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Divisare - Projects Latest Updates

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    libreria di design

    Giulia Reatti — mobile mobile

    progetto su misura

    Giulia Reatti — mobile mobile

    duplice configurazione spaziale

    Giulia Reatti — mobile mobile

    Elemento di design progettato ad hoc per lo spazio che lo ospita. La necessità di avere un elemento di arredo per custodire volumi e suppellettili, la volontà di creare un angolo più raccolto, il desiderio di mantenere lo spazio permeabile in modo da godere della sua ampiezza, lo scopo di poter sfruttare l’ambiente in tutta la sua capienza…istanze che paiono contraddittorie…la soluzione? massima flessibilità! Ed ecco “mobile mobile”! Elemento di design che si fonde perfettamente con l’intorno per stile, colori e linee, offre protezione e permeabilità allo stesso tempo. Grazie ad un semplice ancoraggio a parete e ruote con freno è in grado di ruotare di 90° trovando alloggio lungo la parete, oppure sostare perpendicolarmente ad essa.

    Giulia Reatti — mobile mobile

    Giulia Reatti — mobile mobile

    Giulia Reatti — mobile mobile

    Giulia Reatti — mobile mobile

    Giulia Reatti — mobile mobile

    Giulia Reatti — mobile mobile

    Giulia Reatti — mobile mobile

    Giulia Reatti — mobile mobile


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    Situato all’interno del centro storico medioevale di Morrovalle, il progetto qui raccontato, è conseguenza dell’accorpamento di due unità immobiliari collocate su due piani distinti.Lo spazio interno ruota attorno alla ex.scala condominiale divenuta a seguito delle demolizioni ad uso esclusivo della nuova unità residenziale, riadattando gli spazi senza modificare gli elementi portanti dell’edificio alle nuove funzioni richieste. La committenza, una coppia di giovani sposi con l’amore per il centro storico del paese, sognava ampi spazi dentro ai quali vivere con la propria famiglia. La ristrutturazione aveva come obbiettivo pertanto quello di ottenere importanti locali per la zona giorno al piano primo dove si trovano uno studio, una stanza per gli ospiti con bagno adiacente ed un salone soggiorno per vivere in serenità i tempi della famiglia e dove poter accogliere amici e visitatori. Accanto all’ufficio trova posto anche un comodo locale lavanderia. La cucina, sempre al piano primo, occupa una grande stanza e l’isola centrale con sgabelli è progettata anche per ospitare colazioni e pranzi per tutta la famiglia. Percorrendo la scala rivestita in pietra grigia si accede alla zona notte. All’arrivo un secondo living/ “sala bigliardo” accoglie gli ospiti ed un disimpegno conduce a tre ampie camere da letto. La luce è amplificata anche grazie all’utilizzo di corpi illuminanti ad incasso con sorgente “led”. Questi sono montati su elementi prefabbricati in cartongesso ad ottenere dei tagli continui sulle superfici inclinate dei controsoffitti. Gli ambienti sono moderni ed essenziali i battiscopa sono realizzati con profili metallici che rimangono a filo dell’ intonaco. Le porte hanno dei cotrotelai che permettono ai pannelli di divenire tutt’uno con le pareti.Anche i tendaggi leggeri, morbidi, sono stati posizionati a“filo muro” approfittando dello spessore murario in corrispondenza degli infissi tipico delle strutture in muratura portante. Questi ultimi filtrano ed ammorbidiscono la luce proveniente finestre che affacciano su via Roma e nel cortile esterno della proprietà. I materiali sono naturali. Legno di rovere impregnato ad olio, pietra di travertino e basalto. La scelta di colori vivaci per gli arredi mobili aiuta ad avere punti di riferimento definiti rendendo gli ampi spazi più vivibili.

