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Divisare - Projects Latest Updates

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  • 02/28/13--05:10: Casa "F" - Sara Allegri
  • progetto di ristrutturazione di una civile

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    piante

    abitazione ubicata in centro a Mantova per conto
    di un committente privato, .

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    foto di cantiere

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    dopo i lavori


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    IL PERCORSO PROGETTUALE ED I SUOI RIFERIMENTI. - Il progetto della barriera antirumore nasce e si evolve in modo parallelo al desiderio di modellare una soluzione alternativa, ben studiata in ogni dettaglio, capace di attestare una elevata qualità sia del design che delle caratteristiche tecniche e funzionali, idonea ad essere adottata anche nei contesti che richiedono particolari esigenze di integrazione architettonica e di impatto paesaggistico, per risolvere le problematiche di rumorosità legate a tratte stradali e/o ferroviarie in ambito urbano o extraurbano. Senza dimenticare ciò che una regola giapponese insegna, ovvero che “il bello è conseguenza del giusto”, al fine di ricercare la soluzione ottimale di ogni aspetto, non è difficile immaginare come a monte della vera fase di progettazione, si sia resa necessaria un’estesa fase utile a tracciare una sorta di lista di tutte le problematiche principali e secondarie, che una volta scomposte nelle proprie componenti, hanno permesso poi di delineare un primo campo di soluzioni accettabili. Nell’evidente volontà di voler elaborare una soluzione con un valore aggiunto ben riconoscibile, è stato percorso un lungo cammino conoscitivo e di approfondimento nel mondo dell’arte, alla ricerca di un opera capace di ispirare (attraverso una costante osservazione dell’opera in ogni fase progettuale), la giusta direzione da seguire, per approdare ad una combinazione ottimale delle varie soluzioni precedentemente analizzate, idonea a consegnare un progetto autentico e consono e che racchiuda al suo interno la vera essenza dell’opera stessa che l’ha “generato”. Ricercando da subito opere che richiamassero in modo più o meno evidente il concetto di ricerca dell’essenziale o che comunque rimandassero ad architetti e artisti che hanno condiviso la filosofia del famoso motto “Less Is More”, dopo alcuni approfondimenti, si è giunti alla disamina delle opere di Piet Mondrian, realizzate nella fase della maturità, con particolare attenzione al percorso graduale di produzione ciclica pittorica condotta sull’albero (di cui l’artista ha dato diverse versioni tra il 1909 ed il 1912), il quale si è rivelato il vero punto di riferimento e di ispirazione per la progettazione della barriera antirumore. E’ così che si è immaginato di ripercorrere il percorso di Mondrian: partire dal pensare un albero a cui gradualmente togliere tutti gli elementi secondari fino a ridurlo ad uno scheletro. Senza mai dimenticare la funzione principale che la barriera deve assolvere, grazie alla suggestione trasmessa alle opere di Mondrian, si è giunti a proporre una struttura composta da pannelli che per le loro caratteristiche geometriche e cromatiche, si prestano ad essere combinati in svariate sequenze (tali da offrire alla vista dell’osservatore un gioco di colori e ombre che mutano in modo continuo a seconda dell’intensità della luce circostante) e osservandone la sezione di ogni tratta del sistema, si è sempre in grado di rimandare l’immaginazione all’andamento stilizzato di un albero.

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    Dettaglio di un tratto del sistema barriera antirumore

    DESCRIZIONE DELLA BARRIERA ANTIRUMORE. - La barriera antirumore proposta, è stata studiata per risolvere le problematiche legate alle situazioni complesse tipiche degli ambienti urbani o extraurbani, che richiedono la protezione dall’inquinamento acustico in ambito stradale e ferroviario, con installazioni che possono richiedere tipicamente un’altezza variabile dai 2 ai 6 metri e lunghezze che possono raggiungere i 3000 metri.

