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Divisare - Projects Latest Updates

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    La finalità fondamentale della proposte integrative e migliorative rispetto al progetto definitivo posto a base di gara, è quella di permettere la realizzazione di un intervento di qualità e tecnicamente valido, che ottemperi anche alla necessità di ottimizzare il rapporto tra i benefici e i costi globali di costruzione, manutenzione e gestione. La progettazione è informata ai principi di minimizzazione dell’impegno di risorse materiali non rinnovabili, di massimo riutilizzo delle risorse naturali impegnate dall’intervento, di massima durabilità dei materiali e dei componenti, di sostituibilità degli elementi, di compatibilità dei materiali e di agevole controllabilità delle prestazioni dell’intervento nel tempo.

    navarrini architetti e associati — IPAB_residenza per anziani

    Gli interni | La cromoterapia è stata messa al centro del progetto che cerca di privilegiare lo stare e il vivere, per questo ogni tipologia di ambiente e ogni piano della casa di riposo avrà il suo colore. La cromoterapia è considerata una forma di medicina alternativa e consiste nell’utilizzo dei colori per fini terapeutici volti alla ricerca della salute e del benessere. Questa disciplina considera il colore una forma di energia che è attiva a tutti i livelli del nostro essere: fisico, mentale, emozionale e spirituale.

    navarrini architetti e associati — IPAB_residenza per anziani

    Dal punto di vista psicofisiologico è necessario fare una distinzione tra colori caldi (rosso, arancione e giallo) e colori freddi ( azzurro, indaco, violetto). Il colore verde si trova nel centro dello spettro di luce, quindi rappresenta il punto di equilibrio tra i colori caldi e freddi. Proprio per la sua azione riequilibrante e di benessere generale il colore verde è stato scelto per tinteggiare le pareti delle camere del terzo piano, I colori caldi hanno un effetto eccitante, aumentano l’attività muscolare, la pressione sanguigna, la frequenza del respiro e il battito cardiaco. Sono quindi riconducibili all’attività e all’azione. In particolare: Rosso: è il grande attivatore energetico e il padre della vitalità. (consigliato per le attività che implicano movimento, es. ginnastica dolce). Arancione: ha un’azione risolvente delle funzioni organiche e mentali, mitigando le sensazioni di oppressione. Esso combina l’energia fisica con il discernimento mentale, aiuta quindi la mente ad aprirsi e a svilupparsi.

    navarrini architetti e associati — IPAB_residenza per anziani

    stanza_tipo_verde

    L’arancione è un colore sociale (consigliato per le attività di discriminazione tattile o acustica che richiedono momenti di confronto di piccolo gruppo). Giallo: emana correnti positive. Ha un potere vivacizzante e stimola le capacità di ragionamento. I toni freddi hanno un effetto calmante e rilassante e abbassano i parametri della pressione sanguigna, della frequenza cardiaca e respiratoria. Blu: la sua luce è rinfrescante e calmante, modera e fa dimenticare le preoccupazioni. Ha un effetto molto tranquillizzante su persone aggressive e impazienti. Il celeste in particolare fa bene agli occhi, calma e rilassa.

    navarrini architetti e associati — IPAB_residenza per anziani

    stanza_tipo_indaco

    Sistemazioni esterne | Un ruolo importante nel progetto, per la fruibilità del complesso da parte degli ospiti, è la sistemazione esterna. Il progetto dell’ area esterna, vuole ridare il giusto peso a questo luogo attraverso pochi interventi di riorganizzazione di alcuni spazi e l’ uso di materiali che diano una “impronta verde” più netta e definita. Il progetto mira a coinvolgere da subito il fruitore nell’ atmosfera rilassata e silenziosa del giardino. L’idea progettuale è stata quella di riempire il “vuoto urbano” percepito in precedenza, attraverso la creazione di uno spazio connettivo multifunzionale, aggregativo, antistante il nuovo blocco della casa di riposo.

    navarrini architetti e associati — IPAB_residenza per anziani

    il giardino

    L’elemento centrale della nuova organizzazione dello spazio verde è“ l’albero” come centro da cui partire, proiettando, attraverso l’elemento ad anello che lo circonda (un muretto in cls alto cm 50 che funge da seduta) un movimento centrifugo, verso la città, e un movimento centripeto verso la casa di riposo, atto a riempire il “vuoto urbano”, dando vita ad uno spazio aggregativo come luogo di sosta e d’incontro privilegiato tra la città e gli ospiti della struttura, ma anche in grado di proporsi come intimo e protettivo luogo di incontri tra singoli ospiti e visitatori. Si è cercata anche una proposta alternativa, di miglioria, a quella indicata nel progetto definitivo, spostando i percorsi esterni tra i due edifici (quello oggetto di intervento e quello dei servizi amministrativi) con un collegamento più diretto, che viene intercettato dal “Tunnel” di collegamento (previsto, ma non oggetto del progetto definitivo) che viene ridefinito nella forma e pensato come spazio “hall di ricevimento” ambivalente per i due edifici o come giardino d’inverno.

    navarrini architetti e associati — IPAB_residenza per anziani

    spazi_comuni

    Lo spazio verde è stato pensato come un giardino “terapeutico”, che funga da stimolo per le capacità residue dell’anziano: lo spazio è stato attrezzato in modo che l’anziano possa muoversi liberamente senza pericoli, attraverso un percorso guidato in cui si può passeggiare nel verde, sostare seduto su una panchina all’ombra di un albero. Un percorso sensoriale volto a ridurre i problemi di disorientamento, rallentare il declivio delle capacità funzionali legate alle malattie, stimolare le capacità residue e la memoria nei riguardi delle attività precedenti, quali la coltivazione dell’orto, la cura dei fiori, le passeggiate in giardino, ecc. Lo spazio verde si configura così come suddiviso in uno spazio dei sensi (tatto, olfatto e vista) ed uno spazio connettivo: il primo è caratterizzato da piccole zone con spazi dedicati a specifiche essenze anche mediante l’introduzione di vasconi in cls alte 90 cm per favorire attività di giardinaggio, o di manipolazione di piante, fiori, per rendere agibile l’attività senza doversi piegare; lo spazio connettivo si configura invece come elemento semplice (ad anello) e ben delineato, privo di ostacoli fisici, attorno ad uno degli alberi esistenti. Gli elementi che si incontrano in questo percorso guidato si pongono così come punti di riferimento, come mete da raggiungere, in modo da stimolare le capacità mnesiche e l’orientamento spaziale di chi lo percorre. Le pavimentazioni della sistemazione esterna giocano un ruolo fondamentale per una nuova configurazione del giardino, che mira a integrare i percorsi con le aree a verde.

    navarrini architetti e associati — IPAB_residenza per anziani

    combinazioni_cromatiche

    I percorsi orizzontali che corrono lungo il giardino sono pensati in lastre di granito grigio mentre i restanti percorsi del giardino saranno in graniglia calcarea. La scelta è funzionale alla tipologia di utenza (persone con disabilità motorie) per la compattezza della pavimentazione, per le sue caratteristiche di compatibilità con il contesto naturale e del giardino formale della casa di riposo.

    navarrini architetti e associati — IPAB_residenza per anziani

    dettagli_area_esterna

    Anche la scelta delle essenze arboree ed arbustive è stata orientata verso la ricostituzione di un paesaggio della memoria, di un ambiente familiare, facilmente riconoscibile in cui il degente si possa trovare a suo agio. La ricerca si è orientata così su essenze locali, rustiche, che rispondano a requisiti ecologico-ambientali, diano buone garanzie di impianto, riproponga un paesaggio locale compatibilmente alle essenze esistenti e sopratutto siano facilmente identificabili dagli ospiti della struttura.