    Andrea Stortoni, Michela Kumka — Casa P

    foto di Andrea Zampa

    Andrea Stortoni, Michela Kumka — Casa P

    foto di Andrea Zampa

    Andrea Stortoni, Michela Kumka — Casa P

    foto di Andrea Zampa

    Andrea Stortoni, Michela Kumka — Casa P

    foto di Andrea Zampa

    Andrea Stortoni, Michela Kumka — Casa P

    foto di Andrea Zampa

    Andrea Stortoni, Michela Kumka — Casa P

    foto di Andrea Zampa

    Andrea Stortoni, Michela Kumka — Casa P

    foto di Andrea Zampa

    Andrea Stortoni, Michela Kumka — Casa P

    foto di Andrea Zampa

    Andrea Stortoni, Michela Kumka — Casa P

    foto di Andrea Zampa

    Andrea Stortoni, Michela Kumka — Casa P

    foto di Andrea Zampa

    Andrea Stortoni, Michela Kumka — Casa P

    foto di Andrea Zampa

    Andrea Stortoni, Michela Kumka — Casa P

    foto di Andrea Zampa

    Andrea Stortoni, Michela Kumka — Casa P

    foto di Andrea Zampa

    Andrea Stortoni, Michela Kumka — Casa P

    foto di Andrea Zampa

    Andrea Stortoni, Michela Kumka — Casa P

    foto di Andrea Zampa

    Andrea Stortoni, Michela Kumka — Casa P

    foto di Andrea Zampa

    Andrea Stortoni, Michela Kumka — Casa P

    foto di Andrea Zampa

    Andrea Stortoni, Michela Kumka — Casa P

    foto di Andrea Zampa

    Andrea Stortoni, Michela Kumka — Casa P

    foto di Andrea Zampa

    Andrea Stortoni, Michela Kumka — Casa P

    foto di Andrea Zampa


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    La realizzazione di allestimenti fieristici richiede una conoscenza approfondita sia del cliente che ha commissionato il lavoro, ma ancor più del suo target di riferimento. La partecipazione pianificata ad eventi fieristici rientra infatti nelle attività di marketing strategico e comunicazione di una azienda evoluta che vuole comunicare prodotto e valori che la identificano.

    Cristiano Bonesso + Partners — Exhibition design | Made Expo Milano

    L’ideazione e la pianificazione dello spazio espositivo, in termini di organizzazione ed immagine, costituiscono essenzialmente il lavoro di progettazione di stand fieristici. Scopo primario è la realizzazione di una location che supporti al meglio l’esposizione dei prodotti che l’azienda intende presentare durante la fiera. In altre parole, un sostegno logistico alla comunicazione e al marketing del prodotto.

    Cristiano Bonesso + Partners — Exhibition design | Made Expo Milano

    Proprio per questo motivo, allestimenti e stand fieristici necessitano architetti e designer che, esperti delle dinamiche della progettazione di spazi per esposizioni, sappiano focalizzarsi su due aspetti essenziali. Il primo è la funzione principalmente commerciale degli stand: la domanda da porsi durante lo studio preliminare è“quali elementi possono attrarre l’attenzione dei potenziali clienti e partner spingendoli ad entrare nello stand?”. Il secondo, ma non certo per ordine d’importanza, è la centralità del design: una progettazione di spazi espositivi accurata ed efficace deve essere in grado di coniugare l’obiettivo commerciale al valore estetico, portando alla produzione di allestimenti fieristici eleganti ed attrattivi.

    Cristiano Bonesso + Partners — Exhibition design | Made Expo Milano

    Solo in questo modo è possibile realizzare stand capaci di comunicare lo spirito del cliente rivolgendosi direttamente al target che desidera vedere entrare nel proprio spazio durante l’evento. Ne è un esempio il progetto di spazio espositivo, nonché di grafica e comunicazione coordinata dedicata , realizzato dal network dell’architetto Cristiano Bonesso, Ecoarch, per la partecipazione del Colorificio San Marco alla fiera MADE Expo (edizione 2010).

    Cristiano Bonesso + Partners — Exhibition design | Made Expo Milano


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    A modern and original architecture with an aspect of comfort and high technology that respects the safety and hygiene requirements imposed by the medical activities.

    Ralph Germann  — Entourage clinic

    The design is based on “undulation” which is related to body movements. The materials used in this realisation are corrugated aluminium and oak wood.

    Ralph Germann  — Entourage clinic

    The design principle can be adapted to new places, following always the same concept based on “undulation”. Materials can be changed, depending on the cultural context and location, but always using a material that undulates.

    Ralph Germann  — Entourage clinic

    Ralph Germann  — Entourage clinic

    Ralph Germann  — Entourage clinic

    Ralph Germann  — Entourage clinic

    Ralph Germann  — Entourage clinic

    Ralph Germann  — Entourage clinic

    Ralph Germann  — Entourage clinic


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    Il progetto per 98 alloggi nell’area destinata all’ERS della Scheda Norma Rossi & Catelli a Parma si articola in sette corpi edilizi disposti lungo il tracciato del ballatoio centrale.

    MC2_Dario Costi e Simona Melli architetti — PSH Rossi e Catelli

    Il sistema dei percorsi ordina i volumi del progetto sulla prospettiva di un paesaggio urbano articolato, caratterizzato da una grande area verde a nord su cui insistono lunghi filari di pioppi storici vincolati, l’attestamento su via Budellungo a sud e la prospettiva ravvicinata dell’innesto tra la strada e via Traversetolo, direttrice storica di penetrazione in città dei flussi provenienti dagli Appennini.

    MC2_Dario Costi e Simona Melli architetti — PSH Rossi e Catelli

    I sette corpi si attestano, ruotano o divergono in ragione di queste proiezioni percettive che divengono occasione di lettura e di confronto con i caratteri del luogo e spunto per la differenziazione delle singole componenti.