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    Panoramica di una possibile configurazione di una tratta del sistema barriera antirumore

    L’ampia gamma di colori RAL, basata su cromatismi riconducibili a possibili elementi del paesaggio circostante, composta di tre diverse gradazioni di marrone, verde, grigio, attinenti a contesti con prevalenza di alberi, terreno o roccia, associata alla libertà compositiva dei singoli pannelli progettati, danno modo di concepire ogni singola tratta in modo univoco. Ricordando poi che la sezione di ogni settore del sistema richiama la forma stilizzata di un albero, non è difficile comprendere l’intenzione di presentare l’intera struttura come un filare di alberi che delimitano una sede stradale o ferroviaria.  Grazie ai colori, alle sfumature, alle luci e alle ombre, questo sistema di barriera si candida ad essere un’idonea soluzione da proporre ed installare in contesti architettonici e/o paesaggistici che richiedono un basso impatto paesaggistico. Inoltre, grazie alla leggerezza ed al limitato impatto visivo, la barriera può addirittura essere ricondotta ad un elemento di arredo urbano.

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    Tavola di progetto con prospetti e sezione verticale di una tratta del sistema barriera antirumore

    Al fine di dimostrare che l’intero lavoro non ha solamente approfondito l’aspetto tecnico-estetico del sistema in sé, è giusto far presente che ogni elemento principale del sistema, pannelli principali e secondari, staffe ed elementi di aggancio, è progettato in modo tale da ammettere lavorazioni il più possibile affini a quelle attualmente utilizzate dall’azienda promotrice del concorso, in modo tale da limitare lo stravolgimento produttivo, nel caso in cui venga considerata la reale intenzione di messa in produzione del sistema proposto. Ogni fase progettuale, non ha tralasciato di valutare la soluzione ottimale anche sotto il punto di vista della sostenibilità ambientale dell’intero ciclo di vita del sistema, che in primis ha portato all’utilizzo di un uso massiccio dell’alluminio per la realizzazione dei pannelli, delle testate, delle staffe e di altri componenti, a garanzia di una durabilità nel tempo ed un possibile riciclo al termine del ciclo di vita. Non meno importante, è stato anche l’impiego di giunti e guarnizioni in gomma, con forme geometriche elementari di facile fabbricazione, che possono derivare da lavorazioni di recupero dei pneumatici esausti.  Per quanto riguarda il materiale utile a garantire l’isolamento acustico, la scelta si è indirizzata verso l’utilizzo della fibra minerale, idonea a rispettare principi della sostenibilità ambientale. 

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    Tavola di progetto con schema di montaggio di una tratta del sistema barriera antirumore

    Nel complesso, la configurazione proposta, offre un ottimo comportamento acustico, tale da esprimere  valori significativi rispetto all’indice di riflessione, di fonoisolamento e di diffrazione, che identificano la barriera come un’importante soluzione di “insertion loss”. Una nota di merito va anche dedicata al fatto che i pannelli opzionali, “schermano” i montanti in modo tale da delineare un minore effetto distraente costituito dal susseguirsi dei montanti verticali per coloro che vi transitano affianco, evitando così il possibile innesco di reazioni disturbanti e pericolose per la guida, nei soggetti che hanno particolari patologie (epilessia, malattie neurologiche, ecc). Prima di concludere è doveroso rendere noto che il sistema proposto, si appresta ad essere rivisto in alcuni aspetti che possono condurre alla creazione di una vera gamma di barriere. Piccole varianti, possono ad esempio interessare l’ampliamento della gamma cromatica, oppure si può semplicemente pensare ad un differente assemblaggio di alcuni pannelli, per ottenere in un batter d’occhio una variante con funzione bi-assorbente. Nell’ottica di altri sviluppi è possibile pensare ad ulteriori accessori da applicare alle staffe, che possono ancorare, ad esempio, contenitori idonei ad accogliere del verde, in modo tale da migliorare ulteriormente l’impatto della barriera.  In ultima battuta va evidenziato quanto il sistema elaborato, (che a prima vista può sembrare complesso ed articolato), risulti essere di facile manutenzione  e soprattutto, con una elevata velocità di installazione. Ogni tratta infatti, può essere montata rapidamente, seguendo le indicazioni riportate in sintetici schemi di montaggio, che possono essere preparati da semplici figure professionali autorizzate a “divertirsi” nella ricerca delle svariate combinazioni che ogni singola tratta di barriera può offrire, senza rinunciare alla tentazione di incorporare funzionalità aggiuntive, come l’inserimento di corpi illuminanti nei pannelli opzionali o il posizionamento di pannelli fotovoltaici, per caratterizzare ogni barriera come se fosse una quinta scenografica. 

