito

    PROGETTO

    Gennaro Ottaviano — Centro Congressi Raito

    PROGETTO

    Gennaro Ottaviano — Centro Congressi Raito

    PROGETTO

    Gennaro Ottaviano — Centro Congressi Raito

    ESTERNO


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    Nowadays, in every firm, thousands of young architects cut, paste, redraw and assemble libraries of images, entering into fast and ‘perverse’ processes of production, on which they have no control. All these scraps and pieces of drawings are often set aside or abandoned, and become an emblematic catalogue of the current condition, an “archive of horrors”. Potlatch is a collective project.

    Fosbury Architecture — POTLATCH

    Potlatch | Adhocracy Athens 2015

    As in the traditional Native American ceremony, all discarded materials are gathered together in a metaphorical celebration of the ritual, in which remnants of production are donated and consumed, to give them a new meaning. Potlatch is based on gift economy and proceeds without any speculative logic: the result is an infinite virtual landscape of waste, accessible to everyone. Through Potlatch, these sterile fragments are released, and the beauty of the disposition sublimates our condition of immaterial workers with thoughtful detachment. Fosbury Architecture, as recipient will limit itself to assemble a temporary composition. Playing with these scraps the aim is to build up an open source platform carrying out a huge apotropaic drawing, as an opportunity to reaffirm our fragile status. The platform is conceived as a flea market, a collective form, proliferating and permanently under construction. The Potlatch flea market it is not designed, but it is a unified whole composed by multiple individual memorabilia.

    Fosbury Architecture — POTLATCH

    Potlatch | Adhocracy Athens 2015

    Fosbury Architecture — POTLATCH

    Potatch | Adhocracy Athens 2015

    Fosbury Architecture — POTLATCH

    Potlatch | Adhocracy Athens

    Fosbury Architecture — POTLATCH

    Potlatch | Adhocracy Athens 2015

    Fosbury Architecture — POTLATCH

    Potlatch | Adhocracy Athens 2015


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    Il progetto propone la disposizione di 16 torri ad 1 km l’una dall’altra lungo una circonferenza immaginaria posizionata tra la città di Leverano e il litorale, intercettando alcuni assi stradali. Questa localizzazione permette di valorizzare una porzione più ampia di territorio e di delineare un segno circolare nel paesaggio visibile dalle torri storiche e anche da quelle nuove, aggiungendo così un “nuovo orizzonte” paesaggistico. Inoltre questo disegno del territorio, grazie alla sua estensione, incentiva l’uso dei piani terra come punti vendita di prodotti locali alternato a ciclofficine e aree ristoro.

    Stefano Banfi, Giacomo Panico, Leonardo Chironi — Leverano horizon tower

    La torre a base quadrata rispetta i vincoli dimensionali a piano terra e si allarga ai piani superiori. La pianta quadrata richiama le torri storiche e inoltre permette di non definire una direzionalità o un fronte principale al fine di rendere la torre ripetibile e inseribile in diversi contesti. Perseguendo questo obiettivo la conformazione del piano terra e di quello superiore invita alla torre da ogni direzione grazie ad aggetti e fronti inclinati.

    Stefano Banfi, Giacomo Panico, Leonardo Chironi — Leverano horizon tower

    All’interno della torre il sistema di distribuzione si sviluppa lungo un doppio muro perimetrale per tutta l’altezza e collega cinque livelli con interpiani variabili a seconda della funzione. La circolarità del percorso verso l’osservatorio permette di inserire delle scale aggiuntive che portano dai due rifugi turistici ai rispettivi servizi.

    Stefano Banfi, Giacomo Panico, Leonardo Chironi — Leverano horizon tower

    I fronti sono disegnati da tre tipologie di aperture, logge per i due rifugi turistici, aperture a taglio sugli angoli in corrispondenza dello sbarco delle scale e infine piccole aperture lungo i pianerottoli. Queste aperture anticipano piccole porzioni di paesaggio lungo il percorso, prima di arrivare al solarium e all’osservatorio che consente una vista sul paesaggio a 360°.