    navarrini architetti e associati — IPAB_residenza per anziani

    stanza_tipo

    navarrini architetti e associati — IPAB_residenza per anziani

    sistemazione_giardino_sensoriale

    navarrini architetti e associati — IPAB_residenza per anziani

    stanza_tipo_finiture

    navarrini architetti e associati — IPAB_residenza per anziani

    miglioramento_benessere

    navarrini architetti e associati — IPAB_residenza per anziani


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    Armani/Silos è uno spazio vivo e aperto, che illustra l’esperienza professionale di Giorgio Armani, svelando un patrimonio ricco di competenze uniche. uno spazio in cui progettare il futuro, vetrina dei nuovi orientamenti e stili di vita, capace di cogliere l’evolversi dei tempi e il mutare delle culture. L’apertura ufficiale dello spazio, realizzato in accordo e con il patrocinio del comune di milano avverrà in concomitanza con l’inaugurazione di Expo Milano 2015, di cui Giorgio Armani è special ambassador per la moda.

    Giorgio Armani — Armani/Silos

    L’Armani/Silos, situato in via Bergognone 40, sorge nel luogo dove originariamente era situato un deposito di una grande industria multinazionale. “Ho scelto di chiamarlo silos perché lì venivano conservate le granaglie, materiale per vivere. e così, come il cibo, anche il vestire serve per vivere”, ha spiegato Giorgio Armani. L’edificio, costruito nel 1950, a seguito dell’intervento di ristrutturazione si sviluppa su quattro livelli per una superficie di circa 4.500 metri quadrati. Lo stilista ha immaginato e seguito direttamente il progetto.

    Giorgio Armani — Armani/Silos

    La ricerca di semplicità, la predilezione per le forme geometriche regolari e il desiderio di uniformità hanno dato vita a un’architettura sobria e monumentale al tempo stesso, seguendo la regola dell’ordine e del rigore. controcorrente rispetto alla tendenza dell’architettura contemporanea, per il progetto di via Bergognone Giorgio Armani ha volutamente ricercato la forma razionale. Le aree relative alle varie attività all’interno dell’edificio sono state progettate con la stessa logica: rispondere con razionalità alle esigenze funzionali, sempre nel rispetto della natura del luogo.

    Giorgio Armani — Armani/Silos

    L’intervento ha conservato la curiosa sagoma originaria dell’edificio – la forma ricorda quella di un alveare, metafora di laboriosità– rafforzando l’identificazione tra il nuovo spazio espositivo e il dinamismo creativo di giorgio armani e la sua filosofia estetica che ricerca l’essenzialità liberando da orpelli e, in generale, da elementi superflui. unico elemento distintivo è la finestra a nastro che segna il perimetro dell’edificio, quasi come una corona, definendone la massa compatta. All’interno l’edificio è organizzato secondo uno schema distributivo a basilica con un ‘foro’ aperto a tripla altezza sul quale si affacciano due livelli di navate laterali. I soffitti dipinti di nero, a contrasto con i pavimenti in cemento grigio, mostrano oltre alla struttura in ferro dei nuovi solai, tutti gli impianti elettrici, di riscaldamento e raffreddamento oltre a quelli di illuminazione. La scala centrale, che collega i quattro livelli e organizza il percorso, attraversa un vano verticale, lasciando percepire a chi sale la grande altezza e dimensione della struttura. la facciata a vetri del foyer, scabra ed essenziale, attira l’interesse e la curiosità dei passanti.

    Giorgio Armani — Armani/Silos

    Lo spazio propone, oltre all’esposizione, un gift shop, una caffetteria aperta sulla parte interna e l’archivio digitale. Quest’ultimo raccoglie schizzi, disegni tecnici esemplificativi e materiale relativo alle collezioni prêt-à-porter e di alta moda Giorgio Armani privé ed è dedicato ai ricercatori e agli appassionati che desiderano approfondire il lavoro e l’universo stilistico di giorgio armani. Situato all’ultimo piano, l’archivio è consultabile gratuitamente e si avvale di un sistema di catalogazione sviluppato appositamente per armani/silos. workstation, tavoli touchscreen e un’area proiezioni sono gli strumenti messi a disposizione del pubblico per la consultazione e lo studio.

    La mostra di apertura, che si articola su tutti e quattro i piani, è un excursus sui 40 anni di lavoro dello stilista e comprende 600 abiti e 200 accessori, dal 1980 a oggi, delle collezioni giorgio armani. la selezione è suddivisa secondo alcuni temi che hanno ispirato e che continuano a ispirare il lavoro creativo dello stilista. al piano terra la sezione daywear, al primo la sezione esotismi seguita, al secondo piano, da cromatismi. Il terzo e ultimo piano è infine dedicato alla tematica luce.

    “Allestire armani/silos, decidere che cosa esporre e con quali modalità, concentrarsi sui temi che meglio possono riassumere un pensiero e uno stile, mi ha aiutato a riflettere su 40 anni di lavoro, con passione ma anche con equilibrio. Perché la moda, che sembra vivere in un eterno presente, ha necessità di riflettere su se stessa e sulle proprie radici proprio per proiettarsi nel futuro, accompagnando e spesso anticipando i grandi mutamenti sociali. ricordarci come siamo stati ci aiuta a capire come potremo essere”, ha aggiunto lo stilista.

    Il ministero dello sviluppo economico ha deciso di celebrare il quarantennale della Giorgio Armani e l’apertura dell’Armani/Silos con l’emissione di un francobollo speciale, tributo riconosciuto alle eccellenze produttive italiane. Il francobollo che riporta lo schizzo del silos realizzato dallo stilista, avrà una tiratura limitata di 800.000 esemplari, disponibili in tutta Italia.

    Armani/silos sarà aperto al pubblico, sei giorni a settimana, a partire dal 1° maggio, con il seguente orario: martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 11 alle 20; giovedì e sabato dalle 11 alle 22. Sul sito dedicato e già attivo www.armanisilos.com è possibile avere informazioni, effettuare la prenotazione dei biglietti e scoprire in anteprima una parte dei contenuti dell’archivio digitale.


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    The proposed development is located in a seafront location overlooking the promenade and is to act as an anchor development to help regenerate this area. Fronting onto the promenade at ground and first floor levels active frontage is proposed, this most likely will be in the form of cafes and restaurants. The reset of the development, including the eight and twelve floor towers to the site frontage is to be residential apartments.

    Davis Landscape Architecture — Marine Plaza

    Davis Landscape Architecture - Marine Plaza Southend on Sea Mixed Use Landscape Masterplan

    At the heart of the scheme is one large public space with planting, this is located over basement car parks. This car park provides all the parking for this development. This central landscape, as well as providing amenity space for residents and visitors to this development, must provide service vehicle access across the site. The planting in the central part of this site is maritime in nature and is planted through a mulch reminiscent of a dune landscape.