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    Tavola di progetto con dettagli dei componenti del sistema barriera antirumore

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    Dettaglio di una possibile configurazione di una tratta del sistema barriera antirumore


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    This is a new chapel built in the garden of an existing wedding facility which is surrounded by trees. The building looks like a simple white box floating in the air to be in harmony with the existing facility. On the other hand, I took in the trees in the garden as a design motif and proposed a chapel with randomly placed, tree-shape columns using angle irons.

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    In detail, I gathered eight angle irons composed of four 90×90 x 7mm L-angle irons and four 75×75 x 6mm L-angle irons to create a cross-shape column. I intended to create a column that branch out up above depicting gentle curves of a tree. I applied two different curves for both size L-angle irons and created two types of tree-shape columns. I intended to create various looks by rotating the columns and placing them throughout the space. The tree-shape columns serve as decorations as well as important structural elements that receive the building’s vertical load and wind pressure.

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    Each tree-shape column is placed a decent distance from each other by their branched out, angled irons. It is also rational for the building structure. The forest in the nature also consists of trees that keep certain distances from each other under different conditions. The distances and shapes of the columns’ branches made by rigid angle irons created the silence and tense that is appropriate for a place like a wedding chapel where people make their vows.

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    function : chapel
    location : Gunma, Japan
    structure : steel frame
    site area : 2997.30 sqm
    architectural area : 140.86 sqm
    total floor area : 135.23 sqm
    completed date : 2011

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    The time is who builds this one

A lost place, a real place.

There is a Way that is always open

It is a family work, a personal option, a life story

This Project belongs to ground

Only the hand transformed the inside of the hill

The ancient gallery was already there. It was always there

This project thinks about how to define a sensations sequence.

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A mouth that swallows you and takes you to its entrails

The dryness of the place, the crudeness of the stations transform into rugosity. Day by day…

There was no exact plan. It was an intuitive work. It was a hard process. It was an experimental labor.
    
A heavy, firm, deep… matter that was marked by pressure, by the weather and by the…time

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    Only the time will be who constructs this work that it will never finish.
We are in a population eminently rural, of twenty inhabitants, but with a census strangely multinational. The project develops the reform and adequacy of a “bicentenary” wine vault in restaurant. The ancient underground gallery will be the main dining room and in the new block they arrange the area of bar, kitchens and the auxiliary dependences. The performance thinks about how to construct the sensations continuity between all the spaces of the complex. The hill that lodges the work is formed in its entirety by ground, extremely compact which brown rock that contributes an ideal energy conditions.

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    The old vault was excavated and carved completely to hand, being it is made determinant in the whole process. In the contemporary building concrete was used dying with a finished one extremely worked in all its surface. Inside the same one there were fixed strips of poor wood, seen and destined to rot, capturing thus passing really of the days.

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    The previous intuitions have wanted to be constructed.
The result only has been possible with the continuous, exhaustive and experimental work along the whole execution. Any fact in-situ, we all have used the hands (do it yourself!), also the owners have intervened in all the phases, even the chemistry.

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    But the work owes to the ground, which generates it and protects it. A hard, firm, serious matter… marked by the pressure, the climate and the time.

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    Il progetto riguarda lo studio geologico e paesaggistico dell’area attorno alla valle del torrente Romna a Cazzano sant’Andrea. Tale studio ha la finalità di proporre l’istituzione di un PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) di tipo geologico naturalistico. L’area infatti è caratterizzata dalla presenza di depositi fossili appartenenti all’antico lago di Leffe presente nel Pleistocene. Lo studio paesaggistico analizza la matrice e gli elementi salienti individuando i punti di forza del paesaggio dell’area in esame e proponendo una serie di interventi atti alla valorizzazione paesaggistica dell’area.