    MC2_Dario Costi e Simona Melli architetti — PSH Rossi e Catelli

    All’interno di questo sistema di orientamento spaziale prendono forma le varie declinazioni di bilocali, trilocali e quadrilocali che il programma prevede.

    MC2_Dario Costi e Simona Melli architetti — PSH Rossi e Catelli

    Ogni lato interpreta dal punto di vista compositivo il tema degli affacci e le diverse condizioni di valorizzazione della luce naturale. Gli alloggi traggono dalla dialettica tra tipologia e topologia la ragione per una differenziazione identitaria che ricerca articolazione urbana.

    MC2_Dario Costi e Simona Melli architetti — PSH Rossi e Catelli


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    Quando l’architettura incontra il marketing ecco che nasce il Brand Building, strumento privilegiato dell’identità visiva attraverso la realizzazione dell’edificio di marca, utile per promuovere in modo altamente efficace il marchio e l’impresa, dando vita ad una vera e propria brand strategy capace di influenzare a 360° gradi la comunicazione aziendale.

    Cristiano Bonesso + Partners — Brand Building | architettura di marca

    Nell’Era della sovrabbondanza di stimoli dettati dalla comunicazione digitale, risulta quantomai essenziale esprimere la propria identità aziendale anche offline, in modo solido, duraturo, e assolutamente concreto: in questo, l’architettura di marca è un valido alleato. Una strategia di branding, dunque, attraverso la quale gli spazi di lavoro diventano strumenti per comunicare contenuti e valori dell’azienda che ospitano.

    Cristiano Bonesso + Partners — Brand Building | architettura di marca

    Dall’immagine esterna fino all’allestimento degli spazi interni, l’architettura di marca trasferisce la filosofia e i principi estetici del committente fin dentro un progetto architettonico capace di tradurre in altro linguaggio – fatto di realtà e concretezza – ciò che l’azienda normalmente comunica al proprio pubblico: in tutto e per tutto un’innovativa brand strategy che ha nella specificità del brand building il suo fondamentale elemento.

    Cristiano Bonesso + Partners — Brand Building | architettura di marca

    E di una sorta di brand strategy legata al luogo di lavoro e alle persone che ne sono ospitate contribuendo a crearne l’identità, ha parlato anche Adriano Olivetti che così si esprimeva riguardo alla propria fabbrica di Ivrea: “Un luogo che si è elevato, nell’idea dell’architetto, in rispetto della bellezza, a misura d’uomo perché questi trovasse, nel suo ordinario posto di lavoro uno strumento di riscatto e non un congegno di umana sofferenza”. L’architetto Cristiano Bonesso, insieme al team di professionisti Ecoarch, è specializzato anche nel costruire queste strategie che percorrono in profondità l’architettura aziendale, portando alla luce valori e messaggi attraverso forme architettoniche, uso degli spazi e dei componenti d’arredo.

    Cristiano Bonesso + Partners — Brand Building | architettura di marca

    Cristiano Bonesso + Partners — Brand Building | architettura di marca


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    L’utilizzo di quadri in resina per la progettazione di interni consente a designer e progettisti di esaltare i colori nella loro la tridimensionalità, nonché la profondità con i suoi effetti materici. Si tratta di una soluzione ottimale per l’ideazione e realizzazione di pannelli di grande formato utili a caratterizzare spazi espositivi, negozi, uffici ed ambientazioni per eventi temporanei.

    Cristiano Bonesso + Partners — Design di prodotto | quadri moderni in resina

    Utilizzando le finiture decorative di Colorificio San Marco spa destinate all’architettura, abbiamo per esempio potuto realizzare composizioni grafiche nel formato di 2×2 mt. I quadri in resina proposti, nella loro pura accezione geometrica, sono omaggi ai linguaggi grafico pittorici di illustri artisti; o, diversamente, semplici esercizi cromatici finalizzati a enfatizzare, per contrasto o affinità, le tipologie di colore e le tecniche di finitura dei prodotti esposti nel modo più efficace al lavoro di progettazione di interni.

    Cristiano Bonesso + Partners — Design di prodotto | quadri moderni in resina

    Cristiano Bonesso + Partners — Design di prodotto | quadri moderni in resina

    Cristiano Bonesso + Partners — Design di prodotto | quadri moderni in resina

    Cristiano Bonesso + Partners — Design di prodotto | quadri moderni in resina


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    Progetto strutturale di adeguamento sismico di edificio agricolo in pietra per conversione ad uso residenziale su progetto architettonico dell’Arch. Francesco Megna

    S T U D I O  L O D I G I A N I  — Recupero di Cascina Agricola e conversione ad uso residenziale

    Stato di fatto

    S T U D I O  L O D I G I A N I  — Recupero di Cascina Agricola e conversione ad uso residenziale

    modello strutturale 3d per Sismicad


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    Casa Manfredi B&B “The Rooms Emotional” consta di tre camere, ognuna ispirata ad un materiale. Vi è la “Asphalt Room”, la “Wood Room” e la “Brik Room”.