    Stefano Banfi, Giacomo Panico, Leonardo Chironi — Leverano horizon tower

    Stefano Banfi, Giacomo Panico, Leonardo Chironi — Leverano horizon tower

    Stefano Banfi, Giacomo Panico, Leonardo Chironi — Leverano horizon tower


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    Palazzo Montemartini è un edificio risalente alla fine del 1800 situato al centro di Roma nei pressi di piazza dei Cinquecento confinante con le Terme di Diocleziano. Il Palazzo fu voluto da Giovanni Montemartini , primo assessore ai trasporti pubblici del Comune di Roma e fino al dicembre 2008 è stata la sede di rappresentanza dell’azienda dei trasporti di Roma, oggi ATAC. Il progetto iniziato nel 2008 è stato realizzato tra il gennaio 2010 e il settembre 2013. Per realizzare questa nuova struttura tutisco ricettiva è stata necessaria la conversione da sede uffici amministrativi dell’ATAC ad Hotel attraverso una ristrutturazione edilizia integrale oltre che la conservazione ed il restauro delle facciate esterne e di alcuni ambienti interni ritenuti dalle soprintendenze romane “di particolare interesse storico artistico” . La Superficie dell’edificio è di circa 8000 mq ; in esso sono state realizzate 85 camere di cui 25 suite e junior suite , 28 De Luxe , 28 Superior ; una sala adibita a Lounge bar , una sala per eventi e congressi con capienza 150 p , ed una Sala pranzo. La grande hall accessibile dall’androne storico è caratterizzata dalla presenza di una parete scenica realizzata con blocchi di onice retroilluminato a led attraversata in parte dall’acqua di una fontana che a cascata partendo dal soffitto a 6 metri termina in una vasca ritagliata nel travertino a pavimento. Al piano interrato è stata realizzata una SPA di circa 350 mq. con piscina coperta, hammam , sauna e altre attrezzature per la cura del corpo ed il benessere .

    Gennaro Ottaviano — PALAZZO MONTEMARTINI

    restauro delle facciate esterne

    Gennaro Ottaviano — PALAZZO MONTEMARTINI

    facciata sul cortile

    Gennaro Ottaviano — PALAZZO MONTEMARTINI

    facciata su via Volturno

    Gennaro Ottaviano — PALAZZO MONTEMARTINI

    esterno , notturno

    Gennaro Ottaviano — PALAZZO MONTEMARTINI

    Ingresso

    Gennaro Ottaviano — PALAZZO MONTEMARTINI

    hall

    Gennaro Ottaviano — PALAZZO MONTEMARTINI

    lounge bar

    Gennaro Ottaviano — PALAZZO MONTEMARTINI

    passaggio sospeso sulla hall

    Gennaro Ottaviano — PALAZZO MONTEMARTINI

    Sala Infinity

    Gennaro Ottaviano — PALAZZO MONTEMARTINI

    reception

    Gennaro Ottaviano — PALAZZO MONTEMARTINI

    piano nobile , restauro

    Gennaro Ottaviano — PALAZZO MONTEMARTINI

    restauro del cassettonato

    Gennaro Ottaviano — PALAZZO MONTEMARTINI

    junior suite

    Gennaro Ottaviano — PALAZZO MONTEMARTINI

    Suite Pierre Chareau

    Gennaro Ottaviano — PALAZZO MONTEMARTINI

    tower suite

    Gennaro Ottaviano — PALAZZO MONTEMARTINI

    tower suite

    Gennaro Ottaviano — PALAZZO MONTEMARTINI

    Deluxe suite

    Gennaro Ottaviano — PALAZZO MONTEMARTINI

    terrazza della tower suite

    Gennaro Ottaviano — PALAZZO MONTEMARTINI


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    “Doppie impressioni di paesaggio” è un progetto che invita lo spettatore ad entrare in un gioco di percezioni date dalle diverse scale di osservazione: quella territoriale, dove la visione del paesaggio dall’alto evoca una tessitura di tappeti, e quella residenziale, dove la presenza proprio dei tappeti trasforma Piazza San Lorenzo in Lucina, nel cuore del centro storico di Roma, in un grande salotto all’aperto. Doppie impressioni perché entrando in questo salotto, si entra anche in un giardino dove nuovamente la percezione si dilata di fronte ai grandi elementi contenitori di diversi giardini. Posti sui tappeti come arredi in una casa evocano, allo stesso tempo, frammenti di paesaggio nella sua diversità.