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    Inquadramento territoriale

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    Elementi salienti del paesaggio su base ortofoto.
    1) area di interesse
    2) tracciati viari principali
    3) centri storici

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    Quadro metaprogettuale a scala sovralocale, su base ortofoto.
    1) area di interesse
    2) connessioni primarie
    3) connessioni secondarie

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    Proposta metaprogettuale su base ortofoto.
    1) parcheggio per auto
    2) percorso ciclopedonale di accesso da strada
    3) parcheggio per biciclette
    4) percorso naturalistico botanico all'interno dei boschi
    5) percorso "tema geologia" lungo le vene d'acqua
    6) edilizia tipica da recuperare per infopoint, museo, documentazione, sosta o agriturismo
    7) percorso di collegamento all'area sportiva
    8) prato pascolo
    9) ambiti boschivi di valore
    10) strutture sportive ricreative esistenti
    11) percorso pedonale di collegamento alla strada


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    To launch Media Center – a new wireless technology developed for home applications – Intel asks vc a to design an interactive installation showing the features of this product. The accepted idea is to represent intimate domestic moments from the daily life of a family, frames of time when father, mother and sons are individually involved in hardware driven activities such as watching tv, surfing on internet, playing playstation and so on. The Media Center allows to manage simultaneously all these activities through just one remote hardware. The small space available lead the designers to opt for an interactive experience: the visitor, surrounded by an all-black environment, is asked to chose from a menu the Media Center’s feature he is interested in. By pushing the selected button, he could start a ground projection of a zenithal filmed view of the inhabitants of the house acting in front of their tv. In the meanwhile, on the wall in front of the visitor, a real tft screen starts to show the same video contents the inhabitants of the house are interacting with. Three possible home situations (living room, parents and sons bedrooms) are represented. Any time a new Media Center’s feature is selected, a new family’s scene is projected and the linked video contents are shown on the screens hung on the black walls. In the meanwhile a bright coloured fluo line – like a wireless impulse leading from the family’s projection to the central exhibit of the Media Center hardware – switches on. The fluo lines change colour according to the Media Center’s selected application (internet, tv, dvd, photo album, games).

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    Il Fuori Scala è un locale polifunzionale, pensato per offrire dalla colazione alla cena; diverse aree del locale prendono vita a seconda del momento della giornata e dei servizi offerti. Suo concept portante è“l’essenza del gusto”: il carattere di un piatto è percepito ed esaltato da piccole porzioni “fuori scala”, che danno la possibilità di sperimentare differenti combinazioni culinarie, nella massima libertà. Questo concetto viene esaltato anche negli interni: arredati in modo essenziale, ma giocando sulle dimensioni con l’inserimento di alcuni elementi fuori scala, per ampliare il contrasto delle proporzioni suggerito dalle minipietanze. “Gusto” infatti non è solo sinonimo di sapore, piacere e gradimento, ma anche di senso estetico, classe e raffinatezza.

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    "Il Fuori Scala"_purezza ed eleganza formale

    La divisione stilistica tra i due piani è ispirata proprio alle tipologie di stanza dell’hotel Nhow, camera standard e suite; come l’accoglienza, anche la ristorazione si propone in doppia versione, casual ed esclusiva. Piano terra destinato a Bistrò mentre il piano primo ad un ristorante elegante ed esclusivo.

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    Gusto” non solo sinonimo di sapore, piacere e gradimento, ma anche di senso estetico, classe e raffinatezza.

    L’ingresso principale è su via Tortona 35, fronte strada. Entrando nel locale la percezione degli elementi fuori scala è enfatizzata dalla purezza formale del locale. Dall’ingresso, a sinistra, si incontra il caffetteria; sin dal mattino vi sono esposti prodotti per la colazione, da forno e dolci vari. La caffetteria è la prima delle 4 isole funzionali dedicate alla somministrazione delle miniporzioni; sulla parete di fondo presenta una caratteristica collezione di diversi tipi di bonsai.

