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Divisare - Projects Latest Updates

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    Un nuovo concetto di funzionalità,una libreria “QUADRO” che percorre un’idea di leggerezza. La luce e le sue ombre caratterizzano il progetto marcando i volumi in un gioco di sfumature.

    Alessio Scarano — BRIGHTNESS__ON THE WALL

    Alessio Scarano — BRIGHTNESS__ON THE WALL

    Alessio Scarano — BRIGHTNESS__ON THE WALL

    Alessio Scarano — BRIGHTNESS__ON THE WALL

    Alessio Scarano — BRIGHTNESS__ON THE WALL

    Alessio Scarano — BRIGHTNESS__ON THE WALL


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    Winter Marathon è un evento internazionale tra i più importanti nel panorama delle gare di auto storiche.

    Simone Vesco — Winter Marathon Identity

    Il progetto ha ridisegnato l’immagine del brand, andando a toccare aspetti multidisciplinari quali il design del logo, la grafica, la comunicazione, il web, gli allestimenti, le scenografie.

    Simone Vesco — Winter Marathon Identity

    Il Concept ruota attorno all’uso del blu aziendale come motivo unificatore e riconoscibile.

    Simone Vesco — Winter Marathon Identity

    I contenuti ampliano l’uso di immagini e video contestuali, riducendo l’impatto visivo dei testi.

    Simone Vesco — Winter Marathon Identity

    L’immagine generale, minimale e dinamica, contiene contrasti e rimandi alla storicità e al passato dei quali tale evento è portatore.