    Consuelo Fabriani | A3Paesaggio, Livia Ducoli, Cloe Berni — DOPPIE IMPRESSIONI DI PAESAGGIO

    concept

    Consuelo Fabriani | A3Paesaggio, Livia Ducoli, Cloe Berni — DOPPIE IMPRESSIONI DI PAESAGGIO

    plan

    Consuelo Fabriani | A3Paesaggio, Livia Ducoli, Cloe Berni — DOPPIE IMPRESSIONI DI PAESAGGIO

    view

    Consuelo Fabriani | A3Paesaggio, Livia Ducoli, Cloe Berni — DOPPIE IMPRESSIONI DI PAESAGGIO

    arredi


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    Essere moderni oggi, cosa ci riserva il futuro? Visioni urbane:la città moderna.

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — New form of urban design for the modern-day city

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — New form of urban design for the modern-day city

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — New form of urban design for the modern-day city

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — New form of urban design for the modern-day city

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — New form of urban design for the modern-day city

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — New form of urban design for the modern-day city

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — New form of urban design for the modern-day city

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — New form of urban design for the modern-day city

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — New form of urban design for the modern-day city

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — New form of urban design for the modern-day city

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — New form of urban design for the modern-day city

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — New form of urban design for the modern-day city

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — New form of urban design for the modern-day city

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — New form of urban design for the modern-day city

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — New form of urban design for the modern-day city


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    “Reflecting Triangles” nasce da una semplice superficie di cemento attorno al padiglione Alitalia-Etihad per Expo-Milano 2015. Apparentemente unitaria e inerte, la pavimentazione si accende di una forte vitalità attraverso l’uso di differenti tonalità di grigio e la presenza della vegetazione a foglia argentea. Lo spazio, ripartito nella forma perfetta del triangolo, evoca la simmetria e l’ordine tipici dei giardini italiani e islamici, simboleggiando così l’incontro tra due culture in un unico giardino.

    Consuelo Fabriani | A3Paesaggio, Cloe Berni — REFLECTING TRIANGLES

    south view

    Consuelo Fabriani | A3Paesaggio, Cloe Berni — REFLECTING TRIANGLES

    Consuelo Fabriani | A3Paesaggio, Cloe Berni — REFLECTING TRIANGLES

    Consuelo Fabriani | A3Paesaggio, Cloe Berni — REFLECTING TRIANGLES

    Consuelo Fabriani | A3Paesaggio, Cloe Berni — REFLECTING TRIANGLES

    Consuelo Fabriani | A3Paesaggio, Cloe Berni — REFLECTING TRIANGLES

    Consuelo Fabriani | A3Paesaggio, Cloe Berni — REFLECTING TRIANGLES

    Consuelo Fabriani | A3Paesaggio, Cloe Berni — REFLECTING TRIANGLES


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    We decide to design a modern building for cute family in tehran . i mixed brick with thermowood and concrete in this project . frame of the window made by metal . i use clear glass for trancbalancy .

    siavash akbari — RESIDENTAL COMPLEX

    siavash akbari — RESIDENTAL COMPLEX

    siavash akbari — RESIDENTAL COMPLEX

    siavash akbari — RESIDENTAL COMPLEX


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  • 05/06/15--06:51: Punti di Vista - Piuarch
  • At the Fuorisalone 2015 – in the Interni: Energy for Creativity event – Piuarch goes to the roots of the architectural archetypes of the Ca’ Granda building, understood as reserves of energy, for building a new vision of experience.

    Piuarch —  Punti di Vista

    The aim of the installation is to stimulate a reflection on the architectural characteristics of the setting, starting from the classical elements of the University of Milan building.

    Piuarch —  Punti di Vista

    The frieze, the column and the arch are broken down into pure geometric forms, from which arises a new architectural volume in three shapes, which – arising from the extrusion, reflection and overturning of a square, a triangle and a circle – create an interactive space where new environments can be discovered through the movement of one’s body.