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    Bancone trasformabile: chiuso come banco d'appoggio per la colazione e aperto per la distribuzione delle miniporzioni

    Ognuna di queste isole è indipendente e attrezzata con i seguenti servizi: banco somministrazione dei prodotti, una serie di tavolini, cassa e bagno. Alcuni tavoli presentano sedute fuori scala, con schienali sovradimensionati che creano delle barriere visive in alcuni punti, per chi desideri maggiore privacy e raccoglimento. Superando l’isola caffetteria si incontrano, dunque, in successione le isole dedicate ad antipasti, primi e, in fondo nella sala a sinistra, ai secondi. Il cliente ha la possibilità di muoversi tra queste aree e scegliere dove consumare con la massima libertà. Le isole hanno infatti, funzionalità a sé stanti, ma con continuità stilistica, poiché presentano tutte lo stesso arredo, differenziato solo tramite la presenza di diversi corpi illuminanti fuori scala. Una fascia continua genera gli elementi funzionali caratterizzanti dell’isola, bancone e bagno, creando così un chiaro collegamento visivo.

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    Sala Lounge_ blocchi bagno e corpi luminosi valorizzano il concept del fuoriscala

    I banconi per antipasti, primi e secondi inoltre sono trasformabili: entrano in funzione negli orari di pranzo e cena, mentre durante la colazione sono chiusi e fungono da zone d’appoggio. I bagni, presenti in ogni isola, costituiscono un vero e proprio elemento scenografico del progetto, tanto da costituire dei corpi illuminanti di scale differenti. Sono infatti, dei parallelepipedi di polietilene traslucido e opalino, e si illuminano in tutte le loro pareti quando vengono occupati. Questo effetto scenografico non si percepisce solo dall’esterno ma anche all’interno dello stesso. Dalla sala, distinta da purezza formale e cromatica, entrando nel bagno si rimane come investiti da una macchia di colore verde data dal particolare rivestimento. Ogni bagno, attrezzato con antibagno, sanitario e lavandino, è concepito come universalmente accessibile, ad eccezione del bagno per bambini specificamente progettato in dimensioni minori, e disposto nell’isola dei secondi.

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    Blocco Bagno_entrando nel bagno si rimane come investiti da una macchia di colore verde in contrasto con la purezza formale del locale

    Il ristorante ha un aspetto più esclusivo e raffinato rispetto al locale polifunzionale del piano terra. La disposizione dei tavoli e la mise en place sono di classe ed eleganti ad accompagnare piatti elaborati e serviti in piccole porzioni. Sono previsti soli 32 posti a sedere per garantire un servizio di alto livello. L’elemento singolare che richiama l’attenzione del cliente è un “musciarabia” rivisitata che scherma il blocco bagni luminoso. Anche l’interno rispecchierà l’eIeganza e lo stile della sala. Anche in questo piano sono presenti i corpi illuminanti e alcuni arredi sovradimensionati, per evidenziare le suggestioni “fuori scala” .

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    Ristorante_eleganza ed esclusività formale

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    Mise en Place Ristorante

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    Sezione Trasversale


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    This project is to design a private residence along drive way in Kagawa Prefecture in Sikoku. The site was plotted by the town redemarcation project and the construction site occupies twice the size of the surrounding ones. The neighboring houses are mostly two-story-high and standing on the small sites. Therefore, 1st and 2nd floor volume are the same and box-shaped design. In contrast, this house has achieved well-balanced exterior shape by introducing long hipped roof. The roof is partly cutout and it is used as a courtyard that lets the sunlight and wind into the house, and the rooms and corridors are placed around it. What is more, living room, dining room and kitchen are connected vertically and mildly by the voids. The garden surrounding the house was tilted toward to the house in order to provide better views to all the rooms. Despite the fact that the idea of cutting out a volume from hipped roof is quite simple, it gives various volume impressions in different angles and less oppressive feeling to the neighbors. What’s more, the change of the room volumes provides various views.