    Davis Landscape Architecture — Marine Plaza

    Davis Landscape Architecture - Marine Plaza Southend on Sea Mixed Use Landscape Render Visualisation

    Davis Landscape Architecture — Marine Plaza

    Davis Landscape Architecture - Marine Plaza Southend on Sea Mixed Use Landscape Principals Diagram

    Davis Landscape Architecture — Marine Plaza

    Davis Landscape Architecture - Marine Plaza Southend on Sea Mixed Use Landscape Rendered Concept Sketch

    Davis Landscape Architecture — Marine Plaza

    Davis Landscape Architecture - Marine Plaza Southend on Sea Mixed Use Landscape Rendered Section


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    Che si adoperi la fermentazione dell’uva o del malto, del riso o dell’orzo, dalla semplice necessità di nutrirsi l’uomo ha articolato, nei secoli, un’affascinante tradizione di tecniche e competenze, che hanno generato esperienza, conoscenza e tradizione, ma anche senso estetico, gusto e piacere. Da oltre 80 anni collocata in una delle regioni italiane più vocate alla viticoltura, Cantina Valpolicella Negrar (VR), si inserisce con il marchio Domìni Veneti ® fra le top label mondiali, distinguendosi per la sua produzione di eccellenza con vini celebri quali il Valpolicella, Ripasso, Recioto ed Amarone. Raccogliendo la domanda di una società sempre più attenta alla qualità della vita e dei beni di consumo, Cantina Valpolicella Negrar intende rimettere mano ai luoghi della propria filiera produttiva investendo in un ambizioso progetto architettonico orientato ad onorare l’eccellente oggetto della propria attività vinicola. Non più solo un mero opificio ma un luogo di cultura, formazione e degustazione, ad uso di coloro i quali desiderino accostarsi ad una delle più affascinanti espressioni del sapere e dell’ingegno umano: il vino.

    Giuseppe Parisi  — WCC - Wine Culture Centre

    Giuseppe Parisi  — WCC - Wine Culture Centre

    Giuseppe Parisi  — WCC - Wine Culture Centre

    Giuseppe Parisi  — WCC - Wine Culture Centre

    Giuseppe Parisi  — WCC - Wine Culture Centre

    Giuseppe Parisi  — WCC - Wine Culture Centre

    Giuseppe Parisi  — WCC - Wine Culture Centre

    Giuseppe Parisi  — WCC - Wine Culture Centre

    Giuseppe Parisi  — WCC - Wine Culture Centre

    Giuseppe Parisi  — WCC - Wine Culture Centre

    Giuseppe Parisi  — WCC - Wine Culture Centre

    Giuseppe Parisi  — WCC - Wine Culture Centre

    Giuseppe Parisi  — WCC - Wine Culture Centre

    Giuseppe Parisi  — WCC - Wine Culture Centre

    Giuseppe Parisi  — WCC - Wine Culture Centre

    Giuseppe Parisi  — WCC - Wine Culture Centre

    Giuseppe Parisi  — WCC - Wine Culture Centre

    Giuseppe Parisi  — WCC - Wine Culture Centre

    Giuseppe Parisi  — WCC - Wine Culture Centre

    Giuseppe Parisi  — WCC - Wine Culture Centre


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    Il progetto si pone l’obiettivo di riqualificare il lungomare di Porto Recanati, partendo dal riuso dell’ ex deposito della Montecatini denominato “Capannone Nervi”. Da più di quarant’anni esso giace in condizione di abbandono lungo la costa settentrionale del Comune. Il vincolo monumentale imposto dalla Soprintendenza lo ha protetto dall’abbattimento e ne tutela la riqualificazione, la quale ad oggi non trova ancora un programma funzionale adatto e compiuto. L’abbandono del capannone diviene la motivazione per riflettere sul dibattito contemporaneo della rigenerazione urbana partendo dalla riqualificazione di un’ex area industriale dismessa in un piccolo centro costiero e su come questa possa essere elemento propulsore per un intervento che coinvolga l’intero territorio comunale. Il progetto rilegge in maniera strategica la proposta di un porto turistico nei pressi del capannone, presente nel PRG,sostenendo come un elemento fisico di questo tipo diventi elemento di protezione per l’erosione costiera e per il capannone stesso che a causa delle frequenti mareggiate rischia di essere “cancellato” portando con sè la storia del luogo. Il progetto si pone dunque la volontà di configurare un nuovo sistema in grado di ricucire il centro storico di Porto Recanati e il quartiere residenziale-turistico di Scossici, ponendo attenzione all’esigenze del territorio e della popolazione. L’obiettivo del lavoro di ricerca e della sperimentazione progettuale è quello di lavorare con la storia e con la memoria dei luoghi riattivando un luogo simbolo dell’economia portorecanatese attraverso lo studio delle opportunità e delle necessità che emergono dalla lettura del territorio. Un nuovo disegno che rilegga la tracce e le misure in rapporto al “palinsesto” di segni dal passato sovrapposti gli uni agli altri, cancellati e ritrovati per costruire il nuovo.

    Giulia Nobili, Francesca Modica — Finestra sul Mare

    Casa del mare: la corte interna.

    L’abbandono del Capannone Nervi offre lo spunto per lo studio del territorio in relazione alle criticità e le potenzialità presenti nella realtà urbana. Sin dalle prime letture appare evidente come dapprima la morfologia del territorio e la vicinanza con Recanati e Loreto, poi le prime organizzazioni produttive, abbiano garantito un territorio fortemente ricco e identitario; manca tuttavia una coesione nelle polarità presenti sul territorio e la connessione tra i diversi insediamenti urbani. Strategicamente si intende pertanto favorire il dialogo tra tessuto storico consolidato e i nuclei di nuova espansione turistica, cercando uno strumento che riesca a dare risposta, in termini progettuali, ad una coesione tra memoria storica-culturale e nuovi insediamenti produttivi. Nondimeno si pone l’attenzione sul rapporto tra gli elementi produttivi naturali, quali campi coltivati e mare, ricchezze primigenie dell’economia del territorio. Ci siamo chieste allora come la riqualifica dell’ex magazzino della Montecatini potesse diventare il propulsore di una rigenerazione a scala maggiore, coinvolgendo tutto il territorio e provando a superare diverse problematiche descritte. Osservando la misura che costituisce l’ingombro planimetrico del magazzino (60 m), si può notare come questa sia facilmente ripetibile all’interno del tessuto urbano, che riesca a garantire un disegno dell spazio urbano e la definizione di due limiti strategici del’intervento: piazza Brancondi, la più antica di Porto Recanati, un’area verde nel cuore della frazione turistica di Scossicci. Dalla ripetizione della misura del Capannone Nervi si struttura un nuovo disegno architettonico capace di tenere assieme tutto l’intervento (che assume a questo punto il calibro dell’intera area che dal Capannone Nervi si estende sino al cavalcavia ferroviario). Il modulo di 60 m fissa, oltre al Capannone, un secondo elemento in grado di gestire lo spazio. Questo nuovo edificio diviene soglia tra le diverse condizioni della città, prima descritte, nonchè secondo terminale per strutturare il porto, ripensato rispetto a quello presente nel PRG. Il porto si estende secondo una misura tale da garantire un’adeguata protezione dai venti, un numero sufficiente di posti barca e una forma il più possibile conforme alla normativa, strutturando pertanto un vero e proprio recinto d’acqua.

    Giulia Nobili, Francesca Modica — Finestra sul Mare

    Capannone Nervi: Spazio ristorazione.