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Asphalt Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Asphalt Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Asphalt Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Asphalt Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Asphalt Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Asphalt Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Asphalt Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Asphalt Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Asphalt Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Asphalt Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Asphalt Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Asphalt Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Asphalt Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Asphalt Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Brick Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Brick Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Brick Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Brick Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Brick Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Brick Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Brick Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Brick Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Brick Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Brick Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Brick Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Brick Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Brick Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Brick Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Brick Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Wood Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Wood Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Wood Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Wood Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Wood Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Wood Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Wood Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Wood Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Wood Room

    marianna di lauro  — Casa Manfredi B&B

    Wood Room


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    Exposed to snow, rain, and sun since it was abandoned in the 1990s, the former Vremena Goda restaurant – once a popular destination in Gorky Park – has become a ruin without facades. Even as a ruin it preserves the “collective” aura of the Soviet era: it is a sober public space adorned with tiles, mosaics and bricks.

    OMA - Office of Metropolitan Architecture — Garage Museum of Contemporary Art

    The building offers two levels of unobstructed open space that will be dedicated to exhibitions, organized around two circulation and service cores. museum programs occupy three levels, adapting to spatial and structural possibilities of the existing structure. The more fragmented spaces in the North Eastern part of the pavilion surrounding the main core primarily accommodate education and research programs. The large open spaces in the South Western part are dedicated to exhibitions, projects and events.

    OMA - Office of Metropolitan Architecture — Garage Museum of Contemporary Art

    The building offers a wide range of interior conditions for the exhibition of art beyond the ubiquitous “white cube” and provides innovative curatorial possibilities, such as hinged white walls that can be folded down from the ceiling. They provide an instant white cube when an exhibition demands a more neutral environment, while the existing walls retain their brick and green tile cladding.

    OMA - Office of Metropolitan Architecture — Garage Museum of Contemporary Art

    A 9×11-metre opening in the floor of the upper level creates a double height space (10 metres) for the lobby, allowing extra-large sculptures to be displayed. A public loop on the lower level will connect the bookshop, mediatheque, auditorium and a café, which is envisioned as an informal living room with Soviet era furniture.

    OMA - Office of Metropolitan Architecture — Garage Museum of Contemporary Art

    The existing concrete structure is enclosed with a new translucent double layer polycarbonate façade that will accommodate a large portion of the building’s ventilation equipment, allowing the exhibition spaces to remain free. The facade is lifted 2.25 metres from the ground in order to visually reconnect the pavilion’s interior to the park.

    OMA - Office of Metropolitan Architecture — Garage Museum of Contemporary Art

    The entrance to Garage Gorky Park is marked by two large facade panels that slide upwards to frame the art in the lobby’s double height space and provide a view through the building from the park.

    OMA - Office of Metropolitan Architecture — Garage Museum of Contemporary Art

    Client: Garage Museum of Contemporary Art Location: Gorky Park, Moscow Site: Former restaurant, Vremena Goda Pavilion (1968) Program: 5,400 m2 total; public areas (temporary exhibition, lobby, experimental storage, café, bookshop, auditorium, children’s education, mediatheque, amenities); back of house (offices, service areas, storage and workshop) OMA Team Partner-in-Charge: Rem Koolhaas Project Architect: Ekaterina Golovatyuk Team: Giacomo Cantoni, Nathan Friedman, Cristian Mare, John Paul Pacelli, Cecilia del Pozo, Timur Shabaev, Chris van Duijn With: Yashin Kemal, Timur Karimullin, Federico Pompignoli, Marek Chytil, Salome Nikuradze, Boris Tikvarski COLLABORATORS Local architects: Form Bureau (concept phase), Buromoscow (construction phase) Engineering: Werner Sobek Scenography: dUCKS, Les Éclaireurs

    OMA - Office of Metropolitan Architecture — Garage Museum of Contemporary Art

    OMA - Office of Metropolitan Architecture — Garage Museum of Contemporary Art

    OMA - Office of Metropolitan Architecture — Garage Museum of Contemporary Art

    OMA - Office of Metropolitan Architecture — Garage Museum of Contemporary Art

    OMA - Office of Metropolitan Architecture — Garage Museum of Contemporary Art

    OMA - Office of Metropolitan Architecture — Garage Museum of Contemporary Art

    OMA - Office of Metropolitan Architecture — Garage Museum of Contemporary Art

    OMA - Office of Metropolitan Architecture — Garage Museum of Contemporary Art

    OMA - Office of Metropolitan Architecture — Garage Museum of Contemporary Art

    OMA - Office of Metropolitan Architecture — Garage Museum of Contemporary Art

    OMA - Office of Metropolitan Architecture — Garage Museum of Contemporary Art

    OMA - Office of Metropolitan Architecture — Garage Museum of Contemporary Art

    OMA - Office of Metropolitan Architecture — Garage Museum of Contemporary Art

    OMA - Office of Metropolitan Architecture — Garage Museum of Contemporary Art


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    The conversion of an old car repair in Milan into a home-studio.