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    function : private house
    location : Kagawa , Japan
    structure : wood frame
    site area : 759.89sqm
    architectural area : 281.60 sqm
    total floor area : 253.03 sqm
    completed date : 2011

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    The main objective of the new primary school Erlenmatt design is to serve the demands of the educational demands an appropriate architectural condition. The interior design offers a wide range of functionality and flexibility. The daylight is used in an optimal way. The wide plantation of the schoolyard creates a green area which provides a high standard to the exterior surroundings.Especially scheduled meeting zones in the corridors serve as exhibition spaces for the experiments and work of the students. The building concurs with the local environment of block perimeter constructions of Erlentor development and therefore adapts harmonically to the residential area. The schoolyard is designed as a garden on different levels and spans from the Erlenmattstrasse to the Erlenmattweg. Outside the regular school day people from the neighborhood and townsfolk are welcome to use/visit the garden. The utilization of the facility varies and includes such different venues as a basketball field, a playground, beds where the school kids can grow their own veggies and plants as well as the outer area of the kindergarden. The facade on the east side is mirroring the schoolyard and serves the purpose to optically extend the yard. Furthermore the face of the building reflects the transition of the seasons, the different shades of the sky and thereby symbolize the growing up process of the kids – a mirror of the neighborhood. The facade of the Erlenmattstrasse is continuing the regularity repeating structure of the Erlentor and also stands for the strict urbanistic style of the city of Basel. The rooms of the the daily center are located on the first story and have direct access to the garden. The classrooms are situated on the upper floors. Underneath the top garden the gym is located. Areas which are open to the public such as the library and the auditorium are concentrated on the ground floor. The auditorium is placed alongside the Erlenmattstrasse and acts as a display window for the Erlenmatt. On the bottom level of the garden the kindergarten is situated. The idea is to offer the youngest group a sheltered environment which will protect them from the noise and the disturbance. Therefore the kindergarten and the primary school are organized as unities which occupy their own space but still are visible to one another. The new primary school building pays tribute to the constructional and architectural characteristic of the Erlenmatt neighborhood. Lead by the ambition to contribute to an integrated development of the district the new primary school interlocks with the social live of the city and the local area. It builds the fundament of the new district Erlenmatt.

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    Realizzazione della sede milanese di uno studio legale di rappresentanza

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    Boiserie e librerie realizzate su misura da disegno

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    Reception ingresso

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    Ufficio

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    Ufficio

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    Sala riunioni

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    Sala riunioni

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    Scorcio corridoio


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    This house stands in the middle of the fields in the country. The client does firming on the side. The site draws attention from the street; however it is not a place from which one can enjoy beautiful scenery in particular. Yet the client desired to live openly in this home. Modern housing lacks the feelings of seasonal and time changes by the artificial environment. My goal was to build a home where the client can feel the seasons’ change from winter, spring, summer and fall as a farmer. In order to accomplish this, I proposed this courtyard house with a two-storied unit in the middle of the site, surrounded by a one-storied unit. I purposefully placed the two-storied unit on the south part of the site to block the sun. As a result, the shadow of the tower moves slowly though out the day. In addition, the shadows of objects and places to stay within the home move accordingly. In the summer, there would be a summer shadow. In the winter, there would be a winter shadow. The house shows different appearances in each of the four seasons. There would be a rhythm in the home’s atmosphere created by the shadow of the tower, intentionally constructed on the south part of the site. Also, the client can feel the sense of privacy at the same time as the indication of the each room by placing a small courtyard in the one-storied unit to maintain the distances in the house. In conclusion, this house is like a sundial where one can feel the change of the seasons along with the surrounding fields.

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    function : private house
    location : Kagawa , Japan
    structure : wood frame
    site area : 727.69 sqm
    architectural area : 132.21 sqm
    total floor area : 147.51 sqm
    completed date : 2009

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    Il progetto consiste nel modificare la destinazione d’uso da camera a studio di un ambiente all’interno di un grande appartamento privato; nello stesso tempo si è provveduto a sostituire la pavimentazione in tutti gli ambienti e a rinfrescare le pareti. Per quanto riguarda lo studio, è stato disegnato e progettato ogni particolare ed ogni dettaglio, scegliendo materiali di pregio: resina per il pavimento, stucco veneziano per soffitto e pareti, mobili laccati, acciaio e vetro per la scrivania realizzata su progetto. L’ambiente è caratterizzato dalla parete curva sospesa (finitura stucco veneziano grigio chiaro, come il resto delle pareti) all’interno di una nicchia con il fondo realizzato in stucco veneziano nero per sottolineare ancor di più la profondità, atta ad ospitare l’impianto tv e un piccola libreria i contrasto. Per ospitare le collezione di sfere di marmo, sono state realizzate delle apposite strutture sospese in acciaio e vetro.