    Piuarch —  Punti di Vista

    The three architectural forms, faced with Mystone, the latest generation stoneware by Marazzi, allow one to look “in”, to look “towards” and to look “through”: approaching and entering the three structures, visitors can enjoy experiences of reflection and vision, from that of total immersion to kaleidoscopic effects.

    Piuarch —  Punti di Vista

    The points of view created within the structures are emphasized by mirrors that reflect the Marazzi Progetto Triennale tiles – designed by Gio Ponti and Alberto Rosselli in 1960 – and the ColorUp tiles, reminiscent of Op Art. On the ceiling are the Marazzi #puntidivista tiles designed by Piuarch for this installation, reworking the design by Gio Ponti.

    Piuarch —  Punti di Vista

    PUNTI DI VISTA installation consists of three elements that arise from the extrusion, reflection and overturning of a SQUARE, a TRIANGLE and a CIRCLE. The three abstract figures draw on the elements of the University of Milan building, in particular the frieze, the column and the arch. The three architectural forms allow one to look IN, look TOWARDS, and look THROUGH.

    Piuarch —  Punti di Vista

    The visit is enhanced by an aural experience that varies within each element, with the typical sounds of the university setting – footsteps and voices in the courtyard, a lesson in a classroom, the muted sounds of the library – being reproduced within the installation.

    Piuarch —  Punti di Vista

    Piuarch —  Punti di Vista

    Piuarch —  Punti di Vista

    Piuarch —  Punti di Vista


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    The new workspace designed for the successful branding and advertising firm Open, was officially ‘opened for business’ in December 2014 in the South Tel Aviv neighborhood of Montefiore at the heart of an industrial complex in a converted garage hangar that was redesigned by Architect Dan Troim.

    Dan Troim — Open – Workspace

    In line with the brief provided by Open, the main challenge was how to create a workspace that inspires an innovative and creative atmosphere that grants its inhabitants a ‘collective meeting of the minds feel’, which is both dynamic and structured to provide the required functional privacy and quiet. The deserted 600 sq., 8 meter high hangar, originally used for industrial purposes was thus divided into 2 separate floors that share a central area. The idea was to create a basic partition that would emphasize the extreme incongruence of the open space and the partitioned office spaces at its perimeter. The central open space is situated at the creative heart of the business, housing designers and creative professionals that share 5 desks for 25 people to work at, surrounded by sketch boards and illustrations that dispense a creative inspiration throughout the space. The peripheral areas of the ground floor and the gallery floor house the firm’s various administrative functions: meeting rooms and offices that enclose the central space. These areas are enfolded in opaque reinforced glass to enable those working in the offices and in central open space their privacy at all times. Upon entering the space, you are impressed with the vastness of the hangar space, but the entrance hall and the lounge areas surrounded by a huge book case, create a separation from the shared central space. The design concept dictates an emphasis on the original hangar materials. The office walls are made of steel and reinforced glass, the staircase is constructed of serrated tin and the lamps hanging from the steel construction are reminiscent of the original hangar roof. The space was “injected” with elegant furnishings and materials that depict a light and eclectic feel, coming together to create a colorful work environment that is warm and interesting. The entrance lounge is furnished with various types of chairs and low tables made of wood and steel. The kitchen and dining areas were designed with simplicity and informality to encourage interaction and enable a break from the busy workday. The entire space was designed and constructed to instill a feeling of cozy intimacy to inspire interaction between the office’s various professionals while preserving their privacy. The eclectic design also reflects the creative process that is both shared and enjoyed amongst the employees as well as with visiting clients.

    Dan Troim — Open – Workspace

    Dan Troim — Open – Workspace

    Dan Troim — Open – Workspace

    Dan Troim — Open – Workspace

    Dan Troim — Open – Workspace

    Dan Troim — Open – Workspace

    Dan Troim — Open – Workspace


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    When we were asked for renovation, the client was in need of installing partition between kitchen and shop. We intend to design a space that resonates with movements of candy makers during the making process, and also movements of their products. Our design focuses on relationships between concrete and formwork at various stages. By making various configuration of concrete and formwork and inserting glass and tiles randomly, we create spaces to welcome and receive visitors, staff and products.