    Simone Vesco — Winter Marathon Identity

    Simone Vesco — Winter Marathon Identity

    Simone Vesco — Winter Marathon Identity

    Simone Vesco — Winter Marathon Identity

    Simone Vesco — Winter Marathon Identity

    Simone Vesco — Winter Marathon Identity

    Simone Vesco — Winter Marathon Identity

    Simone Vesco — Winter Marathon Identity

    Simone Vesco — Winter Marathon Identity

    Simone Vesco — Winter Marathon Identity

    Simone Vesco — Winter Marathon Identity

    Simone Vesco — Winter Marathon Identity

    Simone Vesco — Winter Marathon Identity

    Simone Vesco — Winter Marathon Identity

    Simone Vesco — Winter Marathon Identity


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    La più importante specificità del progetto di realizzazione del Nuovo Science Centre di Città della Scienza di Napoli è insita nel fatto che si tratta di un intervento di ricostruzione, determinato dalla vicenda drammatica dell’incendio. A distanza di 14 anni dalla realizzazione del museo e a più di 150 anni da quella dell’edificio produttivo originario, molto significativo nella vicenda industriale napoletana, lo sforzo ricostruttivo da compiersi non può corrispondere in alcun modo alla logica del come era, dove era. Si è quindi ritenuto necessario sviluppare una ricerca architettonica sperimentale, attraverso la quale sottolineare l’eccezionalità di questo edificio nella Città della Scienza e nella città di Napoli, perseguendo la realizzazione di una struttura identificabile, riconoscibile e caratterizzante. Ciò non significa affatto che il nuovo edificio non debba contenere le tracce del suo passato, ivi comprese quelle legate all’evento drammatico dell’incendio del 2013: dentro la nuova macchina progettuale si è voluta determinare una dinamica analoga a quella di alcuni monumenti significativi di Napoli, divenuti rilevanti per la loro stratificazione e soprattutto per la loro capacità di contenere elementi preesistenti entro una nuova struttura. Per affrontare compiutamente questo tema si è pensato di conservare l’idea strutturale, la trama dell’edificio preesistente come un sottofondo sul quale è stata sovrapposta una nuova struttura, che non è stata definita sulla base di una scansione ritmica, ma concentrandola in pochi elementi di sostegno, sui quali si appoggia una grande copertura, un edificio-tetto, che riconferma la direzionalità longitudinale del preesistente capannone e che però reinterpreta in una nuova configurazione. Al fine di realizzare inoltre un’area “simbolica” di memoria della tragica vicenda dell’incendio, si è pensato di integrare i resti significativi della testata sud all’interno del sistema globale, dal punto di vista compositivo, formale e strutturale, dando risalto ad un’immagine unitaria di preesistenza-contemporaneità attraverso il mantenimento di alcuni setti originari, per una contrapposizione efficace e esaltante con la nuova grande copertura. In definitiva, in più punti, sia all’interno che all’esterno del nuovo edificio, saranno coinvolte le permanenze materiali del precedente Science Centre, compresi alcuni elementi e macchinari dell’edificio originario. In particolare si prevede il mantenimento della quinta muraria dell’avancorpo fronte mare del capannone incendiato, mediante il recupero dei resti dell’involucro murario di tufo e mattoni e di parti della copertura sopravvissuta. In questo modo l’edificio potrà costituire una testimonianza adeguata di un processo che dalla fabbrica borbonica, attraverso i diversi passaggi, si è sviluppato fino alla nuova configurazione proposta. A questa interpretazione aperta e problematica del tema della stratificazione si associa un secondo aspetto di fondamentale importanza, che riguarda gli sviluppi urbani e paesaggistici, con particolare riferimento alla relazione tra gli spazi esterni e gli spazi interni dell’edificio. Il nuovo Science Centre è stato concepito come una serra, una struttura architettonicamente identificabile, che assume un senso preciso all’interno di una interpretazione dell’intera area come parco, inscindibilmente legato alla configurazione degli insediamenti lungo la costa e agli spazi verdi, rappresentandone un completamento necessario. Sotto il profilo tipologico, si è lavorato allora alla costruzione di un grande spazio unitario (il vuoto di una serra), al di sotto della grande e articolata copertura, nel quale le molteplici funzioni da inserire hanno determinato una maglia porosa di ambienti aperti a due livelli e a tutt’altezza. La realizzazione di un grande spazio unitario, nel quale si incontrano molteplici luoghi anche molto diversi, connessi da un sistema articolato di percorsi, che “attraversano” il grande vuoto, risulta particolarmente appropriato, al fine di organizzare al meglio i contenuti espositivi dello Science Centre, che si basano anche sull’evocazione di emozioni, sulla peculiarità e unicità della visita, su un apprendimento della conoscenza di carattere non formale: una macchina dove tutto è studiato, ma che garantisce ampie possibilità di selezione, di scelta, di realizzazione di una esperienza personale. In questa ottica lo Science Center è stato concepito come uno spazio espositivo innovativo all’atto della realizzazione, che potrà essere rinnovato continuamente, applicando concretamente un’idea di flessibilità e di reversibilità come fattore di qualità. Più che un edifico in senso tradizionalmente inteso, lo Science Centre è quindi stato ideato come uno spazio intermedio tra interno ed esterno, la cui riconoscibilitàè affidata alla struttura reticolare dei dieci grandi piloni che sorreggono la copertura, elementi cavi e per certi versi anche essi disponibili, come l’edificio nel suo complesso, a molteplici usi. Tra i piloni corre un percorso sopraelevato, che attraversa l’interno consentendo nello stesso tempo una suggestiva vista del mare e della linea di costa. Il progetto propone una nuova macchina articolata e complessa, in grado di rispondere a diverse e non sempre convergenti istanze: non si è trattato di inserire funzioni in un edificio preesistente come era avvenuto nella prima realizzazione, ma di concepire un involucro unitario, nel quale si sono stabilite precise e efficaci corrispondenze tra una grande e variegata articolazione degli spazi interni e l’inserimento in un paesaggio dai caratteri di pregio, compiuti e stratificati: una struttura nella quale gli spazi interni siano predisposti in maniera tale da ampliarsi all’esterno, nel grande scenario della costa napoletana. In questa ottica ha giocato un ruolo centrale il tema della costruzione di un grande prospetto “verso il mare”, che si aprisse verso il paesaggio, ma che allo stesso tempo potesse diventare un elemento del paesaggio, assumendo una specifica configurazione. La grande copertura, per la sua conformazione, presenta l’opportunità non solo di dare particolare importanza ai prospetti, come nel caso del fronte mare che dialoga con quello sopravvissuto all’incendio, ma anche di contenere al suo interno alcune terrazze aperte sul paesaggio circostante, come conclusione ottimale del percorso scientifico e un ulteriore incremento di punti di affaccio sul mare e sulla costa. I prospetti sono stati quindi caratterizzati come la naturale prosecuzione del meccanismo della copertura e sono a questa logica sostanzialmente legati. In questo senso si configurano come elementi di raccordo e di sintesi tra la logica dell’edifico – tetto e quella dell’edificio serra. Agli ampi squarci vetrati disposti nella parte più bassa, si sono sovrapposte le ripiegature della lamiera forata della copertura, permettendo di ottenere una forte continuità tra spazi esterni ed interni. Al tempo stesso le parti vetrate sono state rigirate in copertura, ripiegandole internamente nei tagli profondi delle due terrazze di copertura. La fitta foratura delle parti piene dei prospetti rappresenta un elemento di continuità rispetto al paesaggio: la massa della copertura è stata sottoposta ad un fitto lavoro di “intarsio” che ne ha rotto la compattezza, riportandola alla matrice formale del verde e del mare. Tale analogia su cui è imperniato sia il disegno del prospetto che quello della copertura trova un preciso riscontro nel posizionamento dello Science Centre, con la copertura ben visibile dalla collina di Posillipo, quasi come una quinta facciata fortemente interconnessa al paesaggio circostante. Un’ attenta graduazione dei differenti elementi di tamponamento, dalle grandi aperture vetrate alle aree in cui la luce filtra attraverso la foratura delle pareti in zinco titanio ha consentito di ottenere una illuminazione ottimale di tutti gli spazi dell’edificio. Anche il completo distacco della parete di tamponamento esterno rispetto ai solai intermedi interni potrà contribuire a realizzare questa particolare luminosità filtrata, favorita dall’introduzione di un elemento di connessione in vetro strutturale.