    Il suolo, così come il percorso, è quindi per noi il mezzo attraverso il quale far dialogare la preesistenza con l’edificio di nuova realizzazione, la Casa del Mare. Il livello sul quale giace il Capannone è stato volutamente lasciato essenzialmente libero per poter mantenere il più possibile le condizioni originarie del Nervi. Gli unici elementi che vanno a occupare il suolo, un tempo libero, sono la lega navale all’interno di un volume vetrato affinchè si percepisca poco il volume costruito e si mantenga una continuità anche visiva con il porto e quindi con il mare, e i servizi legati al porto e al rimessaggio delle imbarcazioni di piccole dimensioni. Queste ultime attività sono racchiuse però da un volume totalmente chiuso verso l’esterno e che risulta quasi inglobato dal nuovo suolo che si innalza per raggiungere la quota di + 6.10m s.l.m. Per raggiungere tale scopo è stato allineato alla struttura del porto quasi nascondendone anche gli ingressi e facendo si che risultasse quasi lo sviluppo naturale del nuovo livello. Proseguendo alla quota successiva si incontrano servizi legati più alla città sia da un punto di vista funzionale che tematico. Le diverse realtà che vanno a caratterizzare Porto Recanati sono state unite da un percorso che le attraversa e che le rende maggiormente coese conferendo loro unità. Questo percorso, protagonista del nostro masterplan, ha il suo culmine proprio laddove le diverse condizioni che ci circondano (edificato consolidato, edificato dei villaggi, mare e agricoltura) vanno ad incontrarsi e a coesistere, ovvero, all’interno della nostra area di progetto. Analogamente a quanto fatto a livello di masterplan, il nostro progetto viene ad essere quindi proprio il filtro attorno al quale il percorso continua, unisce le diverse realtà presenti anche al suo interno e si sviluppa come rampa fino a raggiungere il nuovo suolo. La rampa diviene l’unico elemento che permette la visione completa del paesaggio e quindi che mette, ancora una volta, in connessione le realtà circostanti. Da qui deriva l’intenzione progettuale di voler chiudere il più possibile l’edificio per far sì che solo attraverso questa passeggiata esterna che collega i differenti livelli del suolo e dell’edifico si possa godere della vista dell’intorno. Come detto, l’edificio viene quindi ad essere estremamente chiuso verso l’esterno prendendo così luce dalla corte interna e andando quindi a creare un ambiente interno più introspettivo.Le uniche che fanno da eccezione sono delle aperture scavate nel muro e strombate per poter aprirsi verso punti ben precisi del paesaggio, ovvero il Capannone Nervi e il mare con il Monte Conero come sfondo. Queste aperture vanno a caratterizzare i prospetti del nostro edificio evidenziando maggiormente il rapporto mirato e preciso che c’è tra interno ed esterno ma che è permesso, nella sua totalità, dal percorso che corre lungo il perimetro esterno. Nel prospetto nord-est sono presenti altre piccole aperture che vengono ad essere non delle superfici vetrate attraverso le quali ammirare il paesaggio o illuminare l’ambiente interno, bensì dei giochi di luce che accentuano l’ambiguità del rapporto che vige tra interno ed esterno. Analogamente, al piano superiore, ritroviamo questi giochi di luce creati da lucernari che corrono lungo lo spazio espositivo sfruttando al massimo l’illuminazione naturale.

    Giulia Nobili, Francesca Modica — Finestra sul Mare

    Vista complessiva del progetto

    Il mercato, con orientamento principale est – ovest, presenta due ingressi: il principale sul fronte nord davanti al quale si apre un’ampia piazza ribassata che va a calcare la traccia originaria del capannone e, durante il periodo estivo, predisposta a divenire uno spazio aperto del mercato sia per la vendita che per il consumo di prodotti. Il secondario invece, collocato sul fronte opposto, è stato pensato come ingresso di servizio dal quale si può facilmente accedere sia all’area di carico – scarico merci sia, all’interno, alle aree di deposito. All’interno della struttura esistente viene inserita una seconda struttura, non più in calcestruzzo armato, ma bensì in acciaio. In particolare si tratta di una struttura ad albero che va a sorreggere i solai sovrastanti e che, di conseguenza, non va in alcun modo a danneggiare o a modificare gli archi portanti esistenti. Entrambe le strutture vengono chiuse da una “scatola” vetrata che va ad appoggiarsi sull’esistente senza alterare in alcun modo lo stato attuale ma, bensì, rendendolo più vivibile dalla popolazione anche nei periodi più freddi. Vengono inoltre adottati alcuni accorgimenti per migliorare il comfort interno dell’edificio. Innanzitutto attraverso un diverso trattamento dei prospetti vetrati che, pur mantenendone la scansione, vanno a sostituire i vecchi in laterizio e vengono schermati da un sistema di brise-soleil lungo il prosetto sud. In secondo luogo, attraverso i serramenti laterali apribili e le aperture presenti lungo il timpano in copertura viene garantito un sistema di ricircolo dell’aria. Sfruttando la scansione verticale dettata dall’ala del capannone il mercato è strutturato principalmente sue due livelli: quello inferiore dedicato alla vendita al dettaglio di prodotti principalmente ittici, e quello superiore per la vendita e il consumo in loco. In particolare, ogni spazio di vendita viene attrezzato per il lavaggio e il taglio del pesce e, al piano superiore, per la preparazione e la cottura delle pietanze. Tra questi livelli ne vene predisposto un terzo ad uso esclusivo del personale, utilizzato come spazio di servizio per il deposito delle merci. Una centrale doppia altezza caratterizzata da una grande scala e dagli impianti di risalita a vista va a collegare e mettere in comunicazione queste tre diverse realtà.

    Al termine di questo lavoro di tesi è possibile avanzare alcune conclusioni. La realtà portorecanatese offre solo un esempio tra tanti che si trovano in Italia e non solo. Se gli spazi dismessi sono i nuovi monumenti della società contemporanea, tanto da essere, in casi come quello appena osservato, tutelati dalla Soprintendenza, vien da sè che essi debbano esprimere intenzioni e strategie probabilmente utili all’ambiente in cui si trovano. In quanto monumenti hanno la potenzialità di diventare propulsori per l’inizio di una rigenerazione urbana che qualifichi il territorio e offra nuove soluzioni alle criticità riscontrate. Il caso di Porto Recanati, e come è stato sviluppato dal punto di vista progettuale in questa tesi, è una scelta strategica tra molte possibili, una dichiarazione di intenti che a nostro avviso riesce a risolvere nella maniera migliore le opportunità presentate. Proprio perchè crediamo che il lavoro debba essere fatto tanto sul monumento architettonico che sul suo intorno, l’edificio di nuova costruzione diviene forse la sfida più grande all’interno del contesto in cui si è scelto di operare. La stratificazione data dalla memoria industriale e dalla morfologia del terreno, le richieste presentate nel PRG e le necessità espressa dalla città offrono un panorama vasto e spesso complicato da leggere e strutturare. La nostra intenzione è stata quella di ridefinire l’area usando il più possibile ciò che già era sedimentato nel luogo, lavorando per recinti, finestre in cui inquadrare il paesaggio. Emerge quindi come il progetto di riuso, muovendosi tra le porosità del tessuto urbano, si ponga come occasione fondamentale per ridisegnare la città dalle sue preesistenze, spostando l’attenzione dalle strategie di ampliamento e di nuova edificazione a quelle di trasformazione dell’esistente.


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    The location of the chapel inside the park of the cross of Saint Anne, explains the challenge that demanded this project: create a religious space within a recreational and tourism.

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    The site chosen for the chapel was a gap in the forest with a difference in height between the access road and the chapel of 15 meters.

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    The height difference was resolved through pedestrian ramps to get to the entrance plaza, which besides being an atrium is itself a space for contemplation of the landscape.