    Schemata Architects — Papabubble in Yokohama

    Schemata Architects — Papabubble in Yokohama

    Schemata Architects — Papabubble in Yokohama

    Schemata Architects — Papabubble in Yokohama

    Schemata Architects — Papabubble in Yokohama

    Schemata Architects — Papabubble in Yokohama

    Schemata Architects — Papabubble in Yokohama

    Schemata Architects — Papabubble in Yokohama

    Schemata Architects — Papabubble in Yokohama

    Schemata Architects — Papabubble in Yokohama

    Schemata Architects — Papabubble in Yokohama

    Schemata Architects — Papabubble in Yokohama

    Schemata Architects — Papabubble in Yokohama

    Schemata Architects — Papabubble in Yokohama

    Schemata Architects — Papabubble in Yokohama

    Schemata Architects — Papabubble in Yokohama

    Schemata Architects — Papabubble in Yokohama


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    Visegrád, with its 1800 inhabitants, is considered to be the smallest town of Hungary. The development of the town center is a fine example for how the original exaggerating ideas were altered due to the economic crisis – besides its negative effects – and facilitated the birth of a sustainable development, satisfying the continuous needs of the local community and the temporary demands of tourism.

    aplusarchitects — Visegrád town center development

    Event building

    Visegrád is a thousand-year-old settlement, formerly used as royal residency, however the town today is rather rustic in terms of its scale and buildings. In 2000, after acquiring the town status, the settlement undertook a monumental mission, compared to its size. At the place of the supposed medieval town’s main square, a plan was put out to competition to build a new town center. In 2008, as the winners of the previously mentioned competition, we began to design the town center, town hall, saloon, cultural center, a new main square and other public spaces. However, in the next few years the emergence of the economic crisis overwrote the original ideas and required the revision of the design program. Considering sustainability and cost-effectiveness the development of the town center took a new direction. We completely redefined the design program, which put the emphasis on the utilization of the existing and idle buildings. Moreover modernization, refurbishment and expansion were major concerns with a low number of new constructions. The only entirely new element is the events hall.

    aplusarchitects — Visegrád town center development

    Event building

    The events hall can be found at the place of the town hall, designed originally, in the façade of the medieval German town’s main square. Its role, on the one hand is to provide a face for the town center with being a gate towards the Danube, on the other hand it creates connection between the big and the small events squares. The building can be opened into blade walls, with its ‘disappearing’ gates it is able to serve one and the other, in case of grand events, both. Its events square – open or closed – is suitable for organizing exhibitions, presentations, receptions and craft markets.

    aplusarchitects — Visegrád town center development

    Event building

    The paneling extension of the Health-house’s façade is the contemporary transcript of the ornate wooden pediments of the houses in the Main Street overlooking the Danube. Its actual function is an outdoor covered-open loft ladder, however its main role is to form the facade of the Health-house towards the events square and the Danube.

    aplusarchitects — Visegrád town center development

    Event building

    The refurbishment of the public spaces is adjusted to the current and real needs of the town. As part of the public spaces program, the yard of the Health-house was formed, which is used as a bio market at the weekends. The smaller events square between the events buildings and the Health-house is suitable for organizing minor town programs, a public square calibrated to the size of a small town. The bigger grassy space, facing the Danube, comes alive at the time of the internationally-known Palace Games.

    aplusarchitects — Visegrád town center development

    Event building with the small events square

    Object-like design

    aplusarchitects — Visegrád town center development

    Exhibition in the event building

    Due to the complex situation, the building was formed not as a new, house-like element of the town, but rather an object-like gesture of the complete landscape. The choice of structure and materials, the definition of the interior and exterior spaces, and the connections among all these were considered as its two tools. The connection between the exterior and interior spaces comes into being in a non-traditional way, by means of windows and doors. The openings on the building serve the object-like state of the house. The building is mainly a transitional space. On the one hand it is a covered-opened shed functioning as a gate-motif, on the other hand it is an events square being able to be differentially open and closed with the other spaces.