    Pasquale Miano, Eugenio Certosino, Giuseppe Ruocco, Antonio Mugnolo, Adriana Bernieri, Deris Ortali, Rogedil Servizi — Nuovo Science Centre di Città della Scienza - Napoli

    Pasquale Miano, Eugenio Certosino, Giuseppe Ruocco, Antonio Mugnolo, Adriana Bernieri, Deris Ortali, Rogedil Servizi — Nuovo Science Centre di Città della Scienza - Napoli

    Pasquale Miano, Eugenio Certosino, Giuseppe Ruocco, Antonio Mugnolo, Adriana Bernieri, Deris Ortali, Rogedil Servizi — Nuovo Science Centre di Città della Scienza - Napoli

    Pasquale Miano, Eugenio Certosino, Giuseppe Ruocco, Antonio Mugnolo, Adriana Bernieri, Deris Ortali, Rogedil Servizi — Nuovo Science Centre di Città della Scienza - Napoli

    Pasquale Miano, Eugenio Certosino, Giuseppe Ruocco, Antonio Mugnolo, Adriana Bernieri, Deris Ortali, Rogedil Servizi — Nuovo Science Centre di Città della Scienza - Napoli

    Pasquale Miano, Eugenio Certosino, Giuseppe Ruocco, Antonio Mugnolo, Adriana Bernieri, Deris Ortali, Rogedil Servizi — Nuovo Science Centre di Città della Scienza - Napoli

    Pasquale Miano, Eugenio Certosino, Giuseppe Ruocco, Antonio Mugnolo, Adriana Bernieri, Deris Ortali, Rogedil Servizi — Nuovo Science Centre di Città della Scienza - Napoli

    Pasquale Miano, Eugenio Certosino, Giuseppe Ruocco, Antonio Mugnolo, Adriana Bernieri, Deris Ortali, Rogedil Servizi — Nuovo Science Centre di Città della Scienza - Napoli

    Pasquale Miano, Eugenio Certosino, Giuseppe Ruocco, Antonio Mugnolo, Adriana Bernieri, Deris Ortali, Rogedil Servizi — Nuovo Science Centre di Città della Scienza - Napoli

    Pasquale Miano, Eugenio Certosino, Giuseppe Ruocco, Antonio Mugnolo, Adriana Bernieri, Deris Ortali, Rogedil Servizi — Nuovo Science Centre di Città della Scienza - Napoli

    Pasquale Miano, Eugenio Certosino, Giuseppe Ruocco, Antonio Mugnolo, Adriana Bernieri, Deris Ortali, Rogedil Servizi — Nuovo Science Centre di Città della Scienza - Napoli

    Pasquale Miano, Eugenio Certosino, Giuseppe Ruocco, Antonio Mugnolo, Adriana Bernieri, Deris Ortali, Rogedil Servizi — Nuovo Science Centre di Città della Scienza - Napoli

    Pasquale Miano, Eugenio Certosino, Giuseppe Ruocco, Antonio Mugnolo, Adriana Bernieri, Deris Ortali, Rogedil Servizi — Nuovo Science Centre di Città della Scienza - Napoli

    Pasquale Miano, Eugenio Certosino, Giuseppe Ruocco, Antonio Mugnolo, Adriana Bernieri, Deris Ortali, Rogedil Servizi — Nuovo Science Centre di Città della Scienza - Napoli

    Pasquale Miano, Eugenio Certosino, Giuseppe Ruocco, Antonio Mugnolo, Adriana Bernieri, Deris Ortali, Rogedil Servizi — Nuovo Science Centre di Città della Scienza - Napoli

    Pasquale Miano, Eugenio Certosino, Giuseppe Ruocco, Antonio Mugnolo, Adriana Bernieri, Deris Ortali, Rogedil Servizi — Nuovo Science Centre di Città della Scienza - Napoli

    Pasquale Miano, Eugenio Certosino, Giuseppe Ruocco, Antonio Mugnolo, Adriana Bernieri, Deris Ortali, Rogedil Servizi — Nuovo Science Centre di Città della Scienza - Napoli

    Pasquale Miano, Eugenio Certosino, Giuseppe Ruocco, Antonio Mugnolo, Adriana Bernieri, Deris Ortali, Rogedil Servizi — Nuovo Science Centre di Città della Scienza - Napoli


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    PROJECT

    Gabriele Firmiano Vitiello, Andrea Magrini, Caterina Reccia, Giovanni Policriti — FOOD & WELLNESS CLUB

    outside view

    CONCEPT– The goal of the project is to create a stimulating, modern and technological environment where people can feel comfortable and relaxed. With this vision, the F.I.CO. wellness club preserves the factory’s service block as the entrance. In addition it provides new parts that embrace the organic shapes and the natural elements like water, light and wood.

    Gabriele Firmiano Vitiello, Andrea Magrini, Caterina Reccia, Giovanni Policriti — FOOD & WELLNESS CLUB

    F.I.C.O wellness club

    1. WATER– The visitor can discover this suggestive world gradually. From the outside, the building resembles a compact box, attracting people with its elegance; however, it does not showcase or suggest the special elements found in the interior. Once the visitor has crossed the entrance block, he encounters the water element through the sound of a narrow canal. He comes across the sensation once more when he crosses the last step of the locker rooms, which finally opens to the water zone, an impressive open space.