    Elena Cerizza — Appartamento E. C.

    Elena Cerizza — Appartamento E. C.

    Elena Cerizza — Appartamento E. C.

    Elena Cerizza — Appartamento E. C.

    Elena Cerizza — Appartamento E. C.

    Elena Cerizza — Appartamento E. C.

    Elena Cerizza — Appartamento E. C.

    Elena Cerizza — Appartamento E. C.


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    Give your dreams the power to come alive with our 3D Animation Services Consultancy!

    Jonney Hounest — 3d Animation Services

    Watch your dreams come to life with Jmsd consultant’s Animation services.

    Based in the outsourcing capital of the world, India, we offer clients from across the world high quality 3D animation services consultancy.


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  • 06/18/15--08:21: BurnGym at Ludhiana - NOOR
  • Introduction Located in the largest city of Punjab state, Ludhiana, on the prime Ferozepur road, the 6000 sqft floor plate is housed on the top floor of the bustling Omaxe Plaza mall. The cult of gymming being a folk phenomenon that has all the accoutrements of a religion, the architects took upon themselves to create a balanced breathing space in an urban metropolis where the clients could breathe free and get in touch with themselves. This desire to synchronize harmoniously the noise and squalor of the city with fitter realms in body and spirit is reflected in the choice of the elements they used like raw concrete floors, exposed metal work and reclaimed wooden tertiary material that many might have thoughtlessly discarded.

    NOOR — BurnGym at Ludhiana

    Design Intervention At the outset, the generous floor to ceiling heights seemed to be an asset to be exploited. The sheer volume created with a height of 23’-0” supplemented by the 80’-0” x 80’-0” main floor plate had huge potential. The architects set out to explore a design language emphasizing industrial exposed finishes and repurposed warehouse appeal. They presented elements in their raw, unclad state to create an intriguing vocabulary. Exposed ducts were hung from the ceiling slab and industrial pendants suspended in a formal grid were used for general lighting. Activity areas were highlighted with the use of suspended spot lights. The generous volume was exploited to create an additional 1200 sqft mezzanine space by inserting a metal deck that has an in-house Café, Yoga studio, an Oxygen lounge, a Dietitian and Director’s cabin. To generate the mezzanine, exposed metal beams and channels were used as structural elements to create a stand-alone deck bolted on to the structural grid of the mall building. A metal staircase finished in checker-plate treads & fabricated in MS sections was inserted to access this mezzanine deck area. The reception area was treated in the same spirit to make it an earthy, yet an aesthetically pleasing focus. Living room style interiors were recreated with the use of suspended delicate lacy shades and a tan chesterfield placed against a neutral tone of wooden slatted wall, illuminated on one side with retro look neon signage. To complement the other exposed elements, floor finish was achieved using a mix of grey and sandstone colored pigments and hardeners sprinkled over a cast in-situ concrete floor. It was painstakingly laid manually using specially fabricated metal wheelbarrows to get material transported from ground level to fifth floor since the site constraints did not allow for a possibility to deploy a mechanical hose on the exterior façade of the mall building. After fifteen days of curing and drying, the floor was finished using two coats of matt sealer application. The results came about as a pleasant surprise that achieved a nice balance of a subtle aesthetics complimenting the other elements of gym interiors. Amongst these nude earthy tones, bright surfaces in hues of greens, oranges and reds were added to generate a lively ambience. A layer of motivational branding helped create an animated graphic aspect to the space.

    NOOR — BurnGym at Ludhiana

    Embracing the earth The gym equipment was shipped from a specialist brand of commercial fitness equipment based out of USA. It was extremely heavy and was well packed in wooden pallets which arrived in a sea container. What was fascinating was to be able to use the same packing material, which happened to be soft wood of a good grade, intovarious useful articles in carefully executed forms and cuts. One feature wall in the reception area with a neon retro signage was fully clad using the wood from these pallets. The reception table, coffee table and some furniture articles were crafted out of recycling the pallets, corroborating the philosophy to regen rate and embrace. Furthermore, cookie jars bought from a local market were suspended using flexible wire and a tungsten filament bulb to make light suspensions in the in-house café. These endeavors fused in the design approach is our contribution in a small measure towards sensitive use of resources and global sustainability.