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    The chapel is a prism double envelope, the outside is white and the inside is covered in wood. The outer volumes is defined by the directionality to the cross and the lateral connection to the atrium plaza.

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    The position of the balcony-atrium high above the main road, seeks to isolate the space from the tourist circuit and allows the realization of ceremonies with a greater number of faithful in comparison with the interior capacity.

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    The income occurs perpendicular to the axis of the chapel, this creates the possibility that the casual visitor can cross the ship without interfering with the proper scope of prayer. At a lower level services and sacristy are located, to wean operation.

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    The geometry originates from the double tension between the views of the cross and the connection with the court-side terrace. When the chapel is seen by far the contrast between materials: basalt stone walls, white surround and wooden interior, emphasize its composition.

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    Location / Main Concept

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    General Plan

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    Main Floor

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    -1 level Floor

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    Sections and Elevations

    CELLA estudio de arquitectura, Ramiro Sosa (Photographer) — Saint Anne Chapel

    Constructive Detail


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    “Eureka Springs, AR—Thorncrown Chapel has released a series of new photographs to commemorate its thirty-fifth anniversary in June 2015. Atlanta photographer Randall Connaughton has captured views of the landmark chapel and its forested mountain locale through the seasons in 2014-15, many of which are the first of their kind.

    Euine Fay Jones — Thorncrown Chapel

    These are the first professionally produced photographs created for use by Thorncrown Chapel since a single image was produced in 1980 that garnered its acclaim. Unfettered access to a restrictive site has permitted views previously unseen by the general public that are vital to a complete appreciation of its architecture and relationship to its environment.

    Euine Fay Jones — Thorncrown Chapel

    Doug Reed, Pastor of Thorncrown Chapel and son of its founder, Jim Reed, states that “Connaughton has photographed Thorncrown more extensively than anyone ever has before, and he has labored to capture its essence. His images will help people understand how extraordinary Fay Jones’ work was.” Randall Connaughton, a former architect now specializing in architectural photography, describes the project as “an effort to add new depth to the visual record of Thorncrown Chapel and bring its transcendent experience to a wide audience.”

    Euine Fay Jones — Thorncrown Chapel

    Thorncrown Chapel, remotely located in the Ozark Mountains of Arkansas, was designed by E. Fay Jones, a protégé of the pioneering architect Frank Lloyd Wright. It is internationally acclaimed for its innovative design, respect for natural materials, and sensitivity to its surroundings.

    Euine Fay Jones — Thorncrown Chapel

    Winner of the American Institute of Architects’ Design of the Year Award for 1981 and AIA’s prestigious 25 Year Award, Thorncrown Chapel is ranked by the AIA as the fourth most important building of the twentieth century. The photographic series is ongoing and the entire collection is expected to be published in a forthcoming book.” by Pastor Doug Reed

    Euine Fay Jones — Thorncrown Chapel

    For more information: www.thorncrown.com/photogallery.html www.randallconnaughton.com

    Euine Fay Jones — Thorncrown Chapel

    Euine Fay Jones — Thorncrown Chapel

    Euine Fay Jones — Thorncrown Chapel

    Euine Fay Jones — Thorncrown Chapel

    Euine Fay Jones — Thorncrown Chapel

    Euine Fay Jones — Thorncrown Chapel

    Euine Fay Jones — Thorncrown Chapel

    Euine Fay Jones — Thorncrown Chapel

    Euine Fay Jones — Thorncrown Chapel

    Euine Fay Jones — Thorncrown Chapel

    Euine Fay Jones — Thorncrown Chapel

    Euine Fay Jones — Thorncrown Chapel

    Euine Fay Jones — Thorncrown Chapel


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  • 05/27/15--00:55: Gran Fierro - Formafatal
  • A new Argentinean restaurant was opened in mid-December 2014 in the center of Prague – Gran Fierro situated in a functionalistic travertine panelled building in Vorsilska street. The owner of the restaurant, Juan Cruz Pacin, is from Buenos Aires, and as he has been living in Prague for some time, he decided to bring a piece of Argentina to the heart of Europe. South American cuisine, great cocktails or evenings with Argentinean tango meet here bar atmosphere where also a DJ is present. Architects Dagmar Štěpánová and Katarína Varsová from the studio Formafatal, who designed the interior, divided the space into two main parts, each in different elevation. Well-lighted area at the entrance is dominated by a bar in the center, while at the back you will find a more intimate area with tables, a chill-out zone with armchairs and a lounge. Still, within the area of 250 m2, you can see the kitchen and chefs immediately once you enter the restaurant. All the features are linked up with patina wood tables, shelving systems from metal reinforcing bars and upholstery made of real Argentinean belts. The combination of industrial and retro features with the touch of South America created space which is definitely worth trying.

    Formafatal — Gran Fierro

    Formafatal — Gran Fierro

    Formafatal — Gran Fierro

    Formafatal — Gran Fierro

    Formafatal — Gran Fierro

    Formafatal — Gran Fierro

    Formafatal — Gran Fierro

    Formafatal — Gran Fierro

    Formafatal — Gran Fierro

    Formafatal — Gran Fierro

    Formafatal — Gran Fierro

    Formafatal — Gran Fierro

    Formafatal — Gran Fierro

    Formafatal — Gran Fierro

    Formafatal — Gran Fierro

    Formafatal — Gran Fierro

    Formafatal — Gran Fierro

    Formafatal — Gran Fierro

    Formafatal — Gran Fierro

    Formafatal — Gran Fierro

    Formafatal — Gran Fierro

    Formafatal — Gran Fierro

    Formafatal — Gran Fierro


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    Bartolo Villemard’s approach stems from a social humanist involvement which outlines possible contexts relative to modes, program and use. Notions of use, comfort and domesticity are in fact the foundation of a series of studies that guides the agency to deliver quality housing.

    BVAU / Bartolo Villemard Architecture Urbanisme — Winter gardens

    In the vast neighbourhoods being redevelloped in the sector Clichy-Batignolles at the northern borders of Paris and which lie along disused railway land, one of their stand out structures is a housing block featuring 200 “hanging gardens” (or exterior conservatories) which cover the height and breadth of the building’s exterior, lending a noteworthy aspect and neatly proportioned volume. Throughout the year, one can eat with his family, read in the sun, cross his apartment from the outside.

    BVAU / Bartolo Villemard Architecture Urbanisme — Winter gardens

    Brief: 98 social housing units and one nursery. Adress: 23 rue Georges Picquart, Paris 17e, France. Client: ICF Habitat La Sablière. Urban developper: Espaces ferroviaires. Project managment: Bartolo Villemard Architectes Urbanistes. Chef de projet : Élodie Heim Besson. ARCOBA (TCE + HQE), D’ici la Paysagistes, VSA (Façades), Cost: 14 300 000 € HT. Environmental profile: BBC Plan climat Ville de Paris, Habitat & Environnement, Profil A. Surface area: 8 500 sq. m net.