    aplusarchitects — Visegrád town center development

    Dressing room of the event building

    Local communities – tourists

    aplusarchitects — Visegrád town center development

    The renewed health-house

    In Visegrád there is an active community with strong identity, where participation is easier due to the scale of the settlement, and it can also be observed in the change of the design program. On the other hand, the target audience is an even more considerable layer consists of Hungarian and foreign tourists. The building is eager to satisfy the everyday needs of the inhabitants and in tandem with that, it is able to serve vast crowds at temporary programs as well.

    aplusarchitects — Visegrád town center development

    Health-house extension

    Provisionality

    aplusarchitects — Visegrád town center development

    Health-house extension

    The building functions as a secondary façade, as a membrane, and in certain cases it is transformable. In order to have this quality, wood was chosen as a primary structural and covering material. Wood possesses the features, which meant solution for the problems arose. Natural, local and traditional building material, which also ages fairly and it is alterable, if necessary it can be ‘eliminated’ without any problem. In terms of sustainability, it is also a fine choice in connection with the entire lifecycle of the building.

    aplusarchitects — Visegrád town center development

    Sketch drawing

    Sustainability

    aplusarchitects — Visegrád town center development

    Front elevation

    Beyond the previously mentioned, sustainability meant technologies that can be available also for craftsmen being present in the local community. The building was furnished with individually designed and locally made furniture. It was a crucial aspect to form spaces that can be used in a differentiated way by the constantly changing community and by means of changing the needs it can easily be transformable. It was also essential to minimize demands and spaces and create functions with using the minimum amount of space and materials.

    aplusarchitects — Visegrád town center development

    Site plan

    aplusarchitects — Visegrád town center development

    Floor plan

    aplusarchitects — Visegrád town center development

    Event building

    aplusarchitects — Visegrád town center development

    Event building


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    Questo progetto è il risultato di una ristrutturazione integrale, con cui è stata ampliata l’abitazione preesistente.

    Federico Delrosso — Villa - Biella

    Ph Fausto Mazza

    Oltre alla ridotta disponibilità di spazi abitativi, la casa iniziale era paradossalmente priva di spazi esterni di relazione, pur essendo immersa nel verde.

    Federico Delrosso — Villa - Biella

    Ph Fausto Mazza

    E’ stata quindi creata un’articolata struttura metallica verso ovest, che ha permesso l’apertura di ampi terrazzi utilizzabili dalla zona giorno e notte, offrendo in questo modo agli abitanti una nuova visuale e vivibilità dell’ambiente circostante.

    Federico Delrosso — Villa - Biella

    Ph Fausto Mazza

    La verticalità del progetto è stata accentuata con l’introduzione di un nuovo volume, verso sud, che si sviluppa su tre piani.

    Federico Delrosso — Villa - Biella

    Ph Fausto Mazza

    L’ultimo piano è caratterizzato dall’assenza della copertura finale e dall’allestimento di un ampio solarium, attraverso cui sia accede alla piscina rivestita in pietra esternamente.

    Federico Delrosso — Villa - Biella

    Ph Fausto Mazza

    La nuova villa ha sviluppato una fisionomia del tutto difforme dell’abitazione iniziale e soprattutto ha guadagnato un nuovo rapporto con la natura in cui è interamente immersa, grazie anche alle grandi pareti vetrate che illuminano e dilatano i diversi spazi interni.

    Federico Delrosso — Villa - Biella

    Ph Fausto Mazza

    A questo si aggiunga il disegno compositivo della struttura e il nuovo equilibrio tra le parti, che citano l’illustre precedente della Smith House di Richard Meier.