    NOOR — BurnGym at Ludhiana

    NOOR — BurnGym at Ludhiana

    NOOR — BurnGym at Ludhiana

    NOOR — BurnGym at Ludhiana

    NOOR — BurnGym at Ludhiana

    NOOR — BurnGym at Ludhiana

    NOOR — BurnGym at Ludhiana

    NOOR — BurnGym at Ludhiana

    NOOR — BurnGym at Ludhiana

    NOOR — BurnGym at Ludhiana


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    Il progetto per una Spa nella capitale del Libano nasce come ampliamento di un albergo degli anni ‘60 situato in un parco che domina la città. Per realizzarlo la committenza ha scelto di ristrutturare, con un linguaggio contemporaneo, un tradizionale edificio libanese nei pressi dell’hotel, caratterizzato da muri con pietra a vista e da un grande loggiato ad archi ogivali.

    Lazzarini Pickering Architetti — Spa in Beirut

    L’intervento architettonico si estende per circa 1.000 mq disposti su due livelli e prevede un nuovo corpo di fabbrica connesso alla preesistenza. Gli interni si snodano secondo ambienti comunicanti, definiti da un sistema di coperture a volta che non entra mai in contatto con la struttura dell’edificio. Il suggestivo spazio interstiziale che ne risulta si può intravedere grazie a una serie di tagli verticali sulle volte, cifra dello studio sin dai progetti per le ville in Sicilia e a Positano, capaci di amplificare la prospettiva tra le diverse stanze. La superficie esterna delle volte è ricoperta da un tessuto di maioliche di nuova fattura che riproducono antichi motivi decorativi.

    Lazzarini Pickering Architetti — Spa in Beirut

    Sulla nuova addizione, che ospita la grande piscina, si aprono ampie finestrature aggettanti per offrire ulteriori spazi abitabili, su cui sedersi per conversare o guardare il paesaggio. Le vetrate sono schermate da brise soleil e possono essere aperte completamente mettendo in comunicazione spazi interni ed esterni. Solo in questo caso la pelle di ceramiche riveste la superficie interna delle volte, avvolgendo gli ospiti con un complesso manto decorativo. Il piano inferiore è ristrutturato secondo la medesima logica progettuale per alloggiare un grande bagno turco tradizionale.

    Lazzarini Pickering Architetti — Spa in Beirut

    Gli arredi sono disegnati appositamente per la Spa, come le lampade da terra che grazie ai paralumi traforati secondo geometrie tipiche, creano giochi di luce e ombra negli ambienti.

    Lazzarini Pickering Architetti — Spa in Beirut

    Lazzarini Pickering Architetti — Spa in Beirut

    Lazzarini Pickering Architetti — Spa in Beirut

    Lazzarini Pickering Architetti — Spa in Beirut


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    To satisfy a rapidly growing population, the only public hospital on Ibiza needed upgrading, expanding and modernizing with the circumstance that the existing premises needed to remain fully operational during the extension works, which required careful planning.

    luis vidal + architects — Can Misses Hospital and Healthcare Centre

    The result After the thorough research and study of different flows of patients, families and doctors, patients’ privacy has been improved, including the proximity to medical units with emergency area and the ICU. Can Misses provides with a welcoming environment for the patient, the family and the workers of the hospital as it conveys a new generation of healthcare buildings based on curative architecture, while introduces a new typology of hospitals: airport hospitals, developed by luis vidal + architects (LVA) after its experience in airport design (authors of Zaragoza Airport or new Terminal 2 of Heathrow Airport)

    luis vidal + architects — Can Misses Hospital and Healthcare Centre

    Photo by Xavi Duran

    Curative Architecture and Airport Hospitals The objective of curative Architecture is to assure patient’s well-being through a careful study of combined aspects, including the presence of sunlight, the positive effect of therapeutic gardens, sound, texture… This approach to reduce the stress and anxiety of the patients and improve the visitors experience is enhanced by the ‘airport hospital’ concept, based on an optimal routing, cellar pathways and visual connections improved by the use of color.

    luis vidal + architects — Can Misses Hospital and Healthcare Centre

    Integration to the landscape A hospital with a sense of place conceived to mimic Ibiza’s traditional architecture.

    luis vidal + architects — Can Misses Hospital and Healthcare Centre

    Cultural heritage * There was also an archaeological site in the land, which was preserved and incorporated into the design.

    luis vidal + architects — Can Misses Hospital and Healthcare Centre

    Environmental responsibility* Can Misses is planned with sustainable energy criteria: vegetation is spatially introduced into the hospital, as well as natural light and ventilation. In short, Can Misses is a green ‘airport hospital’ completed on time and on budget that allows future growth and expansion.