    BVAU / Bartolo Villemard Architecture Urbanisme — Winter gardens

    BVAU / Bartolo Villemard Architecture Urbanisme — Winter gardens

    BVAU / Bartolo Villemard Architecture Urbanisme — Winter gardens

    BVAU / Bartolo Villemard Architecture Urbanisme — Winter gardens

    BVAU / Bartolo Villemard Architecture Urbanisme — Winter gardens

    BVAU / Bartolo Villemard Architecture Urbanisme — Winter gardens

    BVAU / Bartolo Villemard Architecture Urbanisme — Winter gardens

    BVAU / Bartolo Villemard Architecture Urbanisme — Winter gardens

    BVAU / Bartolo Villemard Architecture Urbanisme — Winter gardens

    BVAU / Bartolo Villemard Architecture Urbanisme — Winter gardens

    BVAU / Bartolo Villemard Architecture Urbanisme — Winter gardens

    BVAU / Bartolo Villemard Architecture Urbanisme — Winter gardens


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    The apartment is situated in a newly built housing project in Ljubljana. Our client was a vibrant

    Arhitektura d.o.o., Boštjan Gabrijelčič, Aleš Gabrijelčič— Black line apartment in Ljubljana

    Jure Goršič

    young couple who was looking for an open living space connected with various functions. The

    Arhitektura d.o.o., Boštjan Gabrijelčič, Aleš Gabrijelčič— Black line apartment in Ljubljana

    Jure Goršič

    original plan dimensions are 12.80 m x 5.40 m with a small terrace. Our idea was to put all the

    Arhitektura d.o.o., Boštjan Gabrijelčič, Aleš Gabrijelčič— Black line apartment in Ljubljana

    Jure Goršič

    required services along the two longitudinal walls of the living room. The master bedroom and the

    Arhitektura d.o.o., Boštjan Gabrijelčič, Aleš Gabrijelčič— Black line apartment in Ljubljana

    Jure Goršič

    children room remained on the other side of the apartment. In order to preserve as much open

    Arhitektura d.o.o., Boštjan Gabrijelčič, Aleš Gabrijelčič— Black line apartment in Ljubljana

    Jure Goršič

    space as possible we put in an 8 m long element study desk with bookshelves and a sitting bench by

    Arhitektura d.o.o., Boštjan Gabrijelčič, Aleš Gabrijelčič— Black line apartment in Ljubljana

    Jure Goršič

    the entrance. On the other longitudinal wall there is a 5.60 m long kitchen with all the service

    Arhitektura d.o.o., Boštjan Gabrijelčič, Aleš Gabrijelčič— Black line apartment in Ljubljana

    Jure Goršič

    needed. We aimed for the right contrast between the newly introduced elements and the very

    Arhitektura d.o.o., Boštjan Gabrijelčič, Aleš Gabrijelčič— Black line apartment in Ljubljana

    Jure Goršič

    bright living room space. Combination of black painted furniture elements with oak and wooden

    Arhitektura d.o.o., Boštjan Gabrijelčič, Aleš Gabrijelčič— Black line apartment in Ljubljana

    Jure Goršič

    flooring gives us a feeling of elegance and openness which is exactly what we were looking for in this

    Arhitektura d.o.o., Boštjan Gabrijelčič, Aleš Gabrijelčič— Black line apartment in Ljubljana

    Arhitektura d.o.o.

    70 m2 apartment.

    Arhitektura d.o.o., Boštjan Gabrijelčič, Aleš Gabrijelčič— Black line apartment in Ljubljana

    Arhitektura d.o.o.

    Arhitektura d.o.o., Boštjan Gabrijelčič, Aleš Gabrijelčič— Black line apartment in Ljubljana

    Arhitektura d.o.o.

    Arhitektura d.o.o., Boštjan Gabrijelčič, Aleš Gabrijelčič— Black line apartment in Ljubljana

    Arhitektura d.o.o.

    Arhitektura d.o.o., Boštjan Gabrijelčič, Aleš Gabrijelčič— Black line apartment in Ljubljana

    Jure Goršič


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    Designed by Paolo Brescia, Tommaso Principi and Andrea Casetto of OBR with Maddalena D’Alfonso, the restaurant on the roof top of the Palazzo dell’Arte of the Triennale di Milano offers visitors a new dimension of quality dining provided by chef Stefano Cerveni.

    OBR Open Building Research — Terrazza Triennale

    The exhibitions by the Triennale di Milano have always been a synthesis of design and architectural experimentation; on such occasions Parco Sempione was turned into a theatrical stage for the new myths of urban living and the Palazzo dell’Arte became a marvellous device of cultural promotion.

    OBR Open Building Research — Terrazza Triennale

    
The project by OBR reinterprets the tradition of the Triennale conceiving the restaurant on the rooftop as a transparent glass pavilion, suspended above Parco Sempione and the skyline of Milano and Castello Sforzesco.

    OBR Open Building Research — Terrazza Triennale

    
Climbing up to the terrace of the Palazzo dell’Arte, visitors are greeted by a aromatic garden conceived by the landscape architect Antonio Perazzi, behind which rises the glazed pavilion of the restaurant, set back from the portals in the historic façade.

    OBR Open Building Research — Terrazza Triennale

    The pavilion, engineered by Buro Happold and Milan Ingegneria, and manufactured by Capoferri, can be opened completely all the way around its perimeter and is characterized by a light modular structure of stainless steel that allows easy and rapid assembly, combining industrial technologies with craft skills.

    OBR Open Building Research — Terrazza Triennale

    
A large mobile curtain of 400 square meters floats above the glass roof. Opening completely to one side, it allows the pavilion to function as a bioclimatic self-thermo-regulating greenhouse that can be used in different ways in the day/night-time and permits guests to dine in the shade at lunchtime or under the stars in the evening.

    OBR Open Building Research — Terrazza Triennale

    OBR Open Building Research — Terrazza Triennale

    OBR Open Building Research — Terrazza Triennale

    OBR Open Building Research — Terrazza Triennale

    OBR Open Building Research — Terrazza Triennale

    OBR Open Building Research — Terrazza Triennale


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    L’appartamento, al primo piano di un edificio inizio 900 e posizionato nel centro di una piccola cittadina di provincia, si sviluppa su un unico piano e con una superficie di 158 metri quadrati.

    Germana Maranca | M@G Architettura&Design — Blu 165

    La famiglia che abita questa casa ha una lunga storia legata al mare ed una passione viscerale per il legno, da qui la scelta degli arredi: un involucro murario all’ingresso, rivestito in noce, richiama la matericità ed il calore della terra, arredi azzurro astrale e rivestimenti blu cobalto parlano il linguaggio del mare; a contrasto il candore del pavimento, in lastre di gres di grande formato color crema, che corre senza soluzione di continuità in tutti gli ambienti interrotto solo in alcuni punti da spot di piastrelle, dai colori neutri appena consumati, che richiamano la memoria delle antiche maioliche artigianali.

    Germana Maranca | M@G Architettura&Design — Blu 165

    Un ampio ingresso introduce al soggiorno dai toni caldi dove vecchi mobili di famiglia, sapientemente recuperati da artigiani locali, dialogano con arredi contemporanei e pezzi storici del ‘900.

    Germana Maranca | M@G Architettura&Design — Blu 165

    La calda presenza del legno caratterizza tutti gli ambienti abitativi: accoglie all’ingresso, dove la falegnameria in noce guida l’ospite lungo il corridoio rivestendo parete e porte a raso. Le cromie interne si giocano sui contrasti tra le superfici chiare a pavimento e i toni blu delle pareti dei bagni.

    Germana Maranca | M@G Architettura&Design — Blu 165

    ingresso

    Un grande volume in legno come un tunnel cela gli ambienti di servizio ( la cucina, la lavanderia e il bagno dei bambini ) ed ingloba contenitori, un soppalco, un guardaroba e nasconde, alle sue spalle, un piccolo angolo studio. Il tunnel, passaggio obbligato all’altro lato della casa, accompagna dolcemente verso la zona notte.