    Gabriele Firmiano Vitiello, Andrea Magrini, Caterina Reccia, Giovanni Policriti — FOOD & WELLNESS CLUB

    Acqua zone view

    2. NATURAL LIGHT– In the water zone there is a space expansion and a cone shaped skylight, the leader of the space, suggests that the stimulating path is not yet finished. Underground, the visitors can find the most evocative space, the meditation space. Here, water, natural light and wood are bounded in a whole entity.

    Gabriele Firmiano Vitiello, Andrea Magrini, Caterina Reccia, Giovanni Policriti — FOOD & WELLNESS CLUB

    meditation zone view

    3. WOOD– In the day-spa, the space is sculpted and the light flows through the curtain walls. This makes the building itself part of the treatment, offering the feeling of well-being created by the wood when it is introduced into the building; a feeling of total immersion for the visitor.

    Gabriele Firmiano Vitiello, Andrea Magrini, Caterina Reccia, Giovanni Policriti — FOOD & WELLNESS CLUB

    suite day-spa view

    4. ENVIRONMENT– The building adopts bioclimatic design strategies such as the use of rainwater for indoor/outdoor water systems and a good solar orientation. A circle of deciduous trees and a calibrated roof projection guarantee the balanced solar radiation for both summer and winter season. In this way the F.I.CO. wellness club minimizes its consumption of energy and water. This offers a sustainable, comfortable and healty building to its visitors.

    Gabriele Firmiano Vitiello, Andrea Magrini, Caterina Reccia, Giovanni Policriti — FOOD & WELLNESS CLUB

    bioclimatic schemes

    Gabriele Firmiano Vitiello, Andrea Magrini, Caterina Reccia, Giovanni Policriti — FOOD & WELLNESS CLUB

    Project


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    Michela Alabrese — Appartamento a Pisa

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    Michela Alabrese — Appartamento a Pisa

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    Michela Alabrese — Appartamento a Pisa

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    Michela Alabrese — Appartamento a Pisa

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    Michela Alabrese — Appartamento a Pisa

    Michela Alabrese — Appartamento a Pisa

    Michela Alabrese — Appartamento a Pisa

    Michela Alabrese — Appartamento a Pisa

    Michela Alabrese — Appartamento a Pisa

    Michela Alabrese — Appartamento a Pisa

    Michela Alabrese — Appartamento a Pisa

    Michela Alabrese — Appartamento a Pisa

    Michela Alabrese — Appartamento a Pisa


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    Michela Alabrese — Ristrutturazione e arredamento di appartamento

    Michela Alabrese — Ristrutturazione e arredamento di appartamento

    Michela Alabrese — Ristrutturazione e arredamento di appartamento

    Michela Alabrese — Ristrutturazione e arredamento di appartamento

    Michela Alabrese — Ristrutturazione e arredamento di appartamento

    Michela Alabrese — Ristrutturazione e arredamento di appartamento

    Michela Alabrese — Ristrutturazione e arredamento di appartamento

    Michela Alabrese — Ristrutturazione e arredamento di appartamento

    Michela Alabrese — Ristrutturazione e arredamento di appartamento


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    Si tratta di un dei due progetti per un centro ippico nel sud della Spagna. Entrambi presentano una pianta che richiama la basilica con una navata centrale su cui si affacciano i box dei cavalli. Al termine della navata sono collocati gli ambienti per la pulizia e la cura dei cavalli oltre ad box dedicato alle cavalle in gestazione e la scuderia. La particolarità di questa soluzione è data dalla copertura che diventa un giardino pensile con sedute e un pergolato accessibile da una scala esterna per il riposo dopo le passeggiate a cavallo o per la contemplazione del paesaggio circostante. La forma di tale giardino ricorda la chitarra, strumento particolarmente amato ed usato nel flamenco.

    Alessandro — Proposte per un centro ippico

    Planimetria

    Alessandro — Proposte per un centro ippico

    Pianta della copertura

    Alessandro — Proposte per un centro ippico

    Prospetto sud

    Alessandro — Proposte per un centro ippico

    Prospetto est

    Alessandro — Proposte per un centro ippico

    Prospetto nord

    Alessandro — Proposte per un centro ippico

    Prospetto ovest

    Alessandro — Proposte per un centro ippico

    Vista da sud-ovest

    Alessandro — Proposte per un centro ippico

    Vista da sud-est

    Alessandro — Proposte per un centro ippico

    Vista da nord-est

    Alessandro — Proposte per un centro ippico

    Vista da nord-ovest


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    The world is turning upside-down, and we have lost any sense of direction. In the middle of Grey Cube Galleria I, we propose toinstall an instrument that measures the direction of the wind. An apparently simplistic and playful installation is to be intended as humorous rather than fun. We think of Finland and the North, of population growth and migration, natural resource demand, climate change and globalization. We wish to build a big weather vane in the old bear castle, by the shore. It will talk to us in foreign languages, as currents, bodies of air become sounds — both are relational media. We make an object as simple as a weather vane, and to our minds it becomes a rhetoric device, that makes us think.