    luis vidal + architects — Can Misses Hospital and Healthcare Centre

    luis vidal + architects — Can Misses Hospital and Healthcare Centre

    luis vidal + architects — Can Misses Hospital and Healthcare Centre

    luis vidal + architects — Can Misses Hospital and Healthcare Centre


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  • 06/18/15--10:20: easy - Giulia Reatti
  • mobile progettato su misura -

    Giulia Reatti — easy

    Tanti elettrodomestici che ingombrano il piano di lavoro, molteplici cavi, confusione..che fare? Ecco come nasce questo progetto di design, l’esigenza che ogni cosa sia al suo posto. EASY. Ma le cose semplici non sono banali. La progettazione è stata particolarmente attenta; sono stati ricavati tutti gli spazi necessari e su misura per il giusto collocamento degli elettrodomestici, ad altezze idonee per un facile utilizzo. I cavi di alimentazione sono stati raccolti in un “cavedio” dedicato posto sul retro della struttura, e i dettagli sono stati curati nel più piccolo particolare. I piani di appoggio e la struttura portante, di fatto inusuale, sono stati concepiti in modo tale per cui l’accesso alle prese di corrente e agli interruttori della luce elettrica fossero assolutamente liberi e agevoli.

    Giulia Reatti — easy

    Giulia Reatti — easy

    Giulia Reatti — easy


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    FOLLOW THE LINE, FOLLOW THE BEAUTY“I conceptualized our life imagining it as a line. Sometimes we follow its direction, sometimes we decide the direction by ourselves. Entering in the Change Store, our lines come together, choosing to follow a common direction towards beauty. Beauty as a result of a total sensory experience, made of materials, shapes, sounds, lights and perfumes. I imagined a black line seamless, able to accompany the customer within the space Store. Entering from the ground floor, it becomes handrail guiding us upstairs, then transformed into bench to comfort our wait, then to accompany us to the washing area and subsequently becoming worktop in the working area, to finally get to check out and become a place to display products; here the line is interrupted in the exit direction, because from that point each of us can resume its own life with a greater awareness of own beauty. A path then linked to the improvement of the external beauty, but at the same time contaminated with art and design through items such as paintings, vases, chairs, high fashion clothes, for an increase of inner beauty. ” Fabio Schiavone Architect Founder

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

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    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

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    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE

    SCHIAVONE ARCHITECTS — sebastiangiuseppe CHANgE


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    In our architectural proposal for the Jan Shrem and Maria Manetti Shrem Museum of Art we try to capture the spirit of the California Central Valley—the sense of empowerment from being able to cultivate and grow freely—a spirit of optimism, imagination and invention.

    SO – IL — Shrem Museum of Art

    Model section

    As an overarching move, we propose a 50,000 square-foot permeable cover—a ‘Grand Canopy’—over both site and building. The distinct shape of this open roof presents a new symbol for the campus. The Canopy extends over the site, blurring its edges, and creating a sensory landscape of activities and scales.

    Like the Central Valley, the landscape under the Canopy becomes shaped and activated by changing light and seasons. Its unique form engenders curiosity from a distance, like a lone hill on a skyline.

    Interwoven curved and straight sections seamlessly define inside and outside. The result is a portfolio of interconnected interior and exterior spaces, all with distinct spatial qualities and characteristics that trigger diverse activities and create informal opportunities for learning and interaction.

    The future art museum is neither isolated nor exclusive, but open and permeable; not a static shrine, but a constantly evolving public event.


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    L’hai letto? Non trovo più l’ultimo libro di Glen Duncan, l’avevo messo nel letto, tra Vonnegut e Millar… L’hai spostato tu? Non lavorai mica messo di testa, tra il fantasy?? Non dirmi che hai spostato di nuovo tutto?? Ma insomma, hai voluto un letto libreria e adesso mi diverto! Ho tutti i miei libri preferiti a portata di mano, li cambio, li sposto per genere, poi per autore, poi per data in cui li ho presi, poi per colore della copertina, é splendido, il letto cambia con il mio umore!!! Cosìè, un letto libreria, un letto comodino,un letto che non hai letto mai del tutto!!

    Luca Trabattoni — L'hai Letto?

    È fatto così:  La struttura del letto è completamente realizzato in legno di ciliegio, un legno di riforestazione. Grazie alla struttura omogenea è possibile ottenere delle superfici estremamente lisce. Il limite degli anelli annuali viene messo in risalto dai vasi del legno primaverile. Alla luce il legno può scurire, da brunodorato chiaro a brunorosso. La lavorabilità, le superfici lisce e il la tipica texture del ciliegio rappresentano le ragioni principali della scelta di questo legno nella realizzazione del letto Lai.  La forma in pianta è 220cmX228cm con un altezza dal pavimento di 27cm. L’alloggiamento per il materasso è di 200cmX170cm ed è lasciato libero per poter posizionare a piacimento, un sistema di sollevamento per sfruttare il letto come cassone. La struttura è quindi costituita dalla testiera, due elementi di bordo ed un elemento di testa; questi ultimi sono le parti caratterizzanti del letto, ovvero la libreria. Altro elemento caratterizzante è il bordo che rigira come una fascia attorno al materasso con i suoi angoli arrotondati e che si ripiega strutturando la testiera o schienale, inoltre funge da seduta e da comodino.

