“L’uso dell’elemento da costruzione, il più semplice, declinato per forme inusuali, diverse, ambigue. Per una ossatura da grande sauro, una cattedrale a più navate, una astronave interstellare. Tutto quello che qui interessa è molteplice e si trasforma da presupposti temporanei contraddicendosi in forme monumentali. Trovando il lato invitante nella ferramenta da impalcatura.”
© gabriele falconi . Published on May 16, 2013.
Rivolto all’interazione dello spettatore, al suo coinvolgimento anche fisico, quale attore consapevole di scelte e percorsi, è l’allestimento scenografico di Gabriele Falconi, architetto attivo anche in ambito extranazionale. Dalle dimensioni monumentali, la sua installazione modulare nasce dall’idea di utilizzare il semplice ponteggio da costruzione, in lucido acciaio zincato, ripetendolo nell’assemblaggio verticale e orizzontale. Il risultato è un monumento effimero post-contemporaneo, dove gangli metallici disegnano forme inusuali ora innalzate come mura ora articolate in esili silhouette; l’opera “divora” spazio e ne respinge altro, in un tentacolare e impattante disporsi di portali, correnti orizzontali, saette, diagonali e parasassi, pedane: elementi metallici che formano un unico mastodontico corpo che ha scheletro, membra e un cuore pulsante, vero centro dell’installazione diffusa. L’installazione è stata “abitata” durante il Festival da performance musicali e artistiche, coinvolgendo il pubblico ed è stata oggetto di uno speciale workshop fotografico, aperto a tutti, coordinato da Paola Cavalli.
© Paolo Red Spinoni. Published on May 16, 2013.
© Paolo Red Spinoni. Published on May 16, 2013.
© Paolo Red Spinoni. Published on May 16, 2013.
© Paolo Red Spinoni. Published on May 16, 2013.
© Paolo Red Spinoni. Published on May 16, 2013.
© Paolo Red Spinoni. Published on May 16, 2013.