    Germana Maranca | M@G Architettura&Design — Blu 165

    ingresso

    La passione per le scarpe della proprietaria ha ispirato il disegno del grande contentitore blu cobalto, arredo che occupa tutto il corridoio notte correndo per circa 4,20 ml fino al soffitto.

    Germana Maranca | M@G Architettura&Design — Blu 165

    tunnel

    Si affacciano nel corridoio le 3 camere da letto ed il bagno padronale, dove il legno e il blu si sposano dolcemente con il candore dei pavimenti scelti per tutta la casa.

    Germana Maranca | M@G Architettura&Design — Blu 165

    tunnel

    Data la notevole altezza dei soffitti, per consentire risparmio energetico, distribuzione uniforme delle temperature e maggior benessere termico, nei controsoffitti sono state incorporate le parti meccaniche dell’impianto di climatizzazione radiante che collabora con le serpentine installate sotto il pavimento.

    Germana Maranca | M@G Architettura&Design — Blu 165

    corridoio notte

    Germana Maranca | M@G Architettura&Design — Blu 165

    bagno bambini

    Germana Maranca | M@G Architettura&Design — Blu 165

    Germana Maranca | M@G Architettura&Design — Blu 165

    Germana Maranca | M@G Architettura&Design — Blu 165

    bagno padronale

    Germana Maranca | M@G Architettura&Design — Blu 165

    Germana Maranca | M@G Architettura&Design — Blu 165

    Germana Maranca | M@G Architettura&Design — Blu 165

    soggiorno

    Germana Maranca | M@G Architettura&Design — Blu 165

    Germana Maranca | M@G Architettura&Design — Blu 165

    Germana Maranca | M@G Architettura&Design — Blu 165

    bagno padronale

    Germana Maranca | M@G Architettura&Design — Blu 165

    pianta


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    The guest houses are the variation of the hotel rooms in spa-complex Relax Park Verholy located in a pine forest in the Poltava region. Houses are built from lightweight metal frame structures made by BF Zavod company (Kiev) in accordance with the designers’ drafts. The space of the house is 32 m² and the total weight of the frame with the sandwich panels, covering construction and floors, is 2200 kg.

    YOD  — Guest houses in Relax park VERHOLY

    One of the challenges that faced the studio was the realization of the project in a short time. Designers managed to complete it within only two months. During this period construction works were carried out, engineering networks and communications were established, and finishing works and decoration were implemented.

    YOD  — Guest houses in Relax park VERHOLY

    Instead of the usual solid base the house stands on the so-called screw base. This technology allows to set quickly the structure in any landscape without harming nature. This type of base helped to set the houses among the pines without damaging any trees or their root system. The houses are standing above the ground (at least a meter), so designers succeeded to manage without the base structure and the waterproofing. All drainages were hidden behind the front cladding.

    YOD  — Guest houses in Relax park VERHOLY

    The interior floors are tiled and equipped with water heating; the walls are covered with plywood from veneered oak, and ceilings and terrace – with larch plates. From the outside the building is covered with heat-treated plates made of solid alder. The house is equipped with water heating and channel air-conditioning. All lighting (diode lamps and background diode highlighters) are energy saving.

    YOD  — Guest houses in Relax park VERHOLY

    The interior is realized in minimalist aesthetics. For finishing designers used natural materials and colors. One of the walls in the house is fully glazed. In the daytime guests can enjoy nature without leaving the room, and for evening privacy the rooms have the dense curtains.

    YOD  — Guest houses in Relax park VERHOLY

    YOD  — Guest houses in Relax park VERHOLY

    YOD  — Guest houses in Relax park VERHOLY

    YOD  — Guest houses in Relax park VERHOLY


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    Project Description

    Gaurang Trivedi — 3D Modeling & Rendering For Retaining Wall Design

    Retaining Wall Design

    The client wanted to make a retaining wall that could stop the flood water from the near by river to enter into the area he had bought. It is a vacant lot in an area that used to be a wash (ravine) and was filled with debris and artificial fill.

    Gaurang Trivedi — 3D Modeling & Rendering For Retaining Wall Design

    Challenges

    Gaurang Trivedi — 3D Modeling & Rendering For Retaining Wall Design

    • There was only one hand made sketch. There were no dimension or any other input from the client.

    Gaurang Trivedi — 3D Modeling & Rendering For Retaining Wall Design

    • There was only conference call and e-mail communication. A lot of brain storming sessions were done.

    Gaurang Trivedi — 3D Modeling & Rendering For Retaining Wall Design

    • The project was done based on only client’s explanation about his vision.

    • As there were no plans, elevation, any cad files, there was a lot of revisions.

    • It was our first experience in making retaining wall.

    Execution

    • The design that he client sent was from 2008. Client wanted a new design.

    • Client wanted to extend the useful area towards the flood plain of the river by building a retaining wallA basic & rough sketch of retaining wall was provided.

    The following were to be incorporated into the model:

    • A massive retaining wall extending into the valley.

    • The wall to have terraces.

    • Trees and shrubs planted in the terraces.

    • The trees and shrubs ultimately covering the wall so that the whole wall looks like a natural bluff covered with trees, plants and shrubs.

    • Stairs leading to the terraces and narrow walkways along the terraces.

    • The property developed with 7-8 family homes.

    • A swimming pool at the edge of the property next to the retaining wall.

    • Subterranean garage under the flat ground surface of the property.As there were no plans, a lot of revisions took place.

    For more information, visit: http://www.truecadd.com/architectural-3d-rendering-services.php


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    Alterations and additions to a small heritage listed timber cottage in inner suburban Melbourne. Planning and heritage requirements and construction costs fundamentally drove the outcome of this project. Our client came to us wanting a new house. For reasons only known and understood by the local authorities the existing cottage was deemed to be of some historical significance. We disagreed with that assessment but to no avail. It was a case of limp-wristed facadism by the authorities and heritage ‘experts’. Instead of abandoning our client we agreed to start from scratch, keeping the front section of the cottage and reworking it and then building a discrete fully new section at the rear of the block. I saw the project in a different light and chose to re-visit some projects that had inspired me as a young architect – Kazuo Shinohara’s ‘House in White’ and ‘House in Hanayama No 3’ and Tadao Ando’s ‘Row House in Sumiyoshi’ or ‘Azuma House’ as it is sometimes known. The ‘Row House in Sumiyoshi’ is a work of genius and I have written elsewhere about that building describing it as ‘a seminal work of the second half of the twentieth century’.

    Sean Godsell Architects — Green House

    In simple terms the cottage interior is remodelled to have a cathedral ceiling with a pair of timber posts supporting the ridge beam and two light cannons directing light to the centre of the single space formed by the demolition of an existing wall. A small courtyard bound by concrete walls separates the cottage from the small addition, evoking the ‘Row House’ in the process. To address issues of overshadowing and overlooking we kept the height of the addition low (3.0m overall) and to compensate for a lack of light we made the roof of the entire addition glass with an automated timber sunscreen. The sunscreen protects the occupant from summer sun but can be configured in a variety of ways to allow the ingress of winter sun. As the screen is operated from inside the appearance of the building changes. If the owner so desires they can use the roofscape as an additional outdoor living area.

    Sean Godsell Architects — Green House

    We finished the design of this project at the same time that the RMIT design Hub was completed and it served as poignant reminder that the power of architecture is independent of scale.