    Federico Delrosso — Villa - Biella

    Ph Fausto Mazza

    Federico Delrosso — Villa - Biella

    Ph Fausto Mazza

    Federico Delrosso — Villa - Biella

    Ph Fausto Mazza

    Federico Delrosso — Villa - Biella

    Ph Fausto Mazza

    Federico Delrosso — Villa - Biella

    Ph Fausto Mazza

    Federico Delrosso — Villa - Biella

    Ph Fausto Mazza

    Federico Delrosso — Villa - Biella

    Ph Fausto Mazza

    Federico Delrosso — Villa - Biella

    Ph Fausto Mazza


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    This rice shop is located on a modest-sized shopping street in Togoshi Koen. The street used to prosper with an array of small individual shops, but it has declined substantially and many shops had been closed down. As a consequence, the street has become a so-called “shutter street”, which is on the verge of disappearance. A local team, Owan Ltd., who operates a rostery/coffee shop and a café on the street, is striving to reactivate the shopping street.

    Schemata Architects — Okomeya

    They wanted to open a rice shop, and Schemata Architects was commissioned to renovate a wooden building of a former vegetable shop. The building has the typical layout where the shop space faces the street and the residence of the owner is located in the back. The shop space is narrow with approximately 16.6 m2 in floor area. However, the client’s intention was to keep the shop at a modest size so that they can maintain one-staff operation, so we intend to keep it as simple and low-cost as possible. Mutually supporting relationship with the neighboring shops is the key to sustaining this small shop. When the staff has to leave the rice shop briefly, the neighboring shops can keep an eye on the shop. Such “small help” between shops is crucial in maintaining small-sized businesses on local shopping streets; the shopping street and the shops can mutually support each other to sustain their prosperity.

    Schemata Architects — Okomeya

    The building was very old and run-down, but we decided to regenerate the old building entirely, as well as the shop space. First we sanded the existing structure such as columns and then sanded the existing wood surface, till it matched the color of new lauan plywood used for furnishings. As a result the overall space looks refreshed, and the old and new parts are almost undistinguishable. The shop looks very modest and does not stand out by itself, but we expect to raise people’s expectation by continuously regenerating more shops this way to enhance the entire street.

    Schemata Architects — Okomeya

    Schemata Architects — Okomeya

    Schemata Architects — Okomeya

    Schemata Architects — Okomeya

    Schemata Architects — Okomeya

    Schemata Architects — Okomeya

    Schemata Architects — Okomeya

    Schemata Architects — Okomeya

    Schemata Architects — Okomeya

    Schemata Architects — Okomeya

    Schemata Architects — Okomeya

    Schemata Architects — Okomeya

    Schemata Architects — Okomeya

    Schemata Architects — Okomeya

    Schemata Architects — Okomeya

    Schemata Architects — Okomeya


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    Blue Bottle Coffee (from Oakland, California) opened their first roastery/café in Japan, to operate as the production base of Blue Bottle Coffee Japan. Schemata Architects was commissioned to renovate the former storage building at Kiyosumi Shirakawa in Tokyo to accommodate roastery, café, office, barista training room and pastry factory. Blue Bottle Coffee is a leader of the third-wave coffee companies; they strive to achieve the best flavor and aroma, while promoting fair-trade and improving the labor environment of coffee farms, to construct a balanced production circle and to develop a positive relationship in which baristas and consumers raise awareness and grow up together.

    Schemata Architects — Blue Bottle Coffee Kiyosumi-Shirakawa Roastery & Cafe

    We respect and support their stance by making the building open to outside and creating a continuous space where everyone can establish and be involved in the balanced relationship to stay aware of each other’s action and to collaborate for better results. In order to maintain such relationship across spatial boundaries, we install very large-sized glass doors and screens on each floor to maintain transparency between neighboring spaces, inside and outside, and lower and upper floors. The former storage building had no windows, so we made a large skylight in the center to distribute natural light throughout the space on the second floor. The skylight is located right above the void space connecting the first and second floors, where the indoor greenery on the upper level reflects abundant natural light and delivers the exotic forest-like light and shade to the lower level.

    Schemata Architects — Blue Bottle Coffee Kiyosumi-Shirakawa Roastery & Cafe

    Customers are offered no ordinary café experience, but they can actually see and feel the lively production process in the roastery. They can enjoy coffee in a café space, while looking up to the second floor through the void space with exotic greenery and light, and might become curious to see the space upstairs.