    angelo renna, LA JETÉE (Giuditta Vendrame e Paolo Patelli), Alessandro Mason — Anyway the wind blows

    the wind blows

    angelo renna, LA JETÉE (Giuditta Vendrame e Paolo Patelli), Alessandro Mason — Anyway the wind blows

    the old castle

    angelo renna, LA JETÉE (Giuditta Vendrame e Paolo Patelli), Alessandro Mason — Anyway the wind blows

    angelo renna, LA JETÉE (Giuditta Vendrame e Paolo Patelli), Alessandro Mason — Anyway the wind blows

    plan and section

    angelo renna, LA JETÉE (Giuditta Vendrame e Paolo Patelli), Alessandro Mason — Anyway the wind blows

    wind map

    angelo renna, LA JETÉE (Giuditta Vendrame e Paolo Patelli), Alessandro Mason — Anyway the wind blows


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    Michela Alabrese — Ristrutturazione e frazionamento di villa in stile Liberty a Casciana Terme (PI)

    Michela Alabrese — Ristrutturazione e frazionamento di villa in stile Liberty a Casciana Terme (PI)

    Michela Alabrese — Ristrutturazione e frazionamento di villa in stile Liberty a Casciana Terme (PI)

    Michela Alabrese — Ristrutturazione e frazionamento di villa in stile Liberty a Casciana Terme (PI)

    Michela Alabrese — Ristrutturazione e frazionamento di villa in stile Liberty a Casciana Terme (PI)

    Michela Alabrese — Ristrutturazione e frazionamento di villa in stile Liberty a Casciana Terme (PI)


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    Michela Alabrese —  Interior Design

    Michela Alabrese —  Interior Design


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    La piazza di Corte, restituita alla sua originale integrità deviando l’Appia più a valle, dà accesso al ponte monumentale trasformato in un suggestivo itinerario espositivo: l’impalcato si articola in un insieme di piattaforme che accolgono spazi di sosta, specchi d’acqua e sculture, mentre nei sottostanti piloni cavi trovano posto gli spazi museali connessi al parco archeologico dell’Appia Antica. I sistemi di risalita, nascosti all’interno della nuova sistemazione paesaggistica della collina, determinano una “frattura” nel terreno che di notte, per effetto dell’illuminazione, diviene un segnale territoriale di forte suggestione e intensità.

    Maurizio Petrangeli — Concorso Internaziona di idee "Piazza di Corte": recupero dell’area archeologica e riqualificazione del centro storico di Ariccia

    Maurizio Petrangeli — Concorso Internaziona di idee "Piazza di Corte": recupero dell’area archeologica e riqualificazione del centro storico di Ariccia

    Maurizio Petrangeli — Concorso Internaziona di idee "Piazza di Corte": recupero dell’area archeologica e riqualificazione del centro storico di Ariccia

    Maurizio Petrangeli — Concorso Internaziona di idee "Piazza di Corte": recupero dell’area archeologica e riqualificazione del centro storico di Ariccia

    Maurizio Petrangeli — Concorso Internaziona di idee "Piazza di Corte": recupero dell’area archeologica e riqualificazione del centro storico di Ariccia

    Maurizio Petrangeli — Concorso Internaziona di idee "Piazza di Corte": recupero dell’area archeologica e riqualificazione del centro storico di Ariccia


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    La sezione trasversale ha un impianto formale dettato dall’incastro di un guscio d’uovo in un parallelepipedo. I volumi penetrano l’uno nell’altro modellando gli spazi interni, il guscio riveste come una pelle la facciata esterna dell’involucro edilizio.

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — Eggshell Office

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — Eggshell Office

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — Eggshell Office

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — Eggshell Office

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — Eggshell Office

    Piero Speranza, Corinne Piera Speranza, sas&a - studio di architettura speranza associati — Eggshell Office


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    Ristrutturazione e interior design di un appartamento in centro a Bolzano (Italy)

    Manuel Benedikter — Appartamento Freiheit

    Manuel Benedikter — Appartamento Freiheit

    Manuel Benedikter — Appartamento Freiheit

    Manuel Benedikter — Appartamento Freiheit

    Manuel Benedikter — Appartamento Freiheit

    Manuel Benedikter — Appartamento Freiheit


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    All’ultimo piano di un edificio nel centro storico di Roma, viene ristrutturato un appartamento composto di un unico ambiente coperto da tetti a falde di varia pendenza. Il progetto si articola su più livelli. Al piano terra si trovano la zona giorno, suddivisa in differenti ambiti funzionali dai muri di spina, e due scale di forma diversa che consentono di accedere ai livelli superiori: la prima consente di accedere a due torrini separati da una piccola terrazza da cui si guardano i tetti di Roma; l’altra conduce alla zona notte costituita da un soppalco in legno che affaccia sul soggiorno e da una zona ulteriormente rialzata in cui sono posti gli armadi. La copertura è a vista ed è costituita da travi in legno e mattoni, mentre i pavimenti, le scale e i serramenti sono in legno.