    Sean Godsell

    Sean Godsell Architects — Green House

    Sean Godsell Architects — Green House

    Sean Godsell Architects — Green House

    Sean Godsell Architects — Green House

    Sean Godsell Architects — Green House

    Sean Godsell Architects — Green House

    Sean Godsell Architects — Green House

    Sean Godsell Architects — Green House

    Sean Godsell Architects — Green House

    Sean Godsell Architects — Green House

    Sean Godsell Architects — Green House

    Sean Godsell Architects — Green House

    Sean Godsell Architects — Green House

    Sean Godsell Architects — Green House

    Sean Godsell Architects — Green House

    Sean Godsell Architects — Green House

    Sean Godsell Architects — Green House

    Sean Godsell Architects — Green House

    Sean Godsell Architects — Green House


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    The construction of the complex hosting apartments and the Mandarin Oriental Hotel 5* allows the creation of a multifunctional building in the heart of Moscow.

    Piuarch — Multipurpose complex with Mandarin Oriental Hotel 5*

    The great opportunity that comes for the building is the possibility to relate with the rich surrounding: from Kitai-Gorod Wall, to the complex of the Kremlin with the Red Square, till area along the Moscow River.

    Piuarch — Multipurpose complex with Mandarin Oriental Hotel 5*

    Piuarch proposes building that thanks to its architecture, distributions of volumes and various functions, transparent and interconnected from different points, becomes a Gate of interconnectedness between the park and the city.

    Piuarch — Multipurpose complex with Mandarin Oriental Hotel 5*

    The basic elements of the project are the composition of the volume according to the views of the city, the relationship with the park that gets inside the new building creating a vertical garden: Zelenie Vorota (Green Gate) is the synergic synthesis between the park and the city and the name by which we identify the new multifunctional complex.

    Piuarch — Multipurpose complex with Mandarin Oriental Hotel 5*

    Zelenie Vorota combines at the same volumetric body two different images, in harmony between each other. Mandarin Oriental Hotel 5*, overlooking the historical city, presents facades with a strongly urban approach and in harmony and respectfully to the surrounding buildings. The facade is characterized by a modular repeated element, that with its rhythm highlights the flexibility of the internal distribution and the views of the city.

    Piuarch — Multipurpose complex with Mandarin Oriental Hotel 5*

    General Plan - Ground Floor

    The facade is created through a glass continuing wall, on which is superimposed a regular form of stone pilasters, the material is closely linked to the historical buildings in Moscow, while the façade recalls the strong rigor of the surrounding buildings.

    Piuarch — Multipurpose complex with Mandarin Oriental Hotel 5*

    South Elevation

    The building overlooking Zaryadye Park hosts Suites apartments oriented towards the Kremlin and the Moscow river. The building is characterized by a rich volumetric composition, with large windows opening facing the park proved multiple views, from different angles thanks to the game of stacked volumes.

    Piuarch — Multipurpose complex with Mandarin Oriental Hotel 5*

    West Elevation

    The volume responds to the surroundings, each apartment offers spectacular views, the building is formed in relation and because of the context creating an ongoing dialogue with nature.

    Piuarch — Multipurpose complex with Mandarin Oriental Hotel 5*

    North Elevation

    Piuarch — Multipurpose complex with Mandarin Oriental Hotel 5*

    East Elevation


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    Private apartment _ renovation and interior design

    cristiana vannini | arc — Private Apartment_BTG

    cristiana vannini | arc — Private Apartment_BTG

    cristiana vannini | arc — Private Apartment_BTG

    cristiana vannini | arc — Private Apartment_BTG

    cristiana vannini | arc — Private Apartment_BTG

    cristiana vannini | arc — Private Apartment_BTG

    cristiana vannini | arc — Private Apartment_BTG

    cristiana vannini | arc — Private Apartment_BTG

    cristiana vannini | arc — Private Apartment_BTG

    cristiana vannini | arc — Private Apartment_BTG

    cristiana vannini | arc — Private Apartment_BTG

    cristiana vannini | arc — Private Apartment_BTG

    cristiana vannini | arc — Private Apartment_BTG

    cristiana vannini | arc — Private Apartment_BTG

    cristiana vannini | arc — Private Apartment_BTG


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    Konya City Stadium is located on the north of the city, 9 km away from the city center on an area of 450,000 m2. A sports hall, swimming pool, veledrom and a concourse is also available on the site plan. The transportion is provided by the railway system, private vehicles and public transport. Konya City Stadium, is designed with an approach of harmonizing the cultural codes with contemporary structure. The exterior of the structure is in white-green colors which symbolizes the city football team.

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Planning of the structure is based on UEFA criterias. The total seating capacity of the stadium which is 42,000 is seperated as the lower and the upper in the grandstand. The seating area settlement is called as the east, west, south and north. A sufficient number of toilets and buffet areas were planned under all the grandstands for the audience. The football field is covered with artificial turf that’s heated from below based on the FIFA and UEFA criterias. The top part of this area is covered with high technical featured materials which enables the arena to be used for different functions. The grandstands are reinforced with concrete, and roof and the facades are made of steel. Wall and roof is covered with composite panel and quadroclad panels, aluminum interlock systems and solar olimpic polycarbonate and tinted green glass is used in wall and roof covering. Metal pans with a width of 30 cm and depth of 15 cm is used to create a consant canal which defines the forms, provides the drainage of roof and facade water, and assembly the linear led lightning system. The concrete areas are made of brut concrete.

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Athlete locker rooms, training areas, the referee and jury rooms and various size of rooms for media and VIP entrances are planned on the western grandstand which also has a main carrier made out of of concrete. Technical units and management offices are also in this region. Durable, robust and easy to clean aesthetic materials are used on the walls and on the ceiling. Athletes use this elevation to reach playground. The grandstands are 2 floored and designed to be in the form of an arch with 44 steps. The distance of the grandstands to the field is between 9-11 m. The most distant audience from the football field is planned to be 90 m away from the center. Audience, media, lounge, VIP, athlete, and security guards entrances and circulation areas are seperated from each other. The stair blocks of the upper and the lower grandstands are seperated. Radiant heaters are positioned under the roof for the audience comfort and a sub-heating system is used in order to protect the turf under heavy weather conditions.

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium

    Bahadır Kul Architects — Konya Stadium


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    Fluidità di ambienti, scorrere tenue della luce, sono gli elementi essenziali di questo progetto per il rinnovo di un appartamento destinato ad una coppia senza figli. Separare mantenendo la possibilità di unire gli ambienti con tagli spaziali lunghi. Arredi che delimitano ed uniscono. Aperto vs chiuso. Privato vs condiviso. Luce vs ombra. Chiaro vs scuro. Trasparente vs opaco. I toni del bianco e del nero disegnano gli ambienti assecondando delicate ombre tracciate dalla luce evanescente del mattino e della sera.

    Emanuele Panzeri — Appartamento DZSC - Milano

    Emanuele Panzeri — Appartamento DZSC - Milano

    Emanuele Panzeri — Appartamento DZSC - Milano

    Emanuele Panzeri — Appartamento DZSC - Milano

    Emanuele Panzeri — Appartamento DZSC - Milano

    Emanuele Panzeri — Appartamento DZSC - Milano

    Emanuele Panzeri — Appartamento DZSC - Milano

    Emanuele Panzeri — Appartamento DZSC - Milano

    Emanuele Panzeri — Appartamento DZSC - Milano


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    Nuovo negozio monomarca LE CORDE BLANCHE

    MIDE architetti — 094_Negozio LE CORDE BLANCHE

    Claudia Nalesso


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