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    Dettaglio scrivania

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    Scrivania e mobile annesso

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    Progetto

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    Dettaglio della struttura in acciaio della scrivania

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    Parete curva

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    Pavimentazione in resina

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    Porta sfere di marmo

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    Scorcio con scrivania

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    Nuova pavimentazione

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    Soggiorno

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    Soggiorno


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    cocktail bar

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    MaShalai è una parola di origine araba che in dialetto siciliano significa “ho avuto un momento di eccezionale piacere”

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    SINTESI PROGETTUALE. - La progettazione del tavolo è stata elaborata a partire dal desiderio di creare un prodotto capace di adattarsi a possibili e differenti esigenze di utilizzo. E’ così che le geometrie dei vari volumi che compongono il tavolo, oltre ad essere studiate ai fini estetici, sono state pensate per poter accogliere (all’interno della scocca in Cristalplant), un sistema idoneo a garantire il possibile posizionamento del piano del tavolo ad altezze diverse.

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    Vista panoramica del tavolo, configurazione "bassa"

    Grazie al sistema di regolazione, il tavolo può così essere utilizzato sia come tavolino da salotto (nella configurazione più bassa), sia come tavolo da pranzo. A completamento dell’idea progettuale, va inoltre detto che il tavolo è concepito per essere immaginato con altre dimensioni e/o proporzioni, in modo tale da creare una vera e propria famiglia di prodotti, nell’ottica di soddisfare le numerose esigenze che il mercato può richiedere.

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    Vista panoramica del tavolo, configurazione "alta"

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    Vista panoramica del tavolo nelle varie configurazioni


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    Casa in cemento armato e vetro

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    L’idea é realizzare un centro polifunzionale per il Ritiro Agonistico Boutillière, con infrastrutture per l’allenamento sportivo e strutture ricettive. Coerentemente col carattere originario dell’area, di isolamento quasi monastico, ciascuna area é pensata come nucleo a sè stante. A livello territoriale si sovrappone un gesto di ricucitura con il centro storico e i siti estrattivi, attraverso connessioni visuali e territoriali.

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    Area II: Residenze d'Epoca "Ex Villa Est e Villa Ovest"

    Connessioni visuali: un fascio luminoso che intercetta la stazione di Colonna, dalla funivia alla stazione mineraria, fa da landmark nel paesaggio notturno.

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    Area I:centro sportivo polivalente "Ex Onarmo"

    Connessioni territoriali:come diramazioni della rete esistente dei sentieri lungo la valle, nuovi punti di osservazione permettono la riscoperta del paesaggio e l’estensione del programma di allenamento.

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    Area I:tunnel del vento

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    Area II:punto d'osservazione

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    Area III: vista verso l'ostello Mèsone Nére


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    Barueri is a city in great financial and economic affirmation. The Gala Complex will rise in this city and includes an offices tower, a shopping center, a hotel, a medical facility, gardens and public plazas. Reflecting the spirit of change and dynamism that the city is experiencing, the Gala Complex will be crucial for Barueri’s development as a new financial center in Brazil.

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    GALA Complex - Overview

    So, our intention was to develop a whole new concept of project, integrated into the new economical centre of this region. With this design we pretended an exclusive, emblematic, contemporaneously and functional architectural project. With an expressive architecture, this complex is intended to be the affirmation of modernity and quality in Barueri.

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    GALA Complex - Overview II

    Concept: Our proposal was based on the urban and morphologic system of this region. We pretended to project four towers which are destinated to an office building, a medical facility, hotel and flat purposes.