    Maurizio Petrangeli — Casa famiglia Pegu a Roma

    Maurizio Petrangeli — Casa famiglia Pegu a Roma

    Maurizio Petrangeli — Casa famiglia Pegu a Roma

    Maurizio Petrangeli — Casa famiglia Pegu a Roma

    Maurizio Petrangeli — Casa famiglia Pegu a Roma

    Maurizio Petrangeli — Casa famiglia Pegu a Roma

    Maurizio Petrangeli — Casa famiglia Pegu a Roma

    Maurizio Petrangeli — Casa famiglia Pegu a Roma


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    All’epoca della costruzione lo Stadio comunale di Arezzo possedeva una forte identità che rispondeva a un chiaro programma funzionale; nel tempo, la mancanza di una strategia complessiva e di un piano organico di intervento hanno fatto sì che i lavori di “adeguamento” trasformassero l’impianto sportivo in un complesso disomogeneo, in cattivo stato di manutenzione e non rispondente alle necessità. L’idea è di trasformare il vecchio manufatto in un impianto di ultima generazione, inserendo spazi da destinare a nuove attività quali: commercio e merchandising, bar e ristoranti, centro fisioterapico riabilitativo, centro wellness e fitness, foresteria per i calciatori e i partecipanti ai campi scuola estivi. L’ipotesi di progetto propone di racchiudere le tribune all’interno di quinte traforate e inclinate, in planimetria disposte a elica, che “aprono” verso la collina verde e “chiudono” verso le strade e le aree di parcheggio. Nello spazio tra lo stadio esistente e i nuovi margini curvilinei vengono collocati i volumi di progetto, forati da una serie di patii ellittici che catturano aria e luce per gli ambienti del piano terra; la copertura di questi nuovi elementi diviene l’area di sosta e di ingresso/uscita degli spettatori. Il colore amaranto delle pareti fa riferimento ai colori della squadra e della città.

    Maurizio Petrangeli — Stadio comunale di Arezzo

    Maurizio Petrangeli — Stadio comunale di Arezzo

    Maurizio Petrangeli — Stadio comunale di Arezzo

    Maurizio Petrangeli — Stadio comunale di Arezzo

    Maurizio Petrangeli — Stadio comunale di Arezzo


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    CONCORSO DI IDEE PER LA REALIZZAZIONE DELLA SEDE DEL CONSIGLIO, DELLA GIUNTA REGIONALE E SERVIZI COMUNI IN CAMPOBASSO

    Livio Valentini — CONCORSO DI IDEE PER LA REALIZZAZIONE DELLA SEDE DEL CONSIGLIO, DELLA GIUNTA REGIONALE E SERVIZI COMUNI IN CAMPOBASSO

    Livio Valentini — CONCORSO DI IDEE PER LA REALIZZAZIONE DELLA SEDE DEL CONSIGLIO, DELLA GIUNTA REGIONALE E SERVIZI COMUNI IN CAMPOBASSO

    Livio Valentini — CONCORSO DI IDEE PER LA REALIZZAZIONE DELLA SEDE DEL CONSIGLIO, DELLA GIUNTA REGIONALE E SERVIZI COMUNI IN CAMPOBASSO

    Livio Valentini — CONCORSO DI IDEE PER LA REALIZZAZIONE DELLA SEDE DEL CONSIGLIO, DELLA GIUNTA REGIONALE E SERVIZI COMUNI IN CAMPOBASSO

    Livio Valentini — CONCORSO DI IDEE PER LA REALIZZAZIONE DELLA SEDE DEL CONSIGLIO, DELLA GIUNTA REGIONALE E SERVIZI COMUNI IN CAMPOBASSO

    Livio Valentini — CONCORSO DI IDEE PER LA REALIZZAZIONE DELLA SEDE DEL CONSIGLIO, DELLA GIUNTA REGIONALE E SERVIZI COMUNI IN CAMPOBASSO

    Livio Valentini — CONCORSO DI IDEE PER LA REALIZZAZIONE DELLA SEDE DEL CONSIGLIO, DELLA GIUNTA REGIONALE E SERVIZI COMUNI IN CAMPOBASSO


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    Il progetto architettonico si confronta con la tradizione tedesca di volontariato. Il progetti vuole dialogare con i significati simbolici e funzionali delle stazioni dei Vigli del Fuoco.

    Eduardo Bassolino, Antonio Mollo, Dionigia Barbareschi, Mara D'Avino, Raffaele Tignola, Delphilab — Neubau des Feuerwehrhauses Reinbek

    La nuova struttura, interagisce con l’esistente del comune di Reinbek, ma anche con la tradizione costruttiva senza mimetismi: è autonomo e riconoscibile grazie alla sua forma e ai suoier materiali.

    Eduardo Bassolino, Antonio Mollo, Dionigia Barbareschi, Mara D'Avino, Raffaele Tignola, Delphilab — Neubau des Feuerwehrhauses Reinbek

    Il progetto si immette sul lotto con tre volumi riconoscibili sia in pianta che in schizzo che dialogano tra loro modellandosi in una forma C.

    Eduardo Bassolino, Antonio Mollo, Dionigia Barbareschi, Mara D'Avino, Raffaele Tignola, Delphilab — Neubau des Feuerwehrhauses Reinbek

    Ciò consente la strutturazione di una corte concepita come un ambiente urbano entro cui il percorso dei volontari diviene promenade architettonica negli interni e piazza sportiva della zona esercitazioni.