    Luca Trabattoni — L'hai Letto?

    Non è un semplice letto o una libreria…è un opportunità per vivere lo spazio in maniera unica ed esclusiva, uno oggetto per il relax e per il riposo racchiuso in un design semplice e nel calore del legno.

    Luca Trabattoni — L'hai Letto?

    Luca Trabattoni — L'hai Letto?

    Luca Trabattoni — L'hai Letto?

    Luca Trabattoni — L'hai Letto?


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    Una collezione di antiche ceramiche di Vietri è qui più che protagonista, perché ha il ruolo di mettere in luce alcuni degli elementi che hanno reso la celebre Villa a Positano un imprescindibile testo di architettura.

    Lazzarini Pickering Architetti — Villa a Positano

    L’armoniosa composizione di maioliche dipinte a mano, grande passione del committente, riveste come una pelle un lungo nastro dalla struttura in ferro che articola gli spazi a doppia altezza dell’ex monastero del XVIII secolo, mettendo in comunicazione i tre livelli di cui si compone. Il nastro inizia il suo viaggio dal soffitto, scende lungo i 6 metri della parete, diventa banco d’appoggio del grande living al primo piano e poi pedana fino a intersecare le scale che conducono alla cucina del pianterreno. Si trasforma quindi in tavolo per la sala da pranzo e infine risale verso il soffitto per alloggiare le luci, il tutto senza alcuna interruzione. Questo forte segno geometrico racchiude l’essenza della ricerca dello studio: la trasformabilità e flessibilità degli spazi e degli arredi, la molteplicità di funzioni, l’essenzialità della forma unita alla finezza del decoro. “Il tema progettuale della Villa a Positano – raccontano gli architetti –è la creazione di un intervento contemporaneo nel contesto di un’antica città marinara, per interpretarne le ricchissime tradizioni architettoniche e ornamentali di chiara influenza araba”. L’opera di ristrutturazione prevede infatti il ripristino dell’originaria ampiezza e altezza degli spazi e degli archi a tutto sesto modulati da un paesaggio di elementi contemporanei che articola l’architettura senza mai intaccarla. La continuità degli ambienti – congiunti gli uni agli altri da cornici scatolari in ferro dalla forma ad “O”– è un altro aspetto fondamentale del progetto. Tratto evidenziato dalla presenza di ulteriori figure architettoniche in ferro rivestite da un tessuto di ceramiche per richiamare il nastro: una piastra che sporge due metri a sbalzo nel salone con un grande divano panoramico da cui ammirare le isole Li Galli; e una piattaforma che nella camera matrimoniale ospita il letto, una vasca da bagno e un lavello.

    Lazzarini Pickering Architetti — Villa a Positano

    La vivace policromia dei tessuti di rivestimento e degli antichi tappeti suzani che adornano le pareti come quadri, contrasta con il bianco dei muri e dei pavimenti, dialogando con la matrice geometrica delle piastrelle.

    Lazzarini Pickering Architetti — Villa a Positano

    Ricorrono le cornici in ferro anche per marcare i passaggi tra interni ed esterni, collegando con un gesto deciso il salotto e i terrazzi su più livelli arroccati sul mare. Giardini sospesi in cui passeggiare tra la limonaia e il frutteto o godersi una vista mozzafiato nuotando nella piscina. Domitilla Dardi, Emilia Giorgi (a cura di), Lazzarini Pickering Architects, Quodlibet, Macerata 2014

    Lazzarini Pickering Architetti — Villa a Positano

    Lazzarini Pickering Architetti — Villa a Positano

    Lazzarini Pickering Architetti — Villa a Positano

    Lazzarini Pickering Architetti — Villa a Positano

    Lazzarini Pickering Architetti — Villa a Positano

    Lazzarini Pickering Architetti — Villa a Positano

    Lazzarini Pickering Architetti — Villa a Positano

    Lazzarini Pickering Architetti — Villa a Positano

    Lazzarini Pickering Architetti — Villa a Positano

    Lazzarini Pickering Architetti — Villa a Positano

    Lazzarini Pickering Architetti — Villa a Positano

    Lazzarini Pickering Architetti — Villa a Positano

    Lazzarini Pickering Architetti — Villa a Positano

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