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    GALA Complex - Overview Night

    - The first tower is the closest to the avenue and it is the office building. With 18 storey’s, this tower is constituted by a central point with accesses and services across the building. - The medical facility is based in the second building composed, also by 18 storeys. This tower has an identical structure of the first one, however, allowing a different spatial organization. - The third tower will be composed by Hotels and Flats. With 23 storey’s, this building, will have in the last floor services like a Restaurant, an Academy, a Spa, a Swimming Pool, a Solarium, etc. The main entrance will integrate support areas, the reception desk and other spaces destinated to conventions. - With the same structure, the fourth tower is composed only by apartments with no more than two bedrooms. Spatial Organization

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    GALA Complex - Pool View

    With a total construction area of 100.000 sqm and a parking lot to 3.580 cars, the Gala Complex, is organized in four independent but interdependent buildings. This complex has four axis of circulation. The first one is parallel to the avenue and the second and third axes are attached to the perpendicular streets to the main avenue. At least, the final axis is behind the complex and will allow access to service automobiles and parking lot.

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    GALA Complex - Lobby View

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    GALA Complex - Overview III

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    GALA Complex - Main Entrance


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    Ristrutturazione ed ampliamento di ristorante nella campagna marchigiana.

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    Henning Larsen Architects, COBE and SLA have won the international design competition for the European Spallation Source (ESS), in Lund, Sweden. ESS will become the world’s largest and most advanced facility for neutron-based research. The team also includes the engineering comapnies Buro Happold, NNE Pharmaplan and Transsolar.

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    “Researchers will travel to Lund from every corner of the world. At ESS, they will become part of a global research community. They will require space for concentrated work, but they will also need places where they can meet other researchers”, says Jacob Kurek, Partner and Architect, Henning Larsen Architects. “In the atriums found in the buildings, they will be able to meet each other informally, inspire each other, exchange ideas and share their knowledge.”

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    It will also be possible to hold meetings outdoors. Analyses of wind conditions will contribute to creating good opportunities for staying outdoors. ESS will be a research campus with a more than 600 metres long proton accelerator and a 180 metres long hall in which the protons hit a target and send neutrons off to a number of halls with measuring instruments. In the instruments, the neutrons are used to analyse the materials that the researchers are studying. ESS will also contain a number of facilities for researchers: laboratories, offices and a lecture hall. A total of 100,000 m2 will be built.

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    The research centre will be partly open to the public. A visitors’ centre will be established on the site, where visitors can gain an insight into the research activities taking place at ESS. The visitors’ centre will make it possible to present changing exhibitions.

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    “Being located at the centre of the Oresund Region, ESS may be one of the most important building complexes to be built here for many years. It is a complex that will deliver research results with enormous potentials for the future and which will set an entirely new agenda for Lund as a knowledge city and for the Oresund Region as a global research destination. It is therefore a unique and exciting task to contribute to the design of this project,” says Dan Stubbergaard, Architect and Owner of COBE.

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    Rainwater from the ESS area will be directed to low-lying areas, which will become an attraction in the local area due to their lush diversity of flowers, insects and birds.

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    “Just as the international science hub that will be developed, the surface of the landscape will be an interwoven patchwork of different fields and meadows”, says Stig L. Andersson, Creative Director at SLA. “Wild-growing vegetation and fences provide spatial distinction as well as safety barriers. All rainwater management will be handled by a new wetland landscape of lakes, marshes and meadows that also create a dynamic and ever-changing visual and spatial connection between ESS, Max IV and Lund Science Village.”

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    Research at ESS is expected to commence in 2019, while the entire facility will be completed by 2025. ESS will be an accelerator-based neutron research laboratory that will be far more powerful than existing facilities. It is expected that between 2,000 and 4,000 researchers will use the facilities each year. The technology can be used for research in everything from medicine to archaeology and sustainable energy sources.

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    In a statement about the winning proposal, ESS writes: “The proposal shows great skill and sensitivity in creating in-between spaces and a strong urban context. There is strength in the campus concept […] There is a human scale represented as well as a dramatic scale in the size of the roof structure.”

    The international design competition was conducted during the second half of 2012 and the winning proposal was selected in February 2013. Apart from the winning team, four other teams participated, including Foster + Partners, Mecanoo, Benthem Crouwel, West8, HOK and BIG. The latter was among the last two projects in the process. In the assessment of the different proposals, the judges placed emphasis on the architectural vision, flexibility, financial and functional feasibility, security, sustainability, environmental impact and processual understanding.


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