    Eduardo Bassolino, Antonio Mollo, Dionigia Barbareschi, Mara D'Avino, Raffaele Tignola, Delphilab — Neubau des Feuerwehrhauses Reinbek

    Le contrastanti proprietà dei materiali utilizzati, la concreta materialicità delle strutture e dei materiali di tompagno la apparente inconsistenza fisica delle parti trasparenti, sono enunciazione del tema dell’emergenza e della sicurezza, che presenta tanto visibile fisicità dell’acqua di salvataggio quanto l’invisibile astrattezza del fuoco pericoloso.

    Eduardo Bassolino, Antonio Mollo, Dionigia Barbareschi, Mara D'Avino, Raffaele Tignola, Delphilab — Neubau des Feuerwehrhauses Reinbek

    Questo doppio registro linguistico, interpretato emblematicamente dalla scansione vuoto-pieno del prospetto principale, è rappresentativo del progetto.

    Eduardo Bassolino, Antonio Mollo, Dionigia Barbareschi, Mara D'Avino, Raffaele Tignola, Delphilab — Neubau des Feuerwehrhauses Reinbek

    Lo studio dell’illuminazione dei corpi che ospitano le stanze di salvataggio e la zona dei camerini e gli spazi a loro connessi prevede tipi di installazione luminosa che riproducano il significato concettale assegnato alla facciata.

    La stazione si sviluppa interamente al piano terra, occupando 1/3 del lotto e distribuendosi con una densità di volume di circa 1.8 mc/mq.


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    Experimental, local and artisanal as resources of identity. Located in the city of Babahoyo, province of Los Rios, Ecuador, is a space for experimental production of architecture and design where it currently the study of Natura Futura architecture and design laboratory visual Urbanofacto operates. The project is built to share this space within a problematic city in need of cultural interests, as a response, creating into reality objectives much closer to art.

    Natura Futura Arquitectura, Jose Gomez — El Tallercito

    It is materiality constructive, experience new types of envelopes, using the composition as a tool of exploration with elements of local construction, common and low resources. To encourage the dialog with the outside, on the ground floor their openings are folded in its entirety, becoming a space of connection and convergence of activities, responding to a goal in its tectonic; finding a balance between the dense and lightweight, symmetrical and asymmetrical, the raw and the polished.

    Natura Futura Arquitectura, Jose Gomez — El Tallercito

    Leaving a space where you get new references to the adventure that means having a more complex vision of the possibilities conceived of the city, supported by presentations of documentaries, studio works, collective talks, works of drawings, urban interventions and alternative proposals.

    Natura Futura Arquitectura, Jose Gomez — El Tallercito

    El Tallercito opens up a whole new field of reading as we envision a place of presence and reflective action from the programming processes and shared experiences.

    Natura Futura Arquitectura, Jose Gomez — El Tallercito

    • Architects: Natura Futura Arquitectura • Project: El Tallercito • Location: Babahoyo, Los Rios, Ecuador • Photography: Jose Fernando Gomez • Project Team: Carlos Viteri, Fausto Quiroz • Architect Interventor: José Fernando Gomez • Completion Date: 2015

    Natura Futura Arquitectura, Jose Gomez — El Tallercito

    Natura Futura Arquitectura, Jose Gomez — El Tallercito

    Natura Futura Arquitectura, Jose Gomez — El Tallercito

    Natura Futura Arquitectura, Jose Gomez — El Tallercito

    Natura Futura Arquitectura, Jose Gomez — El Tallercito

    Natura Futura Arquitectura, Jose Gomez — El Tallercito

    Natura Futura Arquitectura, Jose Gomez — El Tallercito

    Natura Futura Arquitectura, Jose Gomez — El Tallercito

    Natura Futura Arquitectura, Jose Gomez — El Tallercito

    Natura Futura Arquitectura, Jose Gomez — El Tallercito

    Natura Futura Arquitectura, Jose Gomez — El Tallercito

    Natura Futura Arquitectura, Jose Gomez — El Tallercito

    Natura Futura Arquitectura, Jose Gomez — El Tallercito

    Natura Futura Arquitectura, Jose Gomez — El Tallercito


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    FORM

    Original Vision Limited, Adrian McCarroll, Tony Young, Prasert Chanhom  , Stephen Gorton — Villa Saengootsa

    Perched on a dramatic headland on the west coast of Phuket in Thailand, Villa Saengootsa is an unassuming statement in the integration of indoor and outdoor space, brought together in an exciting contemporary living experience. The stunning sea view and the desire to create a contemporary home that maintains a cultural affinity with its location, have combined to inspire the design.

    Original Vision Limited, Adrian McCarroll, Tony Young, Prasert Chanhom  , Stephen Gorton — Villa Saengootsa

    The entrance is a processional experience that dramatically uses the view and a change in level to shape the transition from the public road to the private entertainment spaces below. Inter-connecting cathedral roofs float above the living and dining areas which in turn, open fully onto terraces and the main pool deck creating a combination of interlinked volumes that blur the line between inner and outer space.