    Schemata Architects — Blue Bottle Coffee Kiyosumi-Shirakawa Roastery & Cafe

    In addition, a glass floor is partially inserted on the second floor right above the main roasting machine, the heart of the roastery, to visually connect the lower and upper floors. Through the opening, the staff upstairs can observe how customers enjoy their coffee, which gives them further motivation, and they can also constantly monitor the production downstairs and immediately respond to any arising issues. These visual connections generate a positive relationship uniting everyone present, including the staff and customers.

    Construction:TANK

    Collaboration:SOUP DESIGN, SOLSO, fresco(pendant), STANDARD TRADE, O.F.C (condiment), maruzen (kitchen), DCS, levi (environmental plan), WHITELIGHT.Ltd (sound plan), Endo Lighting (lighting plan)

    Schemata Architects — Blue Bottle Coffee Kiyosumi-Shirakawa Roastery & Cafe

    Schemata Architects — Blue Bottle Coffee Kiyosumi-Shirakawa Roastery & Cafe

    Schemata Architects — Blue Bottle Coffee Kiyosumi-Shirakawa Roastery & Cafe

    Schemata Architects — Blue Bottle Coffee Kiyosumi-Shirakawa Roastery & Cafe

    Schemata Architects — Blue Bottle Coffee Kiyosumi-Shirakawa Roastery & Cafe

    Schemata Architects — Blue Bottle Coffee Kiyosumi-Shirakawa Roastery & Cafe

    Schemata Architects — Blue Bottle Coffee Kiyosumi-Shirakawa Roastery & Cafe

    Schemata Architects — Blue Bottle Coffee Kiyosumi-Shirakawa Roastery & Cafe

    Schemata Architects — Blue Bottle Coffee Kiyosumi-Shirakawa Roastery & Cafe

    Schemata Architects — Blue Bottle Coffee Kiyosumi-Shirakawa Roastery & Cafe


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    E’ una cascina datata 1840, costruita da Giovanni Antonio Sella sulle colline biellesi di Lessona, a dare l’importante occasione a Federico Delrosso di raggiungere, con il suo linguaggio contemporaneo e multimaterico, un edificio storico, riletto attraverso il suo lavoro ma non alterato.

    Federico Delrosso — Cascina in collina - Biella

    Ph Matteo Piazza

    L’intervento progettuale più evidente dal giardino è la grande struttura in ferro zincato, un’ampia copertura, estensione della villa verso l’esterno, che anticipa con piani e linee ortogonali la pulizia formale scelta per gli interni.

    Federico Delrosso — Cascina in collina - Biella

    Matteo Piazza

    Gli spazi, organizzati su due livelli e un soppalco, sono stati distribuiti nell’equilibrato rispetto delle esigenze del committente e del forte carattere degli elementi originali della struttura.

    Federico Delrosso — Cascina in collina - Biella

    Ph Matteo Piazza

    A scandire gli ambienti, e sembrerebbe anche il tempo, le ampie arcate e i setti murari originali, imponenti ma alleggeriti dal bianco, il non colore dominante anche per l’intonaco delle pareti, così come per il rivestimento in Corian degli arredi della cucina.

    Federico Delrosso — Cascina in collina - Biella

    Ph Matteo Piazza

    La ricerca materica trova nella scala, l’elemento di unione tra i diversi livelli, uno sviluppo reale e concettuale, che dal solido calcestruzzo del piano primo si alleggerisce, salendo, nella trasparenza del vetro.

    Federico Delrosso — Cascina in collina - Biella

    Ph Matteo Piazza

    Grandi finestre e aperture lungo tutta la casa restituiscono l’alta vista sul villaggio e si aprono ad ampi volumi di luce naturale, arricchita da quella artificiale scelta con temperature di colore che scaldano gli ambienti e si nascondono dietro travi, disegnano i volumi degli archi e raggiungono gli alti soffitti.

    Federico Delrosso — Cascina in collina - Biella

    Ph Matteo Piazza

    Federico Delrosso — Cascina in collina - Biella

    Ph Matteo Piazza

    Federico Delrosso — Cascina in collina - Biella

    Ph Matteo Piazza

    Federico Delrosso — Cascina in collina - Biella

    Ph Matteo Piazza


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