    Original Vision Limited, Adrian McCarroll, Tony Young, Prasert Chanhom  , Stephen Gorton — Villa Saengootsa

    Glass, steel and wood have been used extensively to create an experience that is light and open and roofs that appear to float. Calmness and harmony are infused through the use of these simple forms and the limited palette of materials.

    Original Vision Limited, Adrian McCarroll, Tony Young, Prasert Chanhom  , Stephen Gorton — Villa Saengootsa

    The terraced levels below are dedicated to the more private family functions. Five bedrooms, a club room and home theatre command full benefit of the view and open onto the extensive gardens. None however, are more dramatic than the master suite that is defined by a soaring pyramid roof crowned with a shaded glazed cupola.

    Original Vision Limited, Adrian McCarroll, Tony Young, Prasert Chanhom  , Stephen Gorton — Villa Saengootsa

    FUNCTION

    Original Vision Limited, Adrian McCarroll, Tony Young, Prasert Chanhom  , Stephen Gorton — Villa Saengootsa

    Villa Saengootsa has been carefully modelled to minimise environmental impact on its surroundings. Designed to respect the natural slope, the villa hugs the natural contours and blends into the landscape with the lower floors tucked under the upper levels. A single storey is all one sees when entering. From the sea, the accommodation is terraced sensitively to reduce mass and enhance a human scale, belying the dynamic volumes that are experienced within.

    Original Vision Limited, Adrian McCarroll, Tony Young, Prasert Chanhom  , Stephen Gorton — Villa Saengootsa

    This architectural camouflage is continued into the landscaping where only indigenous species have been used in an endeavour to supplement the existing flora to further blend our designs with the natural environment.

    Original Vision Limited, Adrian McCarroll, Tony Young, Prasert Chanhom  , Stephen Gorton — Villa Saengootsa

    The overall result is a fantastic resort home that takes full advantage of natural assets the site has to offer.

    Original Vision Limited, Adrian McCarroll, Tony Young, Prasert Chanhom  , Stephen Gorton — Villa Saengootsa

    INNOVATION

    Original Vision Limited, Adrian McCarroll, Tony Young, Prasert Chanhom  , Stephen Gorton — Villa Saengootsa

    Perhaps the most innovative aspect of Villa Saengootsa is the way in which it provokes a different way of living. The spaces are large but still intimate. The various dining locations are designed to be friendly and relaxed but still evoke a real sense of luxury. The living areas should really be named the lounging areas with no real definition as to where or why but just do. There are pockets for privacy but they all refer back to the overall whole that is full of vitality and peace.

    CONTRIBUTION TO ARCHITECTURAL DEVELOPMENT

    The whole concept of leisure architecture has been developing rapidly over the past 20 years. People are learning lifestyles that are specifically geared around vacation time and are closely interacting with family and friends in new living experiences. Villa Saengootsa helps take such experiences to a new level with its rich array of interesting eating, lounging, sleeping and entertainment opportunities that enliven an exciting example of contemporary architecture.

    SUSTAINABILITY

    Villa Saengootsa is one of fourteen homes in a gated development. As water is one of the most precious elements on Phuket, rain is collected from the roofs of all the villas and stored in a central reservoir from where it is distributed to the individual villas for use. Waste water is also carefully managed in a centralised treatment plant where sewage from the villas is collected and biologically treated to a level that is safe enough for use in irrigation.

    In addition, the roofs of Villa Saengootsa are heavily insulated and deeply overhang the glazed walls below to minimise solar heat gain. Generally however, the air conditioning on the Entertainment Level is rarely used. With the window walls fully opened on all sides, the almost constant land and sea breezes keep the spaces at a comfortable temperature.


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    descended from the same stock, by a different line

    Sabyasachi Routray, Anisha Menon — ISTANBUL COMMUNITY MARKET

    View of Macro Plaza

    Sabyasachi Routray, Anisha Menon — ISTANBUL COMMUNITY MARKET

    Sabyasachi Routray, Anisha Menon — ISTANBUL COMMUNITY MARKET

    Sequential visualization showing transformation of the built form

    Sabyasachi Routray, Anisha Menon — ISTANBUL COMMUNITY MARKET

    Location Plan and Movement Plan

    Sabyasachi Routray, Anisha Menon — ISTANBUL COMMUNITY MARKET

    View between the parallel walls going down to the market

    Sabyasachi Routray, Anisha Menon — ISTANBUL COMMUNITY MARKET

    View of Micro Plaza

    Sabyasachi Routray, Anisha Menon — ISTANBUL COMMUNITY MARKET

    View of the market at lower basement level

    Sabyasachi Routray, Anisha Menon — ISTANBUL COMMUNITY MARKET

    MasterPlan

    Sabyasachi Routray, Anisha Menon — ISTANBUL COMMUNITY MARKET

    Upper Basement Plan

    Sabyasachi Routray, Anisha Menon — ISTANBUL COMMUNITY MARKET

    Lower Basement Plan

    Sabyasachi Routray, Anisha Menon — ISTANBUL COMMUNITY MARKET

    Ground floor plan

    Sabyasachi Routray, Anisha Menon — ISTANBUL COMMUNITY MARKET

    First Floor Plan

    Sabyasachi Routray, Anisha Menon — ISTANBUL COMMUNITY MARKET

    